Il Partito Democratico si avvicina all’appuntamento con le amministrative del 2027 attraversato da tensioni interne e contrapposizioni che rischiano di lasciare il segno sul futuro politico della città. A riaccendere il confronto è Raffaele Femiano, esponente dem battipagliese, che interviene sulle recenti dichiarazioni dell’ex segretaria cittadina Anna Raviele, contestando duramente la gestione del partito e, soprattutto, il commissariamento del circolo locale. Femiano riconosce alle parole di Raviele una condivisibilità sul piano formale, ma ne contesta la sostanza, ricostruendo una vicenda che, a suo giudizio, avrebbe origine nelle decisioni assunte dagli organismi provinciali e regionali. Nel mirino finiscono la Direzione provinciale, la segreteria regionale e quella salernitana, oltre agli organismi di garanzia del partito. Secondo l’esponente democratico, la frattura all’interno del circolo di Battipaglia sarebbe stata determinata proprio dalle scelte dei vertici, che avrebbero proceduto senza un adeguato coinvolgimento degli organismi locali. Femiano contesta, in particolare, la nomina del commissario, avvenuta – sostiene – senza la convocazione degli organismi di circolo, nonostante tre comunicazioni formali da lui inviate per sollecitarne la riunione. Una vicenda che avrebbe già assunto anche una dimensione formale. Femiano riferisce, infatti, di aver presentato un ricorso, al quale si sarebbe aggiunto quello di un altro iscritto, per denunciare presunte violazioni delle procedure statutarie. La sua posizione è netta: «Il Partito Democratico va commissariato, ma quello regionale e quello provinciale, non certo l’unico circolo che era aperto ed è stato sempre aperto nella nostra provincia». Un passaggio particolarmente duro riguarda il ruolo delle commissioni di garanzia, che, secondo Femiano, dovrebbero rappresentare il presidio fondamentale per il rispetto delle regole statutarie e del codice etico. L’esponente dem denuncia presunte pressioni e condizionamenti anche nei confronti degli organismi chiamati a esaminare i ricorsi, chiedendo che venga fatta piena luce sulle procedure adottate. Ma lo scontro non si limita alle questioni organizzative. Sullo sfondo ci sono le elezioni amministrative del 2027 e la partita, tutt’altro che secondaria, della scelta del candidato sindaco e delle future alleanze. Femiano guarda con sospetto anche alla proliferazione di autocandidature e iniziative civiche che, a suo avviso, potrebbero contribuire a ridimensionare il ruolo del Partito Democratico nelle prossime competizioni elettorali. Nella sua analisi, l’esponente democratico ipotizza una strategia politica più ampia, che coinvolgerebbe diversi centri della provincia di Salerno, da Cava de’ Tirreni a Battipaglia, passando per Eboli e Capaccio-Paestum, con riferimenti anche ad Amalfi, Campagna e Agropoli. Da qui una serie di interrogativi provocatori: quale sarebbe l’obiettivo di queste manovre? Indebolire il PD fino a impedirne la presentazione autonoma delle liste? E chi sarebbero i responsabili politici di una simile strategia? Femiano solleva inoltre dubbi su possibili rapporti e convergenze con ambienti politici vicini allo «Sceriffo», chiamando in causa anche dinamiche e ambizioni legate ai futuri equilibri parlamentari. La denuncia è stata portata, secondo quanto riferito dallo stesso Femiano, anche all’attenzione degli organismi nazionali del partito, ai quali avrebbe chiesto l’intervento di un commissario ad acta per verificare le presunte irregolarità. La conclusione è affidata a una domanda destinata ad alimentare il dibattito interno: «Vuoi vedere che tutti questi galantuomini politici vogliono svuotare il PD e costruirsi oasi di potere personali?». Accuse e interrogativi che attendono eventuali repliche dei dirigenti chiamati in causa. Intanto, a Battipaglia, la strada verso le amministrative del 2027 si presenta già in salita. E prima ancora di individuare un candidato sindaco, il centrosinistra dovrà probabilmente fare i conti con le proprie divisioni. Marco Naponiello





