di Flavio Boccia
Ho letto con attenzione la nota diffusa dal Comune di Salerno in merito al progetto di riqualificazione dello Stadio Arechi e del Campo Volpe. Si tratta di un intervento che introduce ulteriori elementi sul quadro finanziario e amministrativo dell’opera, ma che, a mio avviso, non risponde ancora ad alcuni interrogativi fondamentali che avevo posto nella mia analisi pubblicata su Cronache di Salerno.
Fin dall’inizio di questo approfondimento ho sostenuto un principio molto semplice: le grandi opere pubbliche devono essere valutate sulla base degli atti amministrativi e non degli annunci.
Per questo motivo, già nei mesi scorsi, avevo espresso pubblicamente le mie perplessità sull’ipotesi di utilizzare il Programma FESR 2021-2027 quale principale strumento di finanziamento dell’intervento, evidenziando le criticità tecniche di tale soluzione. Successivamente è stata prospettata la possibilità di ricorrere al Fondo di Rotazione previsto dalla Legge n. 183/1987. Oggi, invece, la nota del Comune descrive un quadro ancora diverso, nel quale vengono richiamati fondi POC, anticipazioni FESR compensate attraverso il Fondo di Rotazione e, infine, il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) quale fonte di finanziamento delle opere principali.
Questa ricostruzione conferma che il quadro finanziario è molto più articolato rispetto a quanto rappresentato nelle comunicazioni regionali e comunali delle settimane scorse.
Resta però una questione che continua a non trovare risposta.
Nelle comunicazioni pubbliche rese dal Presidente della Regione Campania e da altri rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali era stato annunciato che entro la fine del mese di luglio il progetto avrebbe ottenuto il via libera del CIPESS.
Successivamente, il 4 agosto 2026, il CIPESS si è regolarmente riunito approvando numerose delibere riguardanti infrastrutture nazionali. Tuttavia, sulla base della documentazione ufficialmente pubblicata, il progetto relativo allo Stadio Arechi e al Campo Volpe non risulta tra le delibere approvate né tra gli argomenti trattati.
Su questo punto la nota del Comune non fornisce alcun chiarimento.
Ed è proprio questo il nodo centrale della vicenda.
Non è mai stata mia intenzione mettere in discussione la necessità di realizzare un’opera che considero strategica per Salerno e per la candidatura italiana a UEFA Euro 2032. Ciò che ritengo doveroso chiarire è esclusivamente lo stato reale del procedimento amministrativo.
Le opere pubbliche devono seguire un preciso percorso tecnico e amministrativo, fatto di istruttorie, coperture finanziarie, provvedimenti e autorizzazioni. È nell’interesse della città che ogni fase sia documentata con atti ufficiali e comunicata con la massima trasparenza.
Per questo motivo ritengo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere quale sia oggi la copertura finanziaria definitiva, quali atti amministrativi siano stati effettivamente adottati, quale fase dell’iter sia stata completata, quando il progetto sarà sottoposto agli organi competenti per le necessarie approvazioni e quale sia il cronoprogramma realmente aggiornato.
Ritengo inoltre imbarazzante il silenzio dei neoeletti consiglieri comunali di opposizione. Di fronte a un’opera pubblica del valore di circa 144 milioni di euro, caratterizzata da continui cambiamenti nelle comunicazioni sulla copertura finanziaria e da interrogativi ancora aperti sullo stato dell’iter amministrativo, mi sarei aspettato un’immediata iniziativa di controllo politico e amministrativo, con richieste di chiarimento e di acquisizione della documentazione ufficiale.
Non mi sono limitato a chiedere trasparenza: nella giornata di oggi ho ufficialmente presentato due distinte istanze di accesso agli atti, una al Comune di Salerno e una alla Regione Campania. Si tratta di un atto formale, previsto dalla Legge n. 241/1990, con il quale ho richiesto tutta la documentazione relativa all’iter amministrativo, alla copertura finanziaria, alle eventuali istruttorie ministeriali, ai provvedimenti adottati, alle comunicazioni intercorse tra gli enti coinvolti e ad ogni altro documento utile a ricostruire con precisione lo stato reale del progetto di riqualificazione dello Stadio Arechi e del Campo Volpe.
Saranno quindi il Comune di Salerno e la Regione Campania, attraverso la documentazione ufficiale che saranno chiamati a trasmettere, a consentire ai cittadini di conoscere la verità amministrativa sull’intera vicenda. Non saranno gli annunci, ma gli atti ufficiali a chiarire definitivamente quale sia il reale stato del procedimento, quali risorse siano effettivamente disponibili, quali passaggi siano stati completati e quali debbano ancora essere portati a termine.
Continuerò a svolgere il mio lavoro con lo stesso metodo che mi ha contraddistinto fin dall’inizio: studiare gli atti, analizzare le norme e confrontare le comunicazioni pubbliche con la documentazione ufficiale.
La trasparenza amministrativa non è un favore concesso ai cittadini, ma un preciso dovere delle istituzioni. Ed è proprio attraverso gli atti ufficiali richiesti oggi al Comune di Salerno e alla Regione Campania che sarà finalmente possibile fare piena luce su una delle opere pubbliche più importanti e strategiche per il futuro della città.










