Gino Paoli: ci lascia una canzone... - Le Cronache Attualità

di Arturo Calabrese

Ci sono canzoni che hanno segnato un’epoca, canzoni che hanno segnato momenti della vita di ognuno di noi, canzoni che hanno accompagnato la nascita o la fine di una storia d’amore e l’elenco sarebbe ancora molto lungo.

Ci sono, poi, le canzoni di Gino Paoli, cantautore genovese che si è spento oggi all’età di 91 anni. Componimenti che hanno saputo raccontare l’amore in ogni sua declinazione, descrivendo gli attimi, le sensazioni, l’interiorità e l’esteriorità. È riuscito a cantare i sorrisi, le lacrime, le ferite, le cicatrici, i ricordi e le speranze. Gino Paoli ha saputo descrivere l’emozione di vedere avvicinarsi la persona verso la quale si prova un sentimento, sorprendendosi perché “bella, così come sei, non mi sembrava possibile che, tra tanta gente, tu ti accorgessi di me”. L’amore, però, può anche finire ed è così che, come commiato, si lascia una canzone “che tu potrai cantare a chi tu amerai dopo di me”.

Ci sono poi i quattro amici al bar che il mondo volevano cambiarlo, ma che alla fine si sono arresi alla vita scegliendo un lavoro in banca o andando con la donna al mare quando, come doveroso ricambio generazionale, arrivano altri quattro ragazzi, più giovani, con tanti sogni, idee e voglia di cambiare il mondo.

E come non ricordare un felino con una macchia nera sul muso, una soffitta e una finestra a un passo dal cielo blu o, ancora, una stanza senza pareti ma con tanti alberi, senza il soffitto ma con “il cielo sopra noi che restiamo qui”.

Se ne va un cantautore che ha cambiato la canzone italiana, come del resto hanno fatto gli esponenti della famosa scuola genovese, capace di sfornare talenti indimenticabili. Ciò che resta di Gino Paoli è nelle parole delle sue opere, belle, facili, capaci di emozionare, far sorridere o piangere, capaci di far provare qualcosa, come solo i grandi artisti sanno fare.

Credo che i tanti requiem che si stanno leggendo in queste ore, molto probabilmente compreso questo, non gli avrebbero fatto piacere e ci avrebbe liquidati tutti con una battuta sarcastica o una parolaccia.