Nuovo affondo del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca contro Giuseppe Conte, il Partito Democratico e, più in generale, l’attuale opposizione di centrosinistra. Nel corso della sua consueta diretta settimanale sui social, De Luca ha criticato la parabola politica dell’ex presidente del Consiglio e le scelte del Pd nei rapporti con il Movimento 5 Stelle.
«Sto seguendo la parabola di Giuseppe Conte, luciferino: è riuscito a cancellare alcuni episodi della sua esperienza politica», ha dichiarato De Luca, ricordando in particolare il governo guidato da Conte con la Lega e citando, tra gli altri temi, Superbonus e Navigator.
Secondo il sindaco di Salerno, Conte sarebbe riuscito a presentarsi oggi con una «nuova e immacolata verginità politica», nonostante le esperienze maturate nei precedenti governi.
Nel mirino di De Luca è finito quindi il Partito Democratico, accusato di aver favorito la nuova immagine politica dell’ex premier attraverso la partecipazione alle iniziative del partito. «Hanno avuto la lucidità politica di invitare Giuseppe Conte a tutte le feste dell’Unità», ha detto il sindaco, riferendosi anche alla festa nazionale. «Gli hanno offerto il teatro delle sue esibizioni politiche», ha aggiunto, definendo questa scelta frutto di «totale approssimazione».
De Luca ha poi allargato la sua critica all’immagine complessiva del centrosinistra, commentando ironicamente una fotografia che ritraeva alcuni leader della coalizione riuniti in un ristorante e paragonandola alla storica conferenza di Yalta.
Particolarmente duro anche il passaggio dedicato ad Angelo Bonelli, che De Luca ha definito «il salice piangente della politica italiana», accompagnando l’affermazione con una serie di battute sul significato attribuito al suo nome in napoletano e in romanesco.
«Bonelli è uno dei produttori di depressione nazionale», ha quindi aggiunto il sindaco, descrivendo così, secondo la propria lettura, l’immagine attuale dell’opposizione.
La conclusione è stata affidata a un’altra battuta: «Sarà una lotta titanica fra i Bonelli e i Lollobrigida. Siamo un Paese infelice».







