Gridare con loro con quella voce che non abbiamo più - Le Cronache Attualità
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Gridare con loro con quella voce che non abbiamo più

Gridare con loro con quella voce che non abbiamo più

Ketty Volpe

…ma che voglia di stare lí con loro e gridare con la voce di quegli anni che non abbiamo più. I colori sono sempre quelli dell’adolescenza. Quelli dei giovani un po’ oltre l’adolescenza. Sciarpe al collo e bandiere al vento. É il vento del cambiamento che si affaccia rabbiosamente. Si insinua, tocca inevitabilmente quel che sembrava non esserci. O non esserci più. Sveglia. Scava sin dentro l’anima…e torna su dal groviglio delle storie della storia. È un vento che agita anche me. Agita noi. Agita quelli del ‘68, quelli delle rivoluzioni culturali, e gli aficionados di Marcuse e di Mao. Agita quelli che amano Costituzione, democrazia e libertà. Libertà di pensiero. Il vento del giovane cambiamento che spolvera ritrosie, spazza timori e tira via paure della stagnazione politica e sociale. Non hanno “spaccato preso e rubato” i giovani studenti di Salerno, Cava, e di tutta la provincia. Hanno rotto il silenzio corrotto. Passo passo dalla stazione, corso Vittorio Emanuele, via Roma, lungomare, sino a piazza della libertà, tambureggiando lotta libertà e democrazia. Invocando con giusta pretesa ascolto rispetto e dignità. É l’urlo del giovane cambiamento. Mille, duemila o tre compostamente in disordine all’unisono ordinati per “Noi non bruceremo” “Piú soldi alla scuola” e “vita meno cara”! Portano scritto in petto e sui cartelli “ i popoli in rivolta scrivono la storia”. É così da sempre. Poi navigando negli agi sfugge tutto. E tutto sembra quel che non è. Voce forte e alta sovrasta palme, piani alti e terrazze. Scuote, ricorda, incuriosisce stranieri, flâneur, turisti e vacanzieri di professione… Voce forte a tutto fiato chiude gli occhi del passato, spacca l’aria e i tamburi accelerano il cuore… ”siamo vento che non smette di soffiare”…! … ma che voglia di star con loro a soffiare e gridare ancor oggi più forte di ieri. Con la voce di quegli anni che non si ha più… Con la voce dei 15 anni …a fil di ‘68 con la scuola da cambiare …e …: “ ce n’est qu’un début continuons le combat”… quel refrain del Maggio francese del 1968 sentito e fatto proprio dai movimenti studenteschi con un po’ di Mao, di Marx e tanto di…Erbert Marcuse. Vita meno cara, scuole sicure, uguaglianza, pari opportunità e dignità! Pantaloni larghi, extralarge, t-shirt over size, cinture, cinturoni a fior di pelle, capelli crespi con le nuances della protesta. Mano nella mano con braccia abbracciati delimitano il kilometrico corteo e vanno avanti…con tra le dita tablet, iPad e cellulari…scattano foto e girano video in diretta visti dal mondo. Non solo dal loro mondo. Dietro le spalle foto sbiadite di polaroid, libricini della BUR, di poche lire, con pagine ocra e copertina grigio verde ci facevano entrare nei diversi mondi. Gli Oscar Mondadori, ogni settimana con 350 lire ci facevano conoscere le culture altre, sfregavano pensieri, parole e sogni del cambiamento! Tutto tra le righe, nei versi, nei titoli, nelle dediche.Andamento lento. Dopo il corteo briefing ai tavolini del bar con birra al limone, spritz, patatine e pizzetta. Rivedo tutto, penso, ripenso al nuovo vento di cambiamento…soffiato dagli studenti dell’ottobre 2026. Ci credono. Ci dobbiamo credere…e aspettando il cambiamento…rimescolo pensieri e parole nel mio caffè nero bollente.