Mario Rinaldi
ATRANI. Un lembo di terra nel bel mezzo della Divina, ai confini con Amalfi. Atrani, col suo sindaco Michele Siravo fa bene a difenderlo e a lottare per il suo territorio, che sta guidando da circa due anni, con risultati anche importanti.
Sindaco, partiamo da un tema di stretta attualità: la denuncia che il Comune ha presentato contro l’on. Borrelli. Può spiegarci cosa è successo e come si evolve questa vicenda?
“Ho ritenuto doveroso tutelare l’immagine di Atrani e dell’intera Costiera — perché quando si parla di Atrani si parla della Costiera, e quando si parla della Costiera si parla anche di Atrani — dopo che l’onorevole Borrelli ha diffuso sui social informazioni relative a presunte anomalie del sistema fognario nella zona della spiaggia, informazioni che le verifiche opportune hanno smentito. Non era in discussione la legittimità di segnalare un problema ambientale, se ci fosse stato: era in discussione il metodo, cioè lanciare un allarme non verificato nel pieno della stagione turistica, con ricadute dirette sull’immagine del paese, sul lavoro di chi vive di turismo qui, di chi investe sul nostro territorio, e persino sull’operato delle Forze di Polizia — oltre che, più in generale, su tanti amministratori che ogni giorno portano avanti con passione le esigenze dei propri territori. Per questo, con l’assistenza dell’avvocato Michele Sarno, presidente della Camera Penale di Salerno, abbiamo presentato una querela. Preferisco non entrare nel merito degli aspetti tecnico-legali, che ora sono nelle mani della magistratura: la nostra amministrazione continuerà a difendere Atrani con i fatti e con i controlli, non con le polemiche social”.
Da due anni è alla guida di Atrani. Ci indica, in sintesi, i programmi sinora realizzati e quelli da realizzare?
“In questi due anni abbiamo lavorato per trasformare i limiti di un borgo molto piccolo in opportunità. Sul piano dei servizi abbiamo creato l’azienda speciale Atrani Next Hub, già operativa nella gestione della spiaggia e dell’area “Scoglio a Pizzo”, con personale locale, stalli gratuiti per disabili, tariffe calmierate e introiti che restano al Comune. L’obiettivo è affidarle altri servizi, come il parcheggio in roccia. Parallelamente stiamo definendo, con il Prof. Sica, un regolamento per la tutela dell’immagine del territorio. Sul fronte dei rifiuti puntiamo a migliorare lo spazzamento e a realizzare una mini isola ecologica per i RAEE grazie a un finanziamento di 75mila euro, che si aggiunge ai risultati già ottenuti: Atrani è primo in Costiera per raccolta differenziata (85%) e riciclo (70%), riconosciuto da Legambiente tra i “Comuni Rifiuti Free”. In ambito urbanistico dobbiamo completare il PUC e procedere con la messa in sicurezza del cimitero, già approvata. Abbiamo avviato un concorso di idee per la rigenerazione urbana, che prevede anche alloggi di social housing per giovani coppie e anziani. Sul piano tecnologico abbiamo completato la fibra ottica e introdotto l’intelligenza artificiale nelle telecamere contro abbandoni e sversamenti, presto anche per il dissesto idrogeologico. Per la partecipazione civica abbiamo avviato “Il Sindaco ascolta”, “Sindaco per un giorno”, approvato un regolamento per la vitalità urbana e stiamo lavorando al Forum dei Giovani e allo sportello Informa-giovani. Sul fronte culturale e turistico prosegue il progetto Museo a Cielo Aperto, la realizzazione del sito turistico con fondi PNRR, la Fiera del Libro AmalfiCoast-Atrani e il Premio Atrani per la Cultura e il Giornalismo. Atrani è stato anche l’unico Comune a celebrare la Giornata mondiale della libertà di stampa. Il progetto “Atrani è Luce” ha portato riconoscimenti nazionali e internazionali, inclusa la presenza su La Freccia di Trenitalia e l’inserimento tra le Top 25 Travel Discoveries in Europe 2025 del The Guardian, oltre a un mese di visibilità su Uno Mattina. Sul piano istituzionale abbiamo proposto un disciplinare per dare veste giuridica alla Conferenza dei Sindaci della Costiera e partecipato alla proposta di legge regionale sulle “Comunità Marine”, presentata anche a Bruxelles. Tra le opere da completare: la Casa del Turismo, della Cultura e dello Sport, l’ampliamento dei servizi di Atrani Next Hub e i cantieri per la sicurezza del territorio. Anche Atrani è scesa in campo per l’ex ospedale San Michele. Può dirci come?
“Non è una vicenda che riguarda direttamente il territorio di Atrani, ma abbiamo scelto di non restare in silenzio quando il Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana” ci ha chiesto una posizione unitaria dei sindaci della Costa d’Amalfi contro l’alienazione di una struttura sanitaria mai utilizzata, prima che l’ASL Salerno completi l’iter di autorizzazione alla vendita presso la Regione Campania. Abbiamo risposto formalmente al Comitato citando la nostra stessa esperienza con il Conservatorio Santa Rosalia, che stiamo cercando di salvare dall’alienazione con una delibera comunale, come esempio di come un bene pubblico possa restare al servizio della comunità. Abbiamo inoltre inviato una PEC diretta al Direttore Generale dell’ASL Salerno, per conoscenza alla Regione Campania, richiamando l’articolo 3 del decreto legislativo 502/1992. Non vogliamo sostituirci al Comune di Amalfi, che ha la competenza territoriale in merito al PUC: vogliamo solo dire, da amministratori vicini, che un patrimonio pubblico costiero, nato con soldi pubblici di tutti — e questo voglio sottolinearlo — merita di restare al servizio dei cittadini prima di essere messo sul mercato. Quello che sento più spesso dai cittadini, parlando di San Michele di Pogerola, è il bisogno di una RSA, di una struttura dedicata alla cura e all’assistenza degli anziani della Costiera — una risposta concreta a un’esigenza reale del territorio. A questa idea si potrebbe affiancare, se ci sarà spazio, anche un presidio con uffici dedicati ai servizi sociali della Costiera Amalfitana, a prescindere da chi li gestirà in futuro. Oggi la sede amministrativa dei servizi sociosanitari del nostro ambito è, temporaneamente, a Cava de’ Tirreni, lontana dalla Costa d’Amalfi: avere un presidio fisico qui, sul territorio, vorrebbe dire avvicinare i servizi ai cittadini e avere davvero il polso delle esigenze reali della Costiera. È un’idea che vale a prescindere da quale ente gestirà domani questi servizi — e su questo un chiarimento è dovuto proprio sull’attuale governance dell’ASCCCA, l’Azienda Speciale Consortile Cava-Costa d’Amalfi, un modello nato sotto la precedente gestione di Cava de’ Tirreni: Atrani, va detto, non ha mai ratificato l’adesione, perché riteniamo che quel modello debba ancora chiarire molti aspetti. Anche questa è trasparenza dovuta ai cittadini”.
La stagione estiva e le lamentele dei commercianti sul turismo “mordi e fuggi”
La stagione va letta nel complesso: tra maggio e luglio Atrani ha registrato un turismo di buona qualità, mentre agosto ha risentito del fenomeno del “mordi e fuggi”, che spende meno. Il bilancio vero si farà a fine stagione, includendo settembre. Il turismo mordi e fuggi è un tema noto: per questo abbiamo creato le Comunità Marine e l’Indice di pressione turistica, strumenti per misurare la pressione su un territorio piccolissimo come Atrani e orientare politiche che trattengano valore. Oggi non c’è sovraffollamento, ma lo monitoriamo per prevenire problemi futuri. La chiave è programmare: organizzare i servizi con largo anticipo e dialogare con gli operatori, perché chi viaggia dall’estero pianifica anche con anni di anticipo. In quest’ottica lavoriamo già al Natale e alle luci di “Atrani è Luce”, che aiutano ad allungare la stagione.
Il turismo di massa è ormai anche un tema di sicurezza: per questo guardiamo con interesse al progetto di governo algoritmico della mobilità di Rosita Romano, che tutela residenti e regola i flussi. È coerente con la nostra visione, ma richiede una gestione coordinata dell’intera Costiera, superando i campanili”.
Le sue impressioni per risolvere, laddove possibile i disagi del traffico e del pericolo di caduta massi dai costoni rocciosi.
“La sicurezza di traffico e costoni è una priorità assoluta. Sono già pronti interventi strutturali: 3,6 milioni per la messa in sicurezza dei costoni, 900mila euro per migliorare il deflusso del torrente Dragone, rifioritura della scogliera e candidatura nazionale per lo scolmatore di piena. Per la sosta stiamo lavorando, con Acamir, a un sistema di parcheggi sicuri e a una progettualità completa entro fine mandato. Sul fronte statale ho aperto un confronto con Anas sulla sicurezza del viadotto di Atrani, ribadendo che la SS163 va gestita con programmazione strutturale, non con interventi d’emergenza. Per questo chiediamo una regia istituzionale stabile alla Conferenza dei Sindaci. Spingiamo anche per un tavolo interistituzionale sul bacino del Dragone con Comuni, Autorità di Bacino e Regione, che deve ancora rispondere alle richieste di incontro, nonostante l’ordinanza di Protezione Civile ancora vigente. Infine, gli slot di cittadinanza del progetto di governo algoritmico della mobilità possono diventare uno strumento concreto per gestire i flussi e alleggerire la pressione sulla SS163 nei momenti critici”.







