Aumento dell’energia elettrica, cuneo fiscale, taglio irpef: sono molti i temi caldi che, in questa coda del 2021, investono le aziende. Gli imprenditori da più parti sollecitano l’intervento del Governo per arginare questa nuova scure che si abbatte sul sistema economico e produttivo. Anche i Giovani imprenditori salernitani sono più volte intervenuti sull’argomento. Presidente Gambardella, la sua azienda è tecnicamente definita un’impresa “energivora”. Quanto l’aumento dell’energia elettrica impatta sulle aziende salernitane? “Il settore della plastica è stato tra i primi a subire in maniera pesante gli effetti del caro-elettricità. Purtroppo ad oggi ne sono investiti tutti i settori. Gli aumenti sono di tale portata che vanno ad incidere in maniera importante su tutte le produzioni. E’ un ulteriore costo che impatta in maniera significativa sul conto economico dell’azienda. E non è l’unico: ad esso si aggiunge l’aumento delle materie prime. Legno, gomma, grano, mais, rame e ferro – solo per fare alcuni esempi – sono aumentati già da mesi in maniera vertiginosa”. Perché sta accadendo tutto ciò? “L’Italia e l’Europa scontano sostanzialmente la mancanza di autonomia nella produzione energetica. Il gas viene dalla Russia, il petrolio dai Paesi arabi, fino a quando continueremo ad approvvigionarci all’estero avremo le armi spuntate dinnanzi a questo problema. A questo aggiunga che ci sono paesi a noi vicini – come la Francia ad esempio – che hanno investito in altre forme di produzione energetica e rispetto ai quali non potremo essere competitivi nel breve periodo. Lo stesso discorso vale per le materie prime di cui non siamo produttori diretti e che, in aggiunta, subiscono un’ulteriore impennata causata dall’aumento dei noli marittimi. Molte aziende hanno fatto investimenti importanti in ricerca ed innovazione finalizzati oltre che a rendere sempre più performanti i prodotti anche a ridurre i consumi energetici. Sarebbe importante che tali investimenti fossero riconosciuti ed apprezzati. Così come è assolutamente prioritario che i fondi del PNNR siano utilizzati per colmare il nostro gap energetico”. Uno scenario a tinte fosche… “Non voglio essere pessimista, non mi appartiene, rappresento i giovani imprenditori che, per definizione, hanno uno sguardo positivo rivolto al futuro ma non possiamo omettere verità innegabili. Chi fa impresa sa che questa congiuntura di fattori non ci giova di certo. Per esser competitivo il made and make in Italy ha bisogno di energia, infrastrutture, sburocratizzazione”. E il Governo? Confindustria nel recente passato aveva plaudito all’azione di questo esecutivo. “Certamente, ma abbiamo anche chiesto a gran voce il taglio contributivo del cuneo fiscale, esso andrebbe ad incidere positivamente sui conti delle aziende ma metterebbe anche più soldi in tasca ai lavoratori e, di conseguenza, aumenterebbero i consumi e ne beneficerebbe l’intera economia del Paese. Ma sembra che il Governo stia andando in un’altra direzione”. Presidente si parla tanto di ripresa, possiamo dire che ci sono buoni segnali nella nostra provincia? “La discriminante non è se ci sia o meno la ripartenza, il vero punto è far sì che essa sia duratura, che non ci siano rimbalzi, che si respiri un minimo di certezza, altrimenti anche il mondo finanziario ne risente. Le aziende stanno facendo di tutto per mantenere dritta la barra, noto uno sforzo comune di imprenditori e lavoratori. Se c’è una cosa che ci ha insegnato la pandemia è che siamo tutti coinvolti con pari responsabilità nel combatterla e venirne fuori. Ora è necessaria, però, un’azione forte e decisa da parte di chi ci governa a livello nazionale ed europeo. Il nostro territorio ha delle grandi eccellenze nell’agroalimentare e nel manifatturiero di qualità. Sono i plus che dobbiamo saper imporre nello scenario globale”.
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