Di Bari: "Tirare fuori l'orgoglio. L'Arechi fa la differenza" - Le Cronache Salernitana
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E’ l’amministratore delegato della Salernitana Umberto Pagano ad aprire la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico granata Vito Di Bari: “Mi preme ringraziare mister Cosmi per le emozioni che ci ha regalato. Un grosso in bocca al lupo alla nuova guida tecnica, speriamo ci aiuti a raggiungere grandi risultati”. Parola poi al direttore sportivo Daniele Faggiano che, dopo aver ricordato con un velo di commozione il compianto Simone Ruggia, manifesta il suo stato d’animo: “Non è mai facile mandare via qualcuno, ma chi fa questo mestiere lo mette in preventivo. Anche a me è capitato di essere esonerato, fa parte del gioco. Io credo che in questo momento dobbiamo guardare avanti e mettere da parte le polemiche ritrovando uno spirito positivo. Abbiamo aspettato venerdì per ufficializzare il nuovo tecnico perché non voglio sbagliare più. Lui ci ha convinto subito, ci siamo scelti a vicenda. Ho un brutto carattere, ma cerco di fare al meglio il mio lavoro. Qualche errore è stato commesso, prenderci del tempo è stato gesto di responsabilità. Di Bari non era del tutto svincolato e ci sono stati tempi tecnici da rispettare”. Tocca poi a Di Bari, carico a mille e già pienamente proiettato al derby col Savoia: “E’ stata una scelta semplice, è capitata una opportunità importante. Sono un allenatore giovane e motivato, quando chiama Salerno il contratto non conta. La rosa è competitiva e ha reso molto meno di quanto potesse. Un po’ di difficoltà sono state causate anche dagli infortuni di giocatori importanti, con l’organico al completo ci toglieremo soddisfazioni. Ho voglia di incidere e ho grande fame. Il modulo? Possiamo adottare più sistemi, non sono un integralista e non possiamo prescindere dall’intensità. Abbiamo avuto poco tempo per preparare assieme il match col Savoia, ho dubbi tattici e di scelte che mi accompagneranno fino a domani”. Di Bari prosegue: “E’ un campionato più difficile rispetto all’anno scorso e tante squadre possono competere per la vetta. Per noi oggi è difficile porci obiettivi pur chiamandoci Salernitana, perché siamo dodicesimi. Serve unione all’interno dello spogliatoio, dobbiamo riportare i tifosi dalla nostra parte ragionando gara dopo gara a partire dal match fondamentale col Savoia. Recuperiamo Achik, che ho guidato ai tempi del Bari pur in un arco di tempo breve. In C sposta gli equilibri e all’Arechi può essere devastante. E’ disponibile per il derby, è un esterno in grado di agire a destra e a sinistra. Metterlo in altre posizioni vuol dire adattarlo”. Di Bari di recente ha affrontato la Salernitana, impattando per 0-0 con il “suo” Casarano. Toccherà a lui individuare le problematiche di un gruppo oggi più vicino alla zona playout che a quella promozione: “Se si cambia allenatore è evidente che ci sono state difficoltà, a Picerno c’è stato un blackout totale e non mi sembra corretto entrare nel merito visto che non ero presente. Solo a sprazzi la Salernitana ha fatto vedere il proprio valore durante la stagione. A me ha colpito molto la disponibilità incredibile dei calciatori, hanno la mia stessa fame e vogliono recuperare il terreno perso nei mesi precedenti. Il tempo c’è, ma è fondamentale non avere un atteggiamento passivo. L’anno scorso, quando c’è stato il sorteggio dei playoff, io speravo di affrontare la Salernitana per vivere l’atmosfera dello stadio. Anche da avversario sarebbe stato un onore. Figuriamoci ora che li ho dalla mia parte. Possiamo creare qualcosa di forte, ho visto la partita contro il Bari e sono convinto che i due gol li ha fatti la curva. Io sono cresciuto da allenatore in piazze che incidono e Salerno è una di queste. A mio avviso è l’obiettivo principale: senza gente non si va da nessuna parte. Insisto sul concetto di fame: non posso vedere giocatori che non hanno stimoli”. Si parla poi di obiettivi, con una Salernitana lontanissima dalla vetta e una tifoseria che domani garantirà poche presenze: “Se siamo qui non possiamo certo parlare di salvezza, fareste bene a mandarmi a quel paese. E’ una posizione che una piazza del genere non dovrebbe occupare. L’obiettivo comune è arrivare più in alto possibile, ma parlare oggi di vittoria del campionato sarebbe presuntuoso. Si lavora per uscire da questo momento, rappresentando al meglio la tifoseria con una identità precisa di gioco”. Il tecnico, che ha firmato un contratto fino al prossimo 30 giugno con opzione di rinnovo al verificarsi di determinate condizione, conosce già alcuni degli elementi in rosa: “Ho allenato Celiento fino a pochi mesi fa, è stato anche un mio compagno di squadra e so che uomo è. Sono contento di ritrovarlo, ha fatto un avvio di campionato importante e ha il carisma necessario per darci una mano. Oggi l’ho visto carico e può avere un peso specifico non indifferente perché conosce la metodologia dello staff tecnico. A me interessa il collettivo. Ora dobbiamo conquistare risultati, ma nel tempo avremo identità e idee di gioco”. Focus poi su Capuano e Lescano, forse non ben valorizzati da Cosmi: “Marco non lo scopro io. Ha esperienza, ha fatto una carriera importante e anche chi ha giocato di meno può dare un valore al gruppo. Anche chi ha avuto minore minutaggio può essere leader e deve far capire ai compagni quale sia l’obiettivo. Facundo è il classico attaccante d’area che va servito nel modo giusto. Va messo nelle condizioni per incidere, può spostare gli equilibri al pari di Achik. Io sono per un calcio propositivo e offensivo pur concedendo qualcosa, ho sempre avuto il capocannoniere in squadra nelle mie esperienze precedenti e vedo in Lescano le motivazioni giuste. Ma io torno a parlare del collettivo, domani la gara è fondamentale e lavorare la settimana prossima con una vittoria sul Savoia ci darà maggiore spensieratezza. Io voglio allenare l’intensità riproducendo le situazioni che si possono creare in gara. Io vedo qualità fisiche tali per andare a prendere alti la squadra avversaria e recuperare palla”. Sul centrocampo, punto debole della squadra, il mister si esprime così: “La connessione tra calciatore e allenatore fa sempre la differenza. In questi due giorni ho cercato di creare questo seppur in 48 ore. Io vedo tanti leader, in ogni zona del campo. I tempi sono cambiati e fare i paragoni con dieci anni fa sarebbe un errore enorme perché la generazione è diversa e siamo all’interno del mondo social. A me spetta far capire momento e contesto. Nel mio primo discorso alla squadra nello spogliatoio ho percepito grande attenzione e disponibilità”. Inevitabile parlare del prossimo avversario: “Stimo il loro allenatore. Concedono tanto, ma possono metterci in difficoltà. Li ho già affrontati e so che non hanno paura dei duelli individuali. L’abbiamo preparata bene, ma noi dobbiamo pensare esclusivamente alla Salernitana. Domani il principio principale è quello motivazionale, anche perché veniamo da una sconfitta e occorre senso di responsabilità oltre al dominio del gioco. Voglio una squadra che abbia orgoglio”. Di Bari chiosa così: “Ho parlato con i rappresentanti della società, colgo l’occasione per ringraziare la proprietà e il direttore sportivo per avermi scelto. Non era scontato puntassero su di me. Sono e siamo tutti un po’ arrabbiati, ma c’è tempo per invertire la rotta. So che è difficile, ma in questo momento vorrei si accantonassero tutte le polemiche. A me piace interagire con i giornalisti, voglio imparare a conoscere anche voi. Non giudicatemi dopo due giorni, per il bene della Salernitana conosciamoci bene. Sono orgoglioso di essere qui”.
Gaetano Ferraiuolo