Arechi e Campo Volpe assenti dalle delibere del Cipess - Le Cronache Cronaca
Cronaca Salerno

Arechi e Campo Volpe assenti dalle delibere del Cipess

Arechi e Campo Volpe assenti dalle delibere del Cipess

di Flavio Boccia

La riqualificazione dello Stadio Arechi e del Campo Volpe rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più importanti per la città di Salerno, anche in vista della candidatura italiana a UEFA Euro 2032.Proprio per questo motivo ritengo doveroso analizzare esclusivamente gli atti ufficiali e confrontarli con le dichiarazioni istituzionali rilasciate negli ultimi mesi. Nei mesi scorsi avevo già espresso pubblicamente le mie perplessità sull’ipotesi di utilizzare il Programma Regionale FESR 2021-2027 quale fonte di finanziamento per la riqualificazione dello Stadio Arechi, ritenendo che tale soluzione presentasse criticità tecniche rispetto alle finalità proprie del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, infatti la richiesta di tale supporto è stata bocciata. Successivamente è stato comunicato che il progetto non sarebbe stato più finanziato attraverso il FESR, ma mediante il Fondo di Rotazione di cui alla Legge n. 183/1987. Si ricorda che il Fondi di Rotazione è caratterizzato da fondi statali e sono sempre stati utilizzati come cofinanziamento di finanziamento europei, quindi non utilizzabile come fonte finanziaria unica per tali investimenti. Questo cambio di impostazione rende oggi ancora più importante ricostruire con precisione l’intero iter amministrativo. Il via libera del CIPESS annunciato ma mai arrivato Nel corso del Question Time in Consiglio Regionale era stato illustrato un cronoprogramma molto preciso. L’investimento complessivo annunciato era pari a circa 144 milioni di euro. Era stato inoltre comunicato: avvio dei lavori del Campo Volpe entro il 31 ottobre 2026; trasferimento temporaneo della Salernitana; avvio del restyling dello Stadio Arechi nel 2027; conclusione dei lavori nel 2029. Elemento centrale del cronoprogramma era il via libera del CIPESS previsto entro la fine del mese di luglio 2026.Successivamente, però, il 4 agosto 2026 il CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) si è regolarmente riunito approvando numerosi provvedimenti relativi a infrastrutture nazionali. Dall’esame dell’esito ufficiale della seduta emerge tuttavia un fatto oggettivo. Lo Stadio Arechi e il Campo Volpe non risultano tra le delibere approvate. Ma vi è un elemento ancora più significativo: il progetto non risulta nemmeno tra gli argomenti trattati dal Comitato, si tratta di una circostanza che merita un chiarimento istituzionale. L’iter amministrativo, allo stato degli atti pubblici, non appare ancora ricostruibile Esaminando la documentazione pubblicamente disponibile emerge un ulteriore elemento. Ad oggi non risultano pubblicamente disponibili atti che attestino l’avvio dell’istruttoria tecnica presso i Ministeri competenti, né documenti che dimostrino la trasmissione del progetto alla Segreteria del Cipess. Allo stesso modo, non risultano evidenze pubbliche dell’inserimento del progetto nelle prossime sedute conosciute del Comitato. Naturalmente ciò non significa che il procedimento non sia in corso, ma significa che allo stato degli atti pubblicamente consultabili non è possibile ricostruire documentalmente il percorso amministrativo che avrebbe dovuto precedere l’esame del Cipess. Prima del Cipess esiste un iter amministrativo ben definito. È opportuno ricordare che il Cipess rappresenta normalmente una delle ultime fasi dell’iter. Prima dell’approvazione devono generalmente essere completati: definizione del progetto ad un livello progettuale idoneo; individuazione della copertura finanziaria; istruttoria tecnica da parte delle amministrazioni competenti (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Economia e delle Finanze ed eventuali altri soggetti coinvolti); trasmissione della proposta alla Segreteria del Cipess; inserimento della pratica all’ordine del giorno del Comitato; approvazione della relativa delibera. Ad oggi, sulla base degli atti pubblicamente disponibili, non è possibile comprendere con certezza quale di questi passaggi sia stato completato e quindi ad oggi non risulterebbe nemmeno nell’ordine del giorno delle prossime riunioni del Cipess. La confusione sugli strumenti di finanziamento. Un secondo elemento riguarda le comunicazioni istituzionali. Nel corso degli ultimi mesi, sia a livello comunale sia regionale, sono stati utilizzati alternativamente i termini FESR, Fondi di Coesione e Fondo di Rotazione, come se si trattasse dello stesso strumento. Dal punto di vista tecnico non è così. Il Fesr, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) è uno dei principali strumenti finanziari dell’Unione Europea. Finanzia: infrastrutture; innovazione; ricerca; digitalizzazione; competitività delle imprese; ambiente; energia. È uno dei fondi europei indiretti che compongono la Politica di Coesione europea. I Fondi di Coesione. I Fondi di Coesione rappresentano invece l’insieme degli strumenti europei destinati a ridurre i divari economici e territoriali. Comprendono: FESR; FSE+; Fondo di Coesione; Just Transition Fund. Il FESR è quindi uno dei Fondi di Coesione, ma non coincide con essi. Il Fondo di RotazioneIl Fondo di Rotazione, disciplinato dalla Legge n. 183/1987, è invece un fondo nazionale dello Stato italiano. La sua funzione storica e principale è quella di assicurare il cofinanziamento nazionale dei programmi finanziati dall’Unione europea e di operare nei casi previsti dalla normativa statale. Non si tratta di un fondo europeo. Il Fondo di Rotazione non rappresenta automaticamente una soluzione alternativa. Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda. Nelle comunicazioni istituzionali il passaggio dal Fesr al Fondo di Rotazione è stato spesso presentato come una semplice soluzione alternativa. Dal punto di vista tecnico la questione è molto più complessa, infatti il Fondo di Rotazione nasce principalmente per assicurare la partecipazione finanziaria dello Stato italiano ai programmi europei. Eventuali utilizzi per specifici interventi nazionali richiedono comunque una precisa base normativa e specifici provvedimenti amministrativi. Per questo motivo non appare sufficiente affermare che il progetto verrà finanziato con il Fondo di Rotazione. Sarebbe necessario chiarire: quale norma consente tale utilizzo; quale amministrazione abbia disposto l’assegnazione delle risorse; quale atto amministrativo abbia modificato la fonte di finanziamento inizialmente annunciata; quale sia oggi la copertura finanziaria definitiva dell’intervento. I Fondi Europei non possono essere spostati liberamente. Un ulteriore aspetto riguarda il FESR. Le risorse europee non possono essere spostate da un progetto ad un altro sulla base di una semplice scelta politica o amministrativa infatti la programmazione europea è disciplinata da regolamenti dell’Unione Europea, da Programmi approvati dalla Commissione Europea e da procedure di riprogrammazione formalizzate. Qualora un intervento inizialmente previsto nell’ambito del FESR venga successivamente finanziato con strumenti nazionali, è naturale chiedersi: quale procedura amministrativa sia stata seguita; quali atti siano stati adottati; se sia stata effettuata una riprogrammazione del Programma; quale destinazione abbiano assunto le eventuali risorse europee inizialmente previste. Una riflessione già anticipata Proprio queste considerazioni spiegano perché, già nei mesi scorsi, avevo espresso dubbi sulla possibilità di utilizzare il FESR quale strumento di finanziamento dello Stadio Arechi. Le successive comunicazioni che hanno indicato il ricorso al Fondo di Rotazione sembrano confermare che la soluzione inizialmente prospettata con il FESR non sia stata perseguita. Oggi, però, si apre un’altra questione. Presentare il Fondo di Rotazione come una semplice alternativa rischia di semplificare eccessivamente un procedimento amministrativo che, invece, richiede specifici presupposti normativi, finanziari e autorizzativi. Serve chiarezza istituzionale Questo articolo non intende mettere in discussione la necessità di riqualificare lo Stadio Arechi e il Campo Volpe, al contrario, l’obiettivo è evidenziare come tra le comunicazioni istituzionali e gli atti ufficialmente pubblicati emergano alcuni elementi che meritano un chiarimento pubblico. Da un lato è stato annunciato un via libera del Cipess entro la fine di luglio 2026, e dall’altro, la seduta del 4 agosto 2026 si è conclusa senza alcuna discussione e senza alcuna delibera relativa al progetto, che non risulta nemmeno tra gli argomenti trattati, parallelamente permane una certa confusione nell’utilizzo dei termini FESR, Fondi di Coesione e Fondo di Rotazione, strumenti che appartengono a sistemi giuridici e finanziari differenti e che non possono essere considerati intercambiabili senza il rispetto delle procedure previste dalla normativa. Per un investimento pubblico di circa 144 milioni di euro, sarebbe auspicabile una comunicazione istituzionale puntuale che chiarisca, lo stato effettivo dell’iter amministrativo, la fase dell’istruttoria eventualmente già completata, la copertura finanziaria definitiva, gli atti che hanno disposto l’eventuale modifica della fonte di finanziamento, il cronoprogramma aggiornato, e la destinazione delle eventuali risorse europee inizialmente previste. La trasparenza amministrativa non rappresenta un elemento accessorio, ma costituisce il presupposto fondamentale affinché cittadini, imprese e operatori possano valutare il percorso di un’opera pubblica sulla base di documenti ufficiali e non soltanto di annunci.