Centro Agroalimentare: a maggio nuovo mercato ittico e il polo fieristico - Le Cronache Salerno
Salerno

Centro Agroalimentare: a maggio nuovo mercato ittico e il polo fieristico

Centro Agroalimentare: a maggio  nuovo mercato ittico e il polo fieristico

La metamorfosi della zona industriale di Salerno non è più solo una proiezione su carta, ma una realtà di cemento, acciaio e innovazione che sta ridisegnando i confini produttivi e sociali della città. Nella giornata di ieri, un sopralluogo tecnico approfondito ha permesso di fare il punto su uno dei cantieri più significativi per lo sviluppo economico del territorio: l’ammodernamento del Centro Agroalimentare. L’intervento, che ha ormai superato la soglia critica del trenta per cento dell’avanzamento dei lavori, si pone come l’apripista di una nuova stagione per l’economia salernitana, con la data del termine delle operazioni fissata irrevocabilmente entro la fine di maggio, per poi procedere alla rendicontazione definitiva dei fondi nel mese di giugno. Il progetto si muove su un binario di investimento imponente, alimentato da circa undici milioni di euro provenienti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questi capitali non sono destinati a una semplice manutenzione ordinaria, ma a un ripensamento integrale della logistica e della funzionalità di un’area strategica. Il cuore pulsante di questa rivoluzione è rappresentato dal nuovo mercato ittico, un’opera che si distingue per l’altissima qualità architettonica e tecnologica. Lo spazio è stato concepito per essere una struttura d’eccellenza, dove la distribuzione degli ambienti è studiata per massimizzare l’efficienza operativa, garantendo al contempo un ambiente di lavoro dignitoso e moderno per i concessionari e per tutti i lavoratori che ogni giorno animano il comparto. L’ammodernamento non riguarda però esclusivamente le strutture portanti. Una parte sostanziale dell’intervento è dedicata alla riqualificazione delle superfici esterne e alla digitalizzazione dei processi. La completa riasfaltatura e la nuova pavimentazione dell’intero complesso agroalimentare serviranno a ottimizzare i flussi di carico e scarico, ma è sul fronte informatico che si gioca la partita della modernità. L’implementazione di sistemi digitali avanzati permetterà una gestione dei dati e delle merci senza precedenti, un fattore che diventa garanzia di trasparenza e sicurezza. Questo aspetto appare quanto mai urgente se si considera la stretta attualità: appena l’altro ieri, un intervento della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di tre quintali di prodotti privi di tracciabilità. La nuova infrastruttura nasce dunque con l’ambizione di essere un presidio di legalità, dove la tecnologia agisce da barriera contro le irregolarità, proteggendo gli imprenditori onesti e la salute del consumatore finale. La visione che guida il cantiere è tuttavia molto più ampia e abbraccia una riconversione funzionale di grande impatto sociale. Il padiglione che storicamente ospitava l’attività ittica verrà infatti trasformato in un polo fieristico all’avanguardia. Si tratta di una scelta strategica che risponde a una domanda latente da anni nel tessuto cittadino: la necessità di spazi espositivi per mostre, manifestazioni culturali e fiere di settore. Trasformare un’area industriale in un comparto economico polifunzionale significa dare ossigeno alle tante imprese locali e ai giovani imprenditori che cercano una vetrina prestigiosa per i propri prodotti e le proprie idee. La disponibilità di ampi parcheggi e la razionalizzazione della logistica renderanno il futuro polo fieristico un punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno, capace di attrarre visitatori e investimenti anche al di fuori dei circuiti commerciali tradizionali. Questo processo di rinnovamento è parte integrante di una mutazione urbanistica più profonda che sta interessando l’intera Salerno orientale. La percezione della zona industriale come un’area isolata e distante dal centro cittadino appartiene ormai al passato. Oggi la città si presenta come un organismo unico, dove quartieri storici e nuove zone residenziali come Torre Angellara, Marina d’Arechi e Torrione si fondono in un continuum urbano vibrante. Le infrastrutture del Centro Agroalimentare diventano così un ponte tra la vocazione produttiva storica e la nuova identità di una Salerno che cresce e si integra. In questo senso, l’attenzione del cantiere verso l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale non è solo un obbligo normativo legato al PNRR, ma un impegno verso i residenti delle zone limitrofe, garantendo che lo sviluppo industriale proceda di pari passo con la qualità della vita urbana. Il rispetto delle scadenze è l’imperativo che anima le squadre di lavoro e la direzione tecnica del cantiere. La gestione di un fondo PNRR comporta responsabilità rigorose e una precisione millimetrica nei tempi di esecuzione e rendicontazione. L’obiettivo di completare il grosso delle opere entro la fine di maggio è supportato da una pianificazione che non ammette soste, consapevole che ogni giorno di lavoro è un investimento sul futuro delle famiglie salernitane. La sinergia tra l’amministrazione comunale e le ditte impegnate sul campo è totale, finalizzata a superare le inevitabili complessità che un’opera di tale portata comporta, comprese quelle variabili esterne che spesso possono influenzare i cantieri pubblici. L’intervento di ammodernamento del Centro Agroalimentare rappresenta un atto di amore e fiducia verso le potenzialità di Salerno. Quando i lavori saranno ultimati, la città disporrà di uno strumento competitivo senza pari per affrontare i mercati nazionali e internazionali, migliorando la capacità logistica delle imprese e garantendo standard di sostenibilità elevatissimi. È una scommessa sulla modernità che non dimentica le radici del lavoro, ma le proietta in una dimensione futura dove efficienza, legalità e bellezza architettonica convivono armoniosamente. Il traguardo dell’inizio dell’estate sancirà dunque non solo la fine di un cantiere, ma l’inizio di una nuova epoca per lo sviluppo economico e sociale della zona orientale e dell’intera comunità salernitana.