di Erika Noschese Una data storica per la sanità campana e un modello d’avanguardia che si candida a diventare un riferimento nazionale per l’intera assistenza territoriale. Ieri, lunedì 2 marzo, presso l’Aula Blu della sede centrale dell’ASL Salerno in via Nizza, è stata ufficialmente presentata l’iniziativa sperimentale degli Ambulatori Virtuali di Comunità. Un progetto ambizioso che trasforma radicalmente il concetto di assistenza, abbattendo le barriere fisiche e tecnologiche che spesso separano i cittadini, in particolare i più fragili, dalle cure specialistiche. All’evento hanno preso parte, in collegamento simultaneo, i 127 comuni aderenti e numerosi sindaci del territorio, oltre ai vertici dell’Asl di Salerno. L’attivazione della telemedicina su scala provinciale rappresenta un cambio di paradigma necessario per una provincia vasta e complessa come quella di Salerno. Il Direttore Generale, ing. Gennaro Sosto, ha sottolineato come questo traguardo non sia solo tecnologico, ma profondamente politico e sociale, frutto di un patto di ferro tra sanità e amministrazioni locali. “Quella a cui assistiamo oggi è davvero una piccola rivoluzione per noi”, ha esordito l’ing. Sosto nel suo intervento. “Una collaborazione così stretta e sinergica con gli enti locali ci permette di avere un passo diverso, un passo nuovo nel percorso verso quel senso di prossimità che vogliamo dare con forza alla sanità territoriale. Oltre al concetto di prossimità, ci guida un dogma che ormai accompagna ogni nostra azione: quello dell’equità di accesso per tutte le persone. Questo è l’obiettivo che vogliamo portare avanti in maniera sempre più decisa”. Il Direttore Generale ha poi voluto rendere merito alla risposta corale delle comunità locali: “Devo ringraziare tutti i sindaci e gli enti locali per la straordinaria collaborazione che hanno dimostrato. Un’adesione così diffusa e importante non è un evento usuale; questo testimonia come sia stata percepita chiaramente la nostra volontà di lavorare insieme, di integrare la sanità con la sfera sociale e di cercare di arrivare ai cittadini nella maniera più semplice e migliore possibile”. Il cuore del progetto risiede nella creazione di presìdi fisici di prossimità situati in spazi comunali, sedi territoriali e strutture sociosanitarie. Qui, il cittadino non è più costretto a lunghi e faticosi spostamenti verso i grandi centri ospedalieri o i distretti sanitari, ma può effettuare televisite di controllo, rinnovi di piani terapeutici e consulti specialistici a pochi passi da casa, in piena coerenza con le linee guida nazionali sulla telemedicina. A guidare operativamente questa trasformazione è la UOC Governance dei Processi di Telemedicina e Intelligenza Artificiale, diretta dal dott. Antonio Coppola. È lui a spiegare la genesi di una visione che nasce dall’ascolto delle reali necessità del territorio salernitano e delle sue criticità intrinseche. “Questo sistema degli Ambulatori Virtuali di Comunità nasce da un’esigenza concreta che abbiamo riscontrato nel territorio dell’ASL di Salerno, ma che riflette una condizione comune a molte altre aziende della Campania e non solo: la persistente difficoltà di accesso alle piattaforme digitali da parte di ampie fasce della popolazione”, ha dichiarato il dott. Coppola. “Siamo di fronte a un sistema rivoluzionario che aiuta e accorcia drasticamente tempi e distanze tra cittadini e medici”. L’aspetto più innovativo del modello salernitano non risiede solo nell’infrastruttura tecnologica, ma nell’integrazione della figura del facilitatore digitale. Si tratta di operatori appositamente formati che accolgono i pazienti – specialmente anziani, persone fragili o con scarse competenze informatiche – supportandoli in ogni fase del percorso di cura. “Abbiamo creato dei luoghi fisici, grazie a una stretta collaborazione con gli enti comunali, dotati di apparecchiature digitali molto semplici: un computer, casse e altoparlanti”, spiega Coppola. “L’elemento chiave, però, è il facilitatore di comunità: una persona che riceve il paziente e lo guida lungo tutto il percorso necessario, che si tratti di una visita specialistica, del rinnovo di un piano terapeutico o del caricamento di esami clinici precedentemente effettuati”. Il supporto del facilitatore non si limita strettamente alla prestazione sanitaria, ma diventa un punto di riferimento per l’intera pubblica amministrazione, semplificando la vita burocratica dei cittadini. “Il supporto si estende ad altre attività essenziali, come la scelta e revoca del medico o l’espletamento di diverse pratiche sul portale della Pubblica Amministrazione, incluse ad esempio le procedure INPS base. In questo modo”, prosegue il dott. Coppola, “risolviamo anche l’angoscioso problema dello SPID: tutte le operazioni verranno infatti effettuate tramite la tessera sanitaria abilitata, un sistema molto più semplice, agevole e immediato per l’utente”. La provincia di Salerno, con la sua eccezionale estensione e la presenza di numerose aree interne e piccoli comuni montani, rappresentava il banco di prova ideale per la telemedicina. Gli Ambulatori Virtuali puntano a eliminare il cosiddetto “digital divide” e l’isolamento geografico che spesso condanna i residenti delle zone più remote a una sanità di serie B. “Il progetto nasce per risolvere contemporaneamente due tipi di difficoltà”, approfondisce il Direttore della UOC Governance. “Da un lato le barriere geografiche, poiché spesso i pazienti risiedono in comuni non particolarmente urbanizzati, distanti dai principali poli ospedalieri e con oggettive difficoltà di accesso agli ambulatori distrettuali. Dall’altro, la barriera culturale di chi non è digitalizzato. Con un’unica operazione abbiamo risolto entrambe le problematiche, favorendo inoltre uno scambio intergenerazionale prezioso tra l’anziano e il facilitatore, che nella maggior parte dei casi è una persona giovane e tecnologicamente esperta”. L’adesione al progetto è stata massiccia sin dalle prime fasi, ma l’obiettivo aziendale è non lasciare indietro nessuno dei 158 comuni della provincia. “Al momento sono coinvolti 127 comuni, ma abbiamo già ricevuto numerose altre richieste e contiamo di completare la copertura dell’intera provincia nel giro di pochi mesi”, annuncia con ottimismo il dott. Coppola. Ma la strategia dell’ASL Salerno è multidimensionale. Parallelamente agli ambulatori comunali, ieri è stato segnato un altro traguardo fondamentale con il lancio delle Case di Telemedicina, un progetto che porta la tecnologia direttamente nei luoghi della fragilità estrema. “A questo progetto si affianca l’inaugurazione dei punti di telemedicina all’interno delle RSA, dei centri antiviolenza e dei centri semiresidenziali”, conclude Coppola. “In questo modo, portiamo la sanità esattamente dove risiede la fragilità. Laddove la persona è già assistita e vive quotidianamente, arriveranno ora i nostri specialisti ospedalieri e distrettuali tramite la telemedicina. È un modo per tendere la mano ai cittadini e permettere loro di ottenere velocemente una visita medica di alta qualità”. Con l’attivazione di questo sistema, l’ASL Salerno non sta solo implementando nuovi software o acquistando computer, ma sta riscrivendo il patto di cura con i propri cittadini. Dimostra che l’intelligenza artificiale e la tecnologia, se governate con una visione umana e territoriale, possono trasformare la sanità da servizio d’attesa a servizio di prossimità, rendendo la salute un diritto realmente accessibile a tutti, indipendentemente dall’età o dal codice postale di residenza. Anche il Comune di Castel San Giorgio aderisce al progetto sperimentale degli Ambulatori Virtuali di Comunità promosso dall’ASL Salerno, un modello innovativo che punta a garantire prestazioni sanitarie in telemedicina attraverso presìdi fisici di prossimità, pensati soprattutto per le persone anziane, fragili o con difficoltà nell’accesso ai servizi digitali. L’Ambulatorio Virtuale di Comunità sarà attivo presso la sede della Casa Comunale di Piazza Amabile, nella stanza al piano terra attigua all’Ufficio Protocollo, e sarà aperto nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì. «L’attivazione dell’Ambulatorio Virtuale di Comunità rappresenta un passo concreto verso una sanità più vicina ai cittadini”, ha dichiarato il sindaco Paola Lanzara. Gli Ambulatori Virtuali di Comunità sono attivi anche ad Amalfi presso i locali comunali nel cortile della ex AAST su Corso delle Repubbliche Marinare, così come a Ravello, a Baronissi, a Mercato San Severino come annunciato dal sindaco Antonio Somma, ad Agropoli e Castellabate, solo per citarne alcuni.





