L’annuncio di Leone di doversi sottoporre ad un intervento chirurgico ha colto il mondo di sorpresa. Dopo la fine del pontificato di Francesco, segnato da ricoveri e malattie, l’annuncio di un problema medico, da un Papa giovane, sportivo, salutista, fa fare un passo indietro ai momenti in cui la malattia di un Pontefice e la sua fragilità conquistavano il primo piano, spesso a scapito del suo magistero e dei suoi messaggi al mondo. Quanto alla trasparenza sulle proprie condizioni fisiche, l’annuncio di Leone non è stato una novità assoluta. Era il 12 luglio del 1992, quando, sempre alla fine dell’Angelus, Papa Giovanni Paolo II disse: ”Vorrei farvi ora una confidenza. Mi recherò stasera al Policlinico Gemelli per sottopormi ad alcuni accertamenti diagnostici. Chiedo le vostre preghiere”. Il 29 marzo 2018 Papa Francesco, nella visita al carcere di Regina Coeli, annunciò che si doveva sottoporre ad un intervento di cataratta. L’11 maggio del 2022, alla fine di un’udienza generale, Bergoglio parlò dei suoi problemi al ginocchio: “Vorrei scusarmi perché oggi non potrò andare da voi per salutarvi, a causa del mio ginocchio che è ancora malato”. Le fragilità dei Papi hanno però inciso sull’andamento dei pontificati: Papa Francesco, per esempio, non ha potuto vivere a pieno il Giubileo del 2025 per la sua bronchite persistente che poi lo ha condotto alla morte. Negli ultimi tempi aveva comunque sdoganato la sedia a rotelle e l’apparecchio acustico, forse anche per mostrare alle persone nella sua stessa condizione che comunque la vita resta degna anche in una condizione di malattia o disabilità. Quanto invece a Papa Wojtyla, l’ultimo tratto del suo pontificato è legato alle difficoltà di movimento prima e di parola poi, alle improvvise “indisposizioni” e soprattutto al lento spegnersi di un uomo che non ha voluto nascondere sintomi ed effetti di una malattia che lo ha reso prigioniero del suo stesso corpo. Tanti i ricoveri, da quello dopo l’attentato del 13 maggio 1981, ai successivi, per esempio, per un adenoma al colon. Il più lungo, 55 giorni, fu legato ad un’infezione contratta probabilmente dopo le trasfusioni effettuate dopo il ferimento di piazza san Pietro. Molti hanno detto che proprio il suo star male ha offerto un’altissima testimonianza di forza interiore e di fede. Ma, andando indietro nel tempo, molte delle cronache sono state inevitabilmente segnate dalla ricerca della figura del “Papa malato”, anche con la diffusione di tante fake news.







