Ministro Piantedosi, apra gli occhi su Eboli - Le Cronache Ultimora
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Ministro Piantedosi, apra gli occhi su Eboli

Ministro Piantedosi, apra gli occhi su Eboli

Caro Ministro Matteo Piantedosi,

mi rivolgo a te perché ben conosco e apprezzo la tua alta sensibilità istituzionale e spirito di sacrificio. Ti scrivo da ebolitano, la città dove sono nato e vivo. Riportando le parole di Cesare Pavese “Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.” Ed io, sapendo che in questa Città c’è anche qualcosa di “mio”, intendo condividere con te la preoccupazione per lo stato della pubblica amministrazione dove per ben tre volte negli ultimi dodici anni è stato nominato un commissario prefettizio per lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale, sia pure per motivi diversi. Ad oggi, purtroppo, con l’insediamento del nuovo commissario prefettizio, nascono nuovi motivi di preoccupazione: l’affidamento di un appalto pubblico legato alla gestione dei rifiuti urbani (appalto da 38 milioni di euro) ad una ditta già nota alla Direzione Antimafia di Napoli e colpita da interdittiva antimafia; il mancato avvio, a causa, di una serie di lavori pubblici finanziati per oltre 20 milioni di euro con fondi PNRR; il ritorno della criminalità organizzata, una camorra nuova impastata di racket, droga, riciclaggio. Ricordo a me stesso la straordinaria relazione finale firmata nel 2015 dall’allora commissario prefettizio dottoressa Vincenza Filippi, oggi commissario prefettizio ad Aprilia, contenente elementi concreti, univoci e rilevanti sulle cause del dissesto amministrativo che ritrovò, uniti alla compromissione del buon andamento o imparzialità dell’amministrazione comunale uscente, il regolare funzionamento dei servizi. A queste ragioni c’erano elementi, congiunti e disgiunti, tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica e urbana in una città, già negli anni Ottanta e Novanta epicentro di uno dei più inquietanti clan criminali della camorra campana, dettagliatamente descritto dalle carte del processo “California” con inquietanti capitoli sulla infiltrazione criminale nella politica locale. Ma è l’ultimo episodio, accanto a quelli già noti, che mi induce a segnalarti l’assegnazione dell’appalto della gestione dei rifiuti a una ditta, secondo i p.m., collegata o emanazione del clan camorristico del gruppo dei Casalesi. A tale ditta, nonostante già colpita da interdittiva antimafia, il Comune di Eboli ha assegnato l’appalto ora al centro di un contenzioso amministrativo centrato sugli atti di gara dell’appalto stesso più che sulla interdittiva antimafia ignorata nel mondo oscuro delle imprese rifiuti. La notizia è stata già al centro di una mia inchiesta giornalistica ma accolta tra la sottovalutazione locale del problema, o per non conoscenza della gravità del caso o per un silenzioso sciovinismo teso a preservare il cosiddetto “buon nome della città”. Addirittura, con commenti inquietanti da parte di ex amministratori che passano la palla della responsabilità alla stazione appaltante (Centrale Unica di Committenza Sele Picentini) come se, chi ha seguito l’iter, non avesse tra le mani le carte prodotte dalla burocrazia comunale. Ti renderai conto della necessità di un tuo autorevole intervento sulle autorità prefettizie o investigative di fronte al tentativo di ingresso del clan Casalesi in un settore d’oro della gestione rifiuti e, più in generale, dei motivi alla base dell’ennesimo scioglimento del Consiglio comunale. C’è una rete opaca di interessi criminali che ha condizionato per anni la macchina amministrativa del Comune di Caserta, tra cui anche l’appalto e la gestione dei rifiuti assegnato alla stessa ditta oggi assegnataria del servizio a Eboli. Inoltre, Eboli risulta tra le città della piana del Sele maggiormente privilegiata dai fondi del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (PNRR) con progetti non ancora avviati nella maggior parte dei casi per opere pubbliche che beneficiano di oltre 20 milioni di euro di finanziamenti. A Eboli, l’avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR è praticamente fermo al livello zero. Degli oltre 8 milioni destinati a opere fondamentali per la comunità, da completare entro l’anno, è stato speso finora un esiguo 0,91% corrispondente a poco più di 25 mila euro. Come testimonia la consultazione della piattaforma OpenPnrr, progetto di monitoraggio civico della Fondazione OpenPolis. Eboli è inoltre l’unico Comune della provincia di Salerno incluso tra i beneficiari della misura PNRR dedicata al superamento degli insediamenti informali. Per tale misura ha ottenuto 2.016.596,06 euro, calcolato sulla base delle 40 presenze regolari di cittadini stranieri. I lavoratori migranti non sono fantasmi: vivono, lavorano, producono valore. È ora che anche lo Stato li riconosca, investendo davvero su legalità e coesione sociale ed evitando tragedie come quella recentemente avvenuta nella campagna di Eboli con la tragica conclusione di un assassinio prontamente scoperto dalla Procura della Repubblica di Salerno con l’arresto dell’esecutore, un immigrato irregolare senza fissa dimora già interessato da decreto di espulsione, e i moventi ispiratori della tragica uccisione. Inutile dirti l’attesa quasi trentennale per un nuovo Piano Urbanistico Comunale che già fu il casus belli di un precedente scioglimento del Consiglio comunale nel settembre del 2014 e poi recentemente finito in una clamorosa pubblica accusa di un consigliere comunale di maggioranza che segnala la persistente presenza di pressioni esterne, interessate proprio al comparto urbanistico. E ancora, parcheggi, servizi socioassistenziali, cantieri scolastici, gestione degli uffici amministrativi, manutenzione urbana: una situazione di una evidente assenza di legalità dell’azione amministrativa già al centro nel 2020 di una inchiesta penale per corruzione e concussione che portò allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale, troppo frettolosamente derubricato dal commissario prefettizio dell’epoca per la precarietà strutturale degli uffici comunali. per ben tre volte, a seguito dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale non è mai stata nominata una Commissione di accesso agli atti amministrativi nonostante vi fossero tutti gli estremi di un controllo approfondito sugli atti amministrativi Chiudo questa mia lettera con le parole del nostro conterraneo Franco Arminio: “Un paese è bello quando ti dà un altro respiro, ti fa capire come ciò che conta è sempre fuori di noi, che la nostra anima è sempre un luogo un po’ fosco e in fondo anche un po’ banale”. Perché la paesologia non è la “paesanologia” e non è mai un luogo banale, ma intriso di bellezza da preservare e ombre da scacciare.

Eboli, Anno Domini 2026 Con affetto e stima

Antonio Manzo