di Andrea Pinto
«Un’altra vittoria così e siamo perduti». La celebre frase attribuita da Plutarco a Pirro, dopo una sanguinosa battaglia contro i Romani, offre una chiave di lettura delle recenti vicende dell’avvocatura salernitana. Laura Toriello ha conquistato il proprio seggio alla Cassa Forense, ma il successo personale presenta i contorni di una scelta politicamente autodistruttiva, che ha contribuito a disarticolare equilibri costruiti nell’arco di anni, con conseguenze che investono gli interessi istituzionali dell’intera avvocatura salernitana. La vicenda ha radici profonde. Gaetano Paolino, già presidente dell’Ordine salernitano, ha costruito negli anni un complesso percorso di avvicinamento con il Foro di Nocera Inferiore, attraverso accordi e mediazioni finalizzati a un obiettivo di particolare prestigio: riportare a Salerno la rappresentanza distrettuale nel Consiglio Nazionale Forense, la massima sede istituzionale della politica forense nazionale. Un progetto di lungo periodo, fondato sulla distribuzione delle rappresentanze tra i due principali Ordini del Distretto e sulla progressiva costruzione di rapporti fiduciari. Un primo risultato concreto è arrivato nell’ottobre 2025, con l’elezione all’unanimità distrettuale di William Nocera, consigliere tesoriere dell’Ordine nocerino, all’Organismo Congressuale Forense. Una scelta che ha suscitato tensioni anche all’interno del Consiglio salernitano, ma che si è inserita nella più ampia strategia di collaborazione. Il passaggio successivo ha riguardato la Cassa Forense, attraverso l’accordo per una lista unitaria composta da Paola Ianni e Barbara Barbato, espressioni rispettivamente di Salerno e Nocera Inferiore. Un’intesa che ha trovato un ostacolo decisivo nella scelta di Laura Toriello di candidarsi insieme a Valerio Iorio, esponente della precedente opposizione consiliare. La nuova alleanza, nata dalla convergenza tra componenti della maggioranza e dell’opposizione all’interno del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, ha provocato la rottura dell’accordo originario. Alle elezioni si sono così presentate tre liste: Toriello–Iorio, Ianni–Vingolo e Barbato–Belfiore. Laura Toriello ha conquistato il primo posto, ma l’operazione non ha espresso la forza elettorale necessaria a eleggere entrambi i candidati, nonostante la ricomposizione di gruppi precedentemente contrapposti all’interno del COA salernitano. Valerio Iorio è rimasto escluso. Il secondo seggio è andato a Paola Ianni, candidata insieme a Vincenzo Vingolo nell’unica lista priva del sostegno organizzato di un Consiglio dell’Ordine, che ha superato per appena dieci voti, secondo i conteggi dello scrutinio, la lista nocerina di Barbara Barbato e Rosalba Belfiore. Un esito che ha premiato personalmente Laura Toriello senza consolidare nella stessa misura la nuova alleanza politica in seno al COA di Salerno e che ha lasciato Nocera Inferiore completamente esclusa dalla rappresentanza previdenziale. Ma le conseguenze più rilevanti si misurano sul piano della politica forense nazionale. Venuta meno l’intesa sulla Cassa, Nocera Inferiore è tornata a guardare alla riconferma del consigliere nazionale uscente Aniello Cosimato. La legge delega di riforma dell’ordinamento forense, già approvata, prevede espressamente il terzo mandato consecutivo al CNF, rafforzando la prospettiva di una sua nuova candidatura. Il sistema del voto ponderato attribuisce agli Ordini di Nocera Inferiore e Vallo della Lucania, considerati insieme, un peso superiore a quello del solo Ordine di Salerno. Una circostanza particolarmente significativa alla luce della tradizionale vicinanza del Foro di Vallo della Lucania a Cosimato, sostenuto anche nelle precedenti elezioni al CNF. La possibile convergenza dei due Ordini sul consigliere uscente rischia così di vanificare anni di trattative e mediazioni destinate a restituire a Salerno la più prestigiosa rappresentanza istituzionale della politica forense nazionale. È questo il costo più rilevante di una scelta che, pur avendo consentito a Laura Toriello di raggiungere il proprio obiettivo, ha alterato un equilibrio necessario per conseguire un risultato di ben maggiore portata. E le conseguenze investono direttamente il fratello Alberto. Il presidente del COA salernitano si avvicina alle elezioni di gennaio 2027 in uno scenario di alleanze profondamente mutato. La frattura nei rapporti distrettuali si aggiunge alle tensioni interne e pone al centro del confronto anche la capacità della presidenza uscente di preservare gli equilibri istituzionali e il consenso politico. La responsabilità delle scelte individuali resta distinta da quella della guida dell’Ordine. Ma la politica richiede lungimiranza, capacità di mediazione e soprattutto consapevolezza delle conseguenze che una decisione può produrre oltre il suo obiettivo immediato. La vicenda dei fratelli Toriello richiama così la lezione di Pirro: Laura ha conquistato il seggio alla Cassa, mentre Alberto affronta le elezioni di gennaio con il peso di un progetto istituzionale costruito per anni e oggi compromesso. Perché non basta vincere una battaglia: occorre valutare ciò che si perde per conquistarla.






