Codacons Cilento: "2023 travagliato, speranze nel 2024" - Le Cronache
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Codacons Cilento: “2023 travagliato, speranze nel 2024”

Codacons Cilento: “2023 travagliato, speranze nel 2024”

di Arturo Calabrese

Realtà associativa molto attiva sul territorio, il Codacons Cilento segue da vicino tutte le emergenze del comprensorio nonché i movimenti del settore turistico. Il presidente Bartolomeo Lanzara è da sempre in prima linea per difendere i consumatori e gli utenti dalle varie problematiche e criticità come l’emergenza cinghiali, l’erosione costiera, l’aumento dei costi, la viabilità, la sanità.

Presidente, piccolo passo indietro: bilancio del 2024?

“È stato un anno travagliato. Chiaramente i problemi hanno riguardato tutta Italia con una mancanza di turisti che ha colpito l’intero paese. Ci sono località che hanno avuto il tutto esaurito ma sono rarità. Sono stati registrati aumenti dei costi, sempre a macchia di leopardo, nei ristoranti, sui beni di prima necessità, sugli stabilimenti balneari. Le tariffe sono rimaste le stesse del periodo Covid con tutti i rincari del caso e quindi ci sono state problematiche legate ai costi. Altre polemiche le abbiamo lette nelle località di Palinuro ed Acciaroli con l’impossibilità di accedere a determinati luoghi. E questo è il sunto della situazione”.

Problema Cilentana per studenti, pendolari, lavoratori e malati…

“Per Pasqua dovrebbe essere riaperta e quindi l’emergenza dovrebbe cessare prima del nuovo periodo turistico. L’Anas ha agito come doveva agire ma c’è da dire una cosa che nessuno ha ancora detto. Il problema non è di oggi, ma viene dal passato. La manutenzione deve essere effettuata su tutto il tracciato perché essendo una arteria fondamentale per lo sviluppo socio-economico dell’area, è necessario individuare i punti maggiormente critici ed intervenire con lavori che siano però definitivi. È inutile fare piccoli tamponi come già accaduto a Prignano Cilento quando il Cilento rimase tagliato a metà. Si deve dunque intervenire in modo serio”.

Tanti gli incidenti su quella strada. Qual è la vostra posizione?

“Il problema reale che investe la Cilentana sono i morti su quell’asfalto. È necessaria una messa in sicurezza: vanno riviste tutte le criticità perché negli anni è cambiato il traffico, è cambiato il modo di guidare, sono cambiate le auto e i mezzi. Si deve intervenire con un progetto non tampone e dunque evitare lo sperpero di danaro pubblico”.

Cosa si sta facendo concretamente per l’emergenza cinghiali?

“Abbiamo sollevato da diversi anni la questione degli indennizzi che dovrebbero essere adeguati a quelli che sono i reali danni a cittadini e imprese agricole, oggi in totale difficoltà. In passato, molte risorse pubbliche sono state spese per aiutare i giovani a implementare sul territorio nuove attività legate all’agricoltura. Oggi, l’ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e la Regione dovrebbero tutelare i giovani perché le aree interne sono totalmente abbandonate e non possono permettere che i cinghiali distruggano quel poco che si riesce a fare. Mi era stato assicurato che con l’inizio di una filiera della vendita delle carni si sarebbe iniziato a risolvere la situazione. Ciò avveniva a settembre ma ad oggi ci sono dei ritardi fin troppo ritardi. Imprenditori, piccoli o grandi che siano, soffrono molto questa situazione”.

Altro elemento preoccupante riguarda proprio la sanità…

“Diversi anni fa, come Codacons Cilento, abbiamo sollevato il problema della mancanza di medici di base. I dottori vanno in pensione e non c’è un sostituto. Lo stesso vale anche per i pediatri. Nei paesi interni, i medici non trovano il giusto riscontro dal punto di vista economico per la lunga serie di problemi che ben conosciamo. Situazione importante sulla quale siamo intervenuti e teniamo alta l’attenzione riguarda il 118 e le guardie mediche. Negli Alburni, insieme al sindaco di Roscigno Pino Palmieri, abbiamo denunciato la mancanza di un’assistenza sanitaria degna di questo nome. Il direttore generale dell’Asl ha scelto di dare una risposta diversa, ma se non funzionerà siamo pronti a denunciare la cosa anche per via legale. L’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania è oggetto di tante polemiche. Qualcosa, seppur piccola, si muove. Ad esempio, dovrebbe riaprire la mensa il che permetterà un risparmio per le casse dell’azienda”.

Prospettive per il 2024?

“Sarà un anno di prova dal punto di vista turistico per capire cosa successo nel 2023. Ci sono già delle prenotazioni ma è ancora presto per poter dire qualcosa. L’obiettivo è di invertire la rotta perché stando a quanto vissuto le prospettive non sono tanto rosee. Serviranno investimenti nei settori di cui abbiamo parlato perché al turista si deve poter garantire un servizio. Se un cittadino sceglie di trascorrere le proprie vacanze a Casal Velino, giusto per fare un esempio, ma così come a Roscigno, deve sapere di poter contare su una serie di servizi essenziali e deve sapere che se dovesse essere utile, potrà recarsi in ospedale. Inoltre deve poter arrivare nel Cilento e qui entra in gioco la viabilità da garantire. In generale credo sia necessaria una riorganizzazione o almeno che se ne inizi a parlare. Si dovrà andare incontro agli imprenditori agricoli. Importante sarà l’attenzione da dare all’erosione costiera che tra tutte è una grandissima problematica perché negli anni, il Cilento troppi spazi della sua costa e della sua spiaggia”.

Cosa fare, dunque?

“I comuni spendono oltre 200mila euro per riparare i marciapiedi dopo le mareggiate. Il Parco deve stimolare e garantire l’aspetto ambientale di quest’area anche da un punto di vista meramente concreto”.