Il caso Martusciello scuote Forza Italia - Le Cronache Ultimora
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Il caso Martusciello scuote Forza Italia

Il caso Martusciello scuote Forza Italia

di Irene Sarno

La decisione del Parlamento europeo di revocare l’immunità parlamentare a Fulvio Martusciello rappresenta un passaggio politico e giudiziario destinato ad avere conseguenze che vanno ben oltre la posizione personale dell’eurodeputato azzurro. Un fulmine a ciel sereno? In realtà no. Più che un fulmine in un cielo limpido, è stato un fulmine in un cielo che da tempo appariva già carico di tensioni all’interno di Forza Italia in Campania. L’Aula di Strasburgo ha confermato con 344 voti favorevoli, 234 contrari e 25 astensioni l’orientamento già espresso dalla Commissione Affari Giuridici (JURI), che si era pronunciata con 14 voti favorevoli alla revoca dell’immunità, 11 contrari e nessuna astensione nell’ambito dell’inchiesta belga nota come “Huaweigate”. Dal punto di vista tecnico, la revoca dell’immunità non equivale in alcun modo a una condanna e non costituisce un giudizio di colpevolezza. Significa semplicemente che la magistratura belga potrà svolgere senza limitazioni tutte le attività investigative previste dall’ordinamento. Martusciello continua a proclamarsi estraneo ai fatti contestati e potrà difendersi nel merito delle accuse. La revoca dell’immunità elimina una garanzia parlamentare, ma non modifica la presunzione di innocenza che resta pienamente valida fino a un eventuale giudizio definitivo. Sul piano politico, però, l’effetto è inevitabilmente dirompente. Martusciello ha ricevuto attestati di solidarietà da parte dei vertici nazionali del partito, a partire dal segretario nazionale Antonio Tajani, oltre che da Maurizio Gasparri ed Enrico Costa. Tuttavia, ciò che colpisce molti osservatori è l’assenza di una mobilitazione corale da parte della classe dirigente campana. Non si è assistito a quella “batteria” di dichiarazioni che normalmente accompagna i momenti difficili di un leader politico. Un dato che non è passato inosservato: nessuno dei parlamentari campani e nessuno dei consiglieri regionali in carica ha espresso pubblicamente una solidarietà particolarmente forte o strutturata nei confronti del coordinatore regionale. Un silenzio che viene letto da molti come il segnale di un partito attraversato da divisioni profonde. Del resto, le tensioni interne erano già esplose nelle settimane precedenti. Quattro parlamentari nazionali – i deputati Pino Bicchielli e Annarita Patriarca, i senatori Franco Silvestro e Raffaele De Rosa – insieme ai consiglieri regionali Susy Panico, Livio Petitto e Angela Parente, avevano pubblicamente posto il tema della leadership regionale e della necessità di una riflessione politica sulla guida del partito in Campania. A questo quadro si aggiunge l’uscita dal partito del deputato salernitano Attilio Pierro, considerato uno degli esponenti più vicini allo stesso Martusciello. Una fuoriuscita che potrebbe avere ulteriori conseguenze sugli equilibri interni. Negli ambienti politici campani si guarda infatti con attenzione alla posizione del consigliere regionale Mimì Minella, che aveva aderito a Forza Italia proprio insieme a Pierro e che, al momento del suo ingresso nel partito, aveva indicato in Martusciello uno dei principali punti di riferimento della propria scelta politica. Oggi, con un Martusciello inevitabilmente indebolito dalla vicenda giudiziaria e dalle tensioni interne che attraversano il partito, non manca chi ipotizza che Minella possa valutare di seguire nuovamente il percorso politico di Pierro nella sua nuova esperienza accanto a Roberto Vannacci. Al momento si tratta di valutazioni e indiscrezioni che circolano negli ambienti politici regionali, ma il solo fatto che se ne discuta è indicativo del clima di incertezza che caratterizza questa fase. A ciò si aggiungono i risultati delle ultime elezioni amministrative, giudicati da molti dirigenti al di sotto delle aspettative, che hanno ulteriormente aggravato il clima interno e riaperto il dibattito sulla gestione politica e organizzativa del partito. Il congresso regionale, che avrebbe dovuto rappresentare il momento di chiarimento e rilancio, appare ormai destinato a slittare o addirittura a saltare. Non è stata trovata una sintesi unitaria tra le diverse anime del partito e le vicende giudiziarie delle ultime settimane non contribuiscono certamente a creare il clima necessario per una competizione congressuale ordinata. Per questo motivo prende sempre più corpo, nelle discussioni interne, l’ipotesi della nomina di un commissario politico che possa guidare Forza Italia verso le prossime elezioni politiche. Tra i nomi che circolano negli ambienti del partito vengono indicati quelli di Maurizio Gasparri, Giorgio Mulè e Deborah Bergamini, mentre non manca chi ipotizza una soluzione collegiale affidata a una struttura di coordinamento composta da parlamentari campani. Al momento, tuttavia, nessuna decisione è stata assunta e il confronto resta aperto. Le tensioni, inoltre, non riguardano soltanto il livello regionale. In diverse province campane il partito appare attraversato da una fase di evidente difficoltà organizzativa e politica. In provincia di Salerno e nel capoluogo, in particolare, restano aperte discussioni sulla gestione delle candidature, delle alleanze e delle strategie adottate durante le recenti amministrative. A Salerno non si sono ancora sopiti i malumori di candidati e dirigenti che contestano alcune scelte compiute nella costruzione delle coalizioni e nella conduzione della campagna elettorale, mentre a Pagani continua a fare discutere la revoca dell’incarico di vicesegretario provinciale a Pietro Sessa. Episodi diversi ma accomunati da un elemento comune: la difficoltà del partito nel trovare una linea condivisa e nel ricomporre fratture che negli ultimi mesi sono emerse con sempre maggiore evidenza. La vicenda giudiziaria di Martusciello seguirà ora il proprio percorso nelle sedi competenti. Ma sul piano politico una conseguenza appare già evidente: Forza Italia in Campania si trova davanti a una delle fasi più delicate della sua storia recente. Una situazione che richiederà scelte rapide e una chiara definizione degli assetti futuri, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche. Più che la fine di una stagione, potrebbe essere l’inizio di una fase nuova. Resta da capire chi sarà chiamato a guidarla. LE REAZIONI. “Rispetto la scelta del Parlamento europeo che mi consentira’ di poter chiarire quanto prima la mia posizione. Ribadisco quanto ho detto sin dal primo momento: sono estraneo ai fatti contestati”. Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, Fulvio Martusciello, dopo il voto dell’Aula di Strasburgo sulla revoca dell’immunita’ parlamentare per un’inchiesta avviata dalla procura belga che coinvolge Huawei. “La revoca dell’immunita’ consente alla Procura di avviare le indagini. Ringrazio tutti i colleghi che, leggendo gli atti, hanno votato a mio favore”, aggiunge Martusciello. “Il gruppo Ppe ha votato sulle richieste di rinuncia all’immunità dei membri del Parlamento europeo sulla base della valutazione giuridica fornita dai suoi membri che siedono nella commissione competente per gli affari giuridici (Juri). Oggi, proprio sulla base di questa valutazione oggettiva, i membri del Gruppo hanno espresso, con il loro voto, la loro opposizione alla rinuncia all’immunità. Riteniamo che le prerogative parlamentari debbano essere tutelate ogniqualvolta sussistano validi motivi a sostegno di tale posizione. Il Parlamento europeo ha successivamente preso una decisione diversa”. Lo afferma in una nota il presidente del gruppo Ppe, Manfred Weber. “Siamo fiduciosi che Fulvio Martusciello avrà l’opportunità di dimostrare la sua estraneità ai fatti oggetto dell’inchiesta dinanzi alle autorità competenti. Il rispetto dello Stato di diritto e la presunzione di innocenza sono principi fondamentali dell’Unione europea e devono valere per ogni cittadino, in particolare per coloro che ricoprono cariche pubbliche. Continueremo a seguire da vicino lo sviluppo del caso, nel pieno rispetto dell’indipendenza della magistratura e delle garanzie previste dall’ordinamento giuridico”, conclude Weber. Ad esprimere solidarietà al leader regionale anche Antonio Tajani, presidente azzurro: – “Dopo aver esaminato la documentazione non ho alcun dubbio sul comportamento di Fulvio Martusciello e sulla sua estraneità ai fatti contestati. Apprendo con rispetto la decisione del Parlamento europeo di procedere alla revoca dell’immunità parlamentare, ma ritengo politicamente importante che la nostra famiglia del Ppe e molti europarlamentari di altri gruppi, che ringrazio, abbiano sostenuto la nostra posizione”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani sulla revoca dell’immunità al capodelegazione Fi al Parlamento per il suo coinvolgimento nell’inchiesta della Procura federale belga sul cosidetto ‘Huaweigate’.