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Cronaca Battipaglia

Cicia: «La riapertura dell’ospedale nuovo punto di partenza»

Cicia: «La riapertura  dell’ospedale nuovo punto di partenza»

ATTIPAGLIA. La riapertura dell’ospedale di Battipaglia riporta al centro del dibattito il futuro dell’assistenza sanitaria nella Piana del Sele, tra la riorganizzazione dei reparti, la necessità di garantire servizi efficienti e la riduzione dei tempi d’attesa. A intervenire è Cosimo Cicia, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Salerno, professionista con una lunga esperienza nel settore sanitario e già vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI). Cicia richiama l’attenzione sulla necessità di trasformare la riapertura del presidio in un’occasione concreta per rafforzare la sanità pubblica, investire sul personale e garantire una maggiore continuità tra ospedale e territorio. Di seguito la sua nota. La riapertura del presidio ospedaliero di Battipaglia rappresenta un passaggio importante per l’intero territorio e per migliaia di cittadini che hanno bisogno di poter contare su una sanità pubblica vicina, sicura, efficiente e capace di rispondere concretamente ai nuovi bisogni di salute. Come OPI Salerno abbiamo seguito con attenzione le vicende che hanno interessato il presidio, nella consapevolezza che la sicurezza di pazienti e professionisti debba essere sempre la priorità. Oggi, però, con la riapertura dell’ospedale, dobbiamo guardare avanti. La riapertura non può essere considerata un punto di arrivo, ma deve rappresentare un nuovo punto di partenza. Occorre utilizzare pienamente le potenzialità della struttura, ampliare l’offerta sanitaria, valorizzare il personale e costruire una vera integrazione tra ospedale e territorio. I bisogni di salute sono cambiati. La nostra sanità si trova di fronte a una trasformazione profonda. L’aumento dell’età media della popolazione, la crescita delle patologie croniche, la presenza sempre maggiore di persone fragili e non autosufficienti e la necessità di assistenza continuativa stanno modificando radicalmente i bisogni di salute dei cittadini. Non siamo più di fronte soltanto a un bisogno di cura della fase acuta, ma sempre più spesso a un bisogno di presa in carico della persona nel tempo. Per questo ospedale e territorio non possono essere due realtà separate. È necessario costruire una vera continuità assistenziale, nella quale il cittadino possa trovare risposte prima, durante e dopo il ricovero, evitando interruzioni nei percorsi di cura e inappropriatezza degli accessi ospedalieri. L’ospedale deve dialogare con i servizi territoriali, con le Case della Comunità, con le strutture intermedie, con l’assistenza domiciliare e con tutti gli altri nodi della rete sanitaria e sociosanitaria. E in questo processo la professione infermieristica può svolgere un ruolo determinante. L’infermiere è infatti sempre più chiamato a essere professionista della presa in carico, dell’educazione sanitaria, della prevenzione, della gestione della cronicità e della continuità assistenziale. Abbattere le liste di attesa è una priorità. Parallelamente alla riapertura del presidio di Battipaglia, bisogna concentrare risorse e programmazione sull’abbattimento delle liste di attesa. I tempi eccessivamente lunghi per una visita specialistica, un esame diagnostico o una prestazione sanitaria rappresentano oggi una delle principali criticità del nostro sistema. E il problema assume una dimensione ancora più drammatica in una fase di grave difficoltà economica. Molti cittadini non hanno la possibilità di rivolgersi al privato per ottenere in tempi più brevi una prestazione sanitaria. Quando il pubblico non riesce a garantire una risposta tempestiva, il rischio concreto è che chi non può permettersi di pagare rinunci alla cura o rimandi una prestazione necessaria. Questo non può essere accettato. Il diritto alla salute non può dipendere dalla capacità economica della persona. Per questo ampliare i servizi pubblici, aumentare la capacità di risposta delle strutture e ridurre i tempi di attesa significa anche contrastare le disuguaglianze sociali e sanitarie. Battipaglia dentro una rete, non come presidio isolato. Il presidio di Battipaglia deve quindi essere considerato all’interno di una più ampia rete assistenziale. La sua piena operatività deve contribuire a ridurre la pressione sugli altri ospedali, aumentare l’offerta di prestazioni e garantire una maggiore prossimità delle cure. Ma, soprattutto, deve dialogare con il territorio. Il futuro della sanità non è ospedale contro territorio, ma ospedale e territorio insieme. È questa la strada per affrontare una domanda di salute che sarà sempre più caratterizzata dalla cronicità, dalla fragilità e dalla necessità di percorsi assistenziali personalizzati e continuativi. Per raggiungere questo obiettivo servono strutture adeguate, ma anche e soprattutto professionisti, personale sufficiente, organizzazione, tecnologie e programmazione. Non si possono ridurre le liste di attesa e garantire una presa in carico efficace senza investire sulle persone che ogni giorno assicurano l’assistenza. Gli infermieri sono una componente essenziale di questa rete: negli ospedali, nei servizi territoriali, nell’assistenza domiciliare e nei nuovi modelli organizzativi. Una sanità più vicina ai cittadini. La riapertura dell’ospedale di Battipaglia deve quindi diventare l’occasione per aprire una nuova fase. Una fase nella quale si lavori per più servizi, più integrazione, più prevenzione, più assistenza territoriale e meno liste di attesa. Come OPI Salerno continueremo a svolgere il nostro ruolo istituzionale, mettendo al centro la sicurezza delle cure, la valorizzazione della professione infermieristica e il diritto di ogni cittadino ad avere accesso a cure appropriate e tempestive, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. Riaprire un ospedale è importante. Costruire intorno a quell’ospedale una rete capace di prendersi cura delle persone lo è ancora di più. Perché la sanità del futuro dovrà essere sempre meno una sanità che interviene soltanto quando la malattia si manifesta e sempre più una sanità capace di prevenire, accompagnare, prendere in carico e curare la persona lungo tutto il percorso di vita.

Marco Naponiello