Eboli. Rocco (Cosmo Innovatore) : «Basta promesse, ora contano i risultati» - Le Cronache Provincia
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Eboli. Rocco (Cosmo Innovatore) : «Basta promesse, ora contano i risultati»

Eboli.  Rocco (Cosmo Innovatore) : «Basta promesse, ora contano i risultati»

Eboli. Il candidato sindaco Avv. Edoardo Rocco, presidente del neomovimento Cosmo Innovatore, ha firmato un lungo documento politico in cui chiama i cittadini a una riflessione «seria, coraggiosa e libera dai condizionamenti ideologici» sul futuro della città. «Basta parole, contrapposizioni ideologiche e promesse. Parliamo di bilanci, lavoro, case, sicurezza e responsabilità politica», scrive Rocco aprendo il suo intervento. Le domande che rivolge agli ebolitani sono dirette: che cosa vogliamo da Eboli? Quale città immaginiamo per i nostri figli? Quale futuro intendiamo costruire? Continuare a assistere alle solite contrapposizioni destra-sinistra, ai proclami e alle promesse elettorali, oppure finalmente discutere di programmi, numeri, risultati e responsabilità? Prima di parlare del futuro, sostiene, occorre fare i conti con il passato. Agli amministratori che si sono succeduti negli ultimi decenni chiede di rendere pubblici, in maniera chiara e comprensibile, non solo i bilanci ufficiali ma un rendiconto politico dei risultati: quanto denaro pubblico è stato amministrato, come è stato speso, quali opere realizzate, quali progetti rimasti incompiuti, quali opportunità perdute, quali debiti e problemi lasciati in eredità. «Non si tratta di organizzare processi politici sommari, ma di introdurre un principio elementare: chi ha amministrato deve poter spiegare che cosa ha fatto e con quali risultati. La memoria amministrativa di una città non può essere cancellata a ogni nuova campagna elettorale». Sul modello sociale ed economico Rocco pone un’altra questione centrale: continuare a concepire la politica abitativa prevalentemente come costruzione di nuovi quartieri di edilizia popolare, con il rischio di creare concentrazioni di disagio e ghetti sociali, oppure costruire un’economia capace di offrire lavoro, reddito e dignità, consentendo a un giovane ebolitano di acquistare una casa con il frutto della propria attività? Sottolinea che nessuno deve mettere in discussione il diritto all’abitazione delle famiglie più fragili e che l’edilizia sociale è necessaria, ma «una città non può avere come unico orizzonte sociale l’assegnazione di una casa popolare. Deve creare anche le condizioni perché sempre più famiglie possano raggiungere un’autonomia economica». Chiede quindi programmi precisi per attrarre imprese, prospettive concrete per giovani professionisti, artigiani, commercianti, agricoltori e imprenditori, valorizzando territorio, risorse produttive e posizione strategica. «Su questi temi vorrei ascoltare proposte precise, non slogan». Rocco critica poi la «cultura delle parole» che rischia di ridurre il confronto pubblico a una disputa tra appartenenze culturali e ideologiche. Prende ad esempio il tema cannabis e hashish: se si vuole discutere di liberalizzazione lo si faccia apertamente nel rispetto della legge nazionale, ma spiegando proposte, competenze reali del Comune, conseguenze e misure di prevenzione e tutela dei giovani. «Non possiamo trasformare Eboli in un laboratorio di slogan, dimenticando che una città deve prima di tutto garantire servizi, opportunità, legalità e qualità della vita». Sulla sicurezza invita a parlare senza pregiudizi: non solo ordine pubblico, ma poter camminare tranquillamente, quartieri illuminati e curati, sicurezza stradale, scuole e luoghi di lavoro, contrasto a spaccio, criminalità e abusivismo, e anche sicurezza sociale per famiglie in difficoltà, anziani e giovani. Chiede a ogni aspirante amministratore di chiarire competenze comunali e quelle che richiedono collaborazione dello Stato e delle forze dell’ordine. Infine, Rocco invita a cambiare il modo di giudicare la politica: non interessa solo chi si candida o a quale schieramento appartiene, ma esaminare programmi e chiedere risposte verificabili su posti di lavoro, sicurezza, opere pubbliche, costi, finanziamenti, tempi e investimenti da attrarre. «Una volta terminato il mandato, dovrebbe essere possibile confrontare le promesse con i risultati». La domanda di fondo che rivolge a tutti, indipendentemente dalle convinzioni politiche, è da dove vogliamo ripartire: una Eboli che distribuisca soltanto assistenza o una che sappia creare opportunità? Quartieri isolati o una città capace di integrare e garantire servizi ovunque? Discutere di etichette ideologiche o confrontarsi su economia, urbanistica, sicurezza, ambiente, mobilità e qualità della vita? Amministratori dei bei discorsi o disponibili a rendere conto pubblicamente delle decisioni? «Non pretendo che tutti abbiano le stesse risposte. Pretendo che le domande vengano poste e che nessuno possa eluderle nascondendosi dietro una bandiera politica. Eboli non appartiene alla destra, alla sinistra, ai gruppi di potere o alle singole amministrazioni. Eboli appartiene agli ebolitani». Ed è agli ebolitani che spetta decidere, con consapevolezza e spirito critico, quale futuro desiderano. «Cominciamo dai bilanci. Continuiamo con i programmi. Pretendiamo risposte concrete. Perché il futuro di Eboli non può essere affidato soltanto alle promesse di chi chiede fiducia. Deve diventare un progetto pubblico, serio, misurabile e condiviso. La vera domanda non è soltanto chi governerà Eboli. È che cosa vogliamo che Eboli diventi nei prossimi vent’anni. E soprattutto: siamo finalmente pronti a discuterne sul serio?».