Cassazione conferma divieto di dimora a Zannini - Le Cronache Cronaca
Cronaca Campania

Cassazione conferma divieto di dimora a Zannini

Cassazione conferma divieto di dimora a Zannini

La Corte di Cassazione ha confermato la misura del divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe per il consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini, che resta dunque “confinato” in Abruzzo, a Castel di Sangro. Zannini risponde, nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (coordinata dal Procuratore Pierpaolo Bruni e realizzata dai sostituti Anna Ida Capone e Giacomo Urbano), di corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per tale inchiesta il politico casertano, originario di Mondragone, attualmente sospeso, ha già ricevuto l’avviso di conclusione indagini da parte della Procura; un passaggio prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

La Cassazione ha confermato dunque tanto i gravi indizi di colpevolezza che le esigenze cautelari per Zannini. Erano stati gli avvocati difensori del consigliere regionale, Angelo Raucci e Vincenzo Maiello, a rivolgersi alla Cassazione impugnando la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che nel marzo scorso aveva confermato la misura come disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Per i giudici del Riesame sussisteva a carico del politico “una spregiudicata familiarità corruttiva”, e la possibilità che potesse reiterare i reati essendo ancora consigliere regionale. Inoltre, si legge nelle motivazioni della decisione dei giudici napoletani, “la caratura politica di Zannini, la fitta rete di relazioni sociali acquisita negli anni, anche con altri consiglieri, dirigenti ed amministratori locali – come comprovato dalla pendenza di altri filone di indagine – la perdurante militanza politica, sono circostanze che non tranquillizzano affatto sulla impossibilità di riprodurre analoghi schemi operativi illeciti”.