Ex Arenella, ricorso contro la demolizione - Le Cronache Cronaca
Cronaca

Ex Arenella, ricorso contro la demolizione

Ex Arenella, ricorso contro la demolizione

Un esposto-segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, con contestuale trasmissione alle Amministrazioni statali competenti, per chiedere chiarezza sull’iter amministrativo che ha riguardato la demolizione dell’ex Lido Arenella/New Arenella Beach, in località Mercatello, lungo via Leucosia. È l’iniziativa assunta dall’avvocato Alfonso Mignone, presidente del Comitato per la Difesa e la Valorizzazione del Demanio Marittimo e Turismo Costiero della Città di Salerno. Al centro dell’esposto vi è la necessità, secondo il Comitato, di verificare la natura giuridica e demaniale del manufatto e le modalità con le quali sarebbe stata disposta e/o eseguita la demolizione. Dalla documentazione amministrativa richiamata nell’atto emergerebbe, infatti, una riconducibilità del complesso edilizio all’area del demanio marittimo, con i manufatti qualificati negli atti comunali come pertinenze demaniali. Una circostanza che, secondo Mignone, impone di verificare la titolarità del bene, lo stato del rapporto concessorio, l’eventuale acquisizione al demanio e il coinvolgimento delle Amministrazioni statali competenti. In particolare, il Comitato chiede di accertare se, prima dell’eventuale demolizione materiale, siano stati correttamente acquisiti o richiesti gli atti di competenza dell’Agenzia del Demanio, della Capitaneria di Porto di Salerno e, ove necessario, della Soprintendenza. Viene inoltre sollecitata una verifica sulla corretta individuazione della consistenza del manufatto e dell’area interessata. Particolare attenzione viene riservata al sequestro preventivo eseguito il 13 marzo 2025 nell’ambito del procedimento penale relativo al manufatto. Il Comitato chiede quindi di verificare se il vincolo cautelare sia tuttora efficace e, soprattutto, se prima di procedere a eventuali attività di demolizione, movimentazione o alterazione dello stato dei luoghi siano stati acquisiti un eventuale provvedimento di dissequestro o una specifica autorizzazione dell’Autorità giudiziaria. «Non si intende mettere in discussione, in astratto, il potere dell’Amministrazione comunale di adottare provvedimenti repressivi in materia edilizia – precisa Mignone – ma chiediamo che venga accertato se, nel caso concreto, siano stati rispettati tutti gli adempimenti necessari, considerata la possibile natura demaniale del manufatto e, soprattutto, l’eventuale permanenza di un vincolo di sequestro preventivo». Nell’esposto viene inoltre chiesta, ove spettante, la disponibilità o l’acquisizione d’ufficio della documentazione relativa alla vicenda. Tra gli atti indicati figurano la concessione demaniale e i relativi atti integrativi, le planimetrie della concessione, gli estratti del Sistema Informativo del Demanio (SID), la documentazione relativa alla qualificazione del manufatto come pertinenza demaniale, gli atti dell’Agenzia del Demanio e della Capitaneria di Porto, gli eventuali provvedimenti della Soprintendenza e la documentazione relativa alla comunicazione all’ente proprietario. Il Comitato chiede inoltre di verificare l’eventuale esistenza di provvedimenti di dissequestro o di autorizzazioni alla demolizione. L’obiettivo dichiarato è fare chiarezza, sul piano documentale e istituzionale, su una vicenda che interessa un’area di particolare rilievo sotto il profilo demaniale, urbanistico, paesaggistico e turistico. «Chiediamo semplicemente che ogni passaggio venga verificato alla luce degli atti e delle competenze delle diverse Amministrazioni – conclude Mignone – e che, qualora emergano irregolarità o omissioni, ciascuna Autorità assuma i provvedimenti di propria competenza. La tutela del demanio marittimo e dell’interesse pubblico richiede trasparenza, correttezza procedimentale e pieno coordinamento tra le istituzioni». L’esposto è stato depositato il 15 settembre 2026 e trasmesso, per quanto di rispettiva competenza, anche alla Capitaneria di Porto/Guardia Costiera di Salerno, all’Agenzia del Demanio, alla Soprintendenza competente e alla Prefettura di Salerno.