Alessia nel ricordo dell’alluvione del 1954 Come per ogni anniversario si sono tenuti nel borgo di Alessia momenti religiosi e civici e sociali per ricordare le vittime dell’alluvione di settantadue anni fa. Il nubifragio allora taglio in due la frazione e ventotto furono i caduti della frazione con intere famiglie ghermite e cancellate. Alessia dopo l’immane tragedia di questo borgo alto medioevale non si svuotò, tanto che oggi i cognomi posti sulla mesta lapide combaciano ancora con chi vi risiede e ne favorisce il ricordo. Una cosa ben diversa da Molina, Marina per Vietri, Canalone e la zona portuale per Salerno tutte frazioni poste alle pendici del San Liberatore, che travolti da acqua e fango dall’alluvione subirono poi lo sradicamento dai loro territori di origine perché portati in seguito a vivere in altri luoghi. Alessia continua ad avere un forte legame nel ricordo tragico dei fatti e delle persone con l’annuale rievocazione affettuosa e nostalgica degli eventi luttuosi essa ben si lega a questa gente più adusa al fare che al chiedere. In essi riverbera lo stesso spirito usato dai loro avi che furono i primi a rimboccarsi le maniche nella tragedia. Nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe “l’Ama Dio e ama i fratelli” si è fatto vangelo nella predica del parroco don Alessandro che ha invogliato tutti a rendersi disponibile per aiutare il prossimo, solo in questo modo vivendo, ogni aspetto della vita comune cresce la collettività. Qui essi ben coordinati dall’associazione Alema, Alema, che con tanti sacrifici riesce ad aggregare i residenti in momenti associativi ludici, ricreativi e culturali, ma soprattutto riesce a coinvolgerli in tanti piccoli gesti d’ordine civico e sociale del buon vivere. Insomma quassù si fanno poche chiacchiere, pochi protagonismi più fatti concreti. Essi, in occasione di ogni anniversario, predispongono per tempo, poi operano preparando chiesa e come cittadinanza attiva puliscono androni, corti, scali e vicoli comuni, come, pure nella parte montana ripristinano sentieri, caditoie e canali, luoghi su cui nessun ente riuscirebbe a fare con assiduità. Dopo la preparazione sono soliti invitare. Inviti non sempre onorati che non scoraggiano questa gente di animo gentile e scorza tosta.Quest’anno il sindaco di Cava de’ Tirreni è Raffaele Giordano ha partecipato con lui alcuni assessori e rappresentanti dell’amministrazione comunale. Se per motivi anagrafici sia lontano dagli accadimenti egli, si è detto consapevole delle fragilità insite nel territorio e che l’attenzione proficua posta in opera dai residenti è la prima forma di conoscenza e prevenzione. Presenti i Maestri del Lavoro con il Console Luigi Avella. Egli ha evidenziato che mantenere il ricordo dei fatti storici dei luoghi è conoscenza formativa da passare alle nuove generazioni. Una cosa che i Maestri cercano di portare nelle scuole del territorio. Un breve corteo processionale ha condotto tutti nella vicina piazzetta, dove sono stati letti i nomi dei caduti, è stata deposta la corona d’alloro dell’amministrazione comunale. La toccante cerimonia si è chiusa sulle note del silenzio fuori ordinanza. Giuseppe MdL Nappo






