Pino Rauti: Pensatore coerente col suo passato - Le Cronache Ultimora
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Pino Rauti: Pensatore coerente col suo passato

Pino Rauti: Pensatore coerente col suo passato

Di Gennaro Sangiuliano

Nell’attualissimo volume “Le idee che mossero il mondo”, apparso per la prima volta nel lontano 1963, Pino Rauti intuisce le ragioni profonde della crisi dell’Occidente, attraverso la polverizzazione delle idee forti e dei valori sacrali che per secoli erano stati il fondamento della civiltà occidentale. Ci propone una lettura faustiana e heideggeriana dell’Europa, incapace di reinterpretare il suo grande passato, di trovare valori e ancore. Pino Rauti non è stato solo un politico, è stato soprattutto un raffinato intellettuale, consapevole che la politica, intesa nella sua più nobile accezione, si genera nel mondo delle idee, attraverso contrapposizioni forti e concezioni del mondo e della vita. Cultura e politica rappresentano un binomio inscindibile e devono necessariamente accompagnarsi. La sua vita è stata sempre orientata a questa visione e anche quando ha avuto responsabilità di guida politica in prima persona, non ha mai rinunciato ad essere un pensatore. Lo studio, l’approfondimento, anche delle idee degli avversari, sono il primo dovere di un impegno politico. Fu pensatore coerente col suo passato ma capace di rivolgere lo sguardo al futuro, pronto a sperimentare nuovi percorsi. Negli anni Settanta fu l’artefice di quel risveglio culturale della destra che si concretizzò nei campi Hobbit, nell’ambientalismo e nella scoperta di nuovi autori come Tolkien e Lorenz. Pino Rauti aprì una destra ammuffita dalle nostalgie del fascismo a nuovi autori e nuove riflessioni, sperimentò nuovi percorsi che ora sono patrimonio di tutti. Innestò nuove idee: riflessioni sui pericoli del capitalismo finanziario, sul valore della comunità, sulla salvaguardia dell’ambiente. Memorabile la sua intervista, per il giornale Linea, al premio Nobel Konrad Lorenz. La difesa dell’ambiente, la tutela dell’ecosistema, è quanto più di destra e tradizionalista ci possa essere. Nel 1979 fu addirittura citato dalla Pravda sovietica che lo definì un “incendiario d’anime”.Accanto all’ambientalismo, l’altra grande intuizione politica di Pino Rauti fu l’idea dello “sfondamento a sinistra”, una decisiva intuizione, che si è di fatto realizzata, perché oggi in tutto il mondo votano a destra i delusi di una sinistra sempre più radical chic e interprete degli interessi dei potentati economici. Prima di altri aveva capito che tocca alla destra farsi carico dei deboli. Forse gli mancò la comprensione del valore del conservatorismo e della lezione della destra americana. Quando militavo nel Fronte della Gioventù non sono mai stato un suo seguace, ero con Almirante e con la componente Destra Popolare di Tatarella e La Russa, tuttavia, ne apprezzavo il valore. L’amicizia è nata dopo, quando lo ebbi come assiduo collaboratore al Roma da me diretto. L’eredità di Rauti è notevole, sul piano politico e su quello intellettuale, il valore eterno delle concezioni, il senso della storia, che non è culto del passato ma orientamento verso il futuro, sono le sue lezioni. Restano soprattutto i suoi libri che andrebbero ristampati e riletti per l’impressionante attualità del pensiero.