Enzo Tropiano: “La denominazione comunale non entri in conflitto con altre” - Le Cronache
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Campania

Enzo Tropiano: “La denominazione comunale non entri in conflitto con altre”

Enzo Tropiano: “La denominazione comunale non entri in conflitto con altre”

di Erika Noschese

Il viaggio di Gusto Italiano – l’iniziativa della Claai Salerno, attraverso il presidente Gianfranco Ferrigno in collaborazione con Le Cronache – continua con le De.Co., le denominazioni comunali, la nuova frontiera sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare l’identità di un territorio legato ad una produzione specifica. La Denominazione Comunale è nata da un’idea geniale del compianto Gino Veronelli e, ad oggi, è già stata adottata da oltre 400 comuni italiani per tutelare e valorizzare in primis la produzione tipica del mondo agricolo, ma anche i piatti della tradizione e alcuni prodotti artigianali di eccellenza. Si tratta in effetti di un sistema che vuole difendere il locale rispetto al fenomeno della globalizzazione, la quale tende ad omogeneizzare prodotti e sapori. La De.Co. quindi, pur non essendo un marchio, rappresenta un riconoscimento concesso dall’Amministrazione Comunale a qualche cosa che è strettamente collegata al territorio e alla sua collettività, senza sovrapposizione alcuna con le denominazioni d’origine. La De.Co. viene attribuita dal comune con apposita deliberazione consigliare ed è indubbiamente legata alla produzione tradizionale del territorio. Obiettivo della denominazione culturale resta il rispetto, e la tutela, oltre che il recupero della biodiversità. A fare il punto della situazione, dopo la proposta di legge presentata – per istituire un registro regionale delle De.Co – dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, è Vincenzo Tropiano, presidente della Coldiretti Salerno. Presidente, in Campania c’è una proposta di legge per istituire un registro regionale delle denominazioni comunali. Cosa ne pensa? “Le De.Co esistono da tempo, non sono cose nuova bensì delle denominazioni che, per alcune produzioni tipiche, alcune ricette, alcuni piatti di natura tradizionale, a carattere comunale hanno un senso perchè rappresentano la valorizzazione dei prodotti territoriali. In Italia esistono vari esempi di De.Co che hanno avuto grandi apprezzamenti da parte dei consumatori. Sono una forma valida con un riconoscimento a carattere comunale e vanno bene anche come strategia di marketing di un comune o di un’area ristretta che punta tutto su questo tipo di identità, di patrimonio agro alimentare del proprio territorio. Sono piani differenti di valorizzazione del territorio, non vanno in conflitto”. In Campania, forse, le De.Co fanno un po’ fatica? “In Campania esistono tantissime produzioni a denominazione di origine protetta piuttosto che identificazione geografica protetta; abbiamo tantissime denominazioni di origine controllato, identificazione geografica territoriale: abbiamo un patrimonio agroalimentare che ha una proiezione e numerosità talmente ampia che di per sé rappresenta bene tutto l’agro alimentare. E’ chiaro che le De.Co sono micro produzioni che rappresentano la biodiversità, la salvaguardia di un patrimonio anche genetico che è diverso, ampio e che hanno un senso ma non possono – e non devono – andare in conflitto con le denominazioni di origine più importanti. Quando parliamo di uva Sanginella è una De.Co che non ha nulla a che fare con la mozarella di bufala, la rucola della Piana del Sele ma sono ugualmente importanti perchè mirano a tutelare il patrimonio genetico e identitario dei prodotti minori; hanno un loro senso e spazio ma non possono andare in conflitto con le altre denominazioni perchè la dimensione economica è completamente differente”. C’è una proposta di legge presentata dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che chiede di istituire un registro delle De.Co… “E’ un albo in cui vengono censite. Una tracciabilità delle De.Co che ogni comune può fare e anche un registro è una cosa utile. Avere un censimento per una sorta di raccordo di tutte le produzioni che ci sono sul territorio mi sembra assolutamente giusto”.