Salerno come Piacenza, la città più cardio-protetta d’Italia. L’accoglimento da parte del sindaco De Luca del progetto inoltrato al Comune dall’Associazione Grazie di Cuore, presieduta dal cardiologo Carmine Landi, lascia ipotizzare un decollo dell’iniziativa nel volgere di qualche mese. Il modello che sarà seguito si ispira alla città emiliana, dove la cardio-protezione è diventata ormai un marchio “esportato” in altri città e seguito con interesse anche all’estero. La straordinaria novità dell’approccio è costituita dal concreto coinvolgimento dei cittadini e dalla piena accessibilità ai defibrillatori concretamente integrati con il sistema dell’emergenza. Modalità che possono cambiare radicalmente la prognosi dell’arresto cardiaco extraospedaliero. Si opererà sulla base del “Progetto Vita Italia 2026” destinato a ogni città italiana e che riguarderà anche Salerno, grazie ai legami stretti dall’Associazione Grazie di Cuore con la realtà piacentina. Il punto di partenza sarà costituito dal radicale cambio di paradigma, passare cioè dalla sola formazione alla informazione, una modalità che consentirà di sradicare il diritto alla salute dalla cerchia degli addetti ai lavori, spingendolo nel pieno della società. Solo così sarà possibile ottenere grandi risultati come quelli di Piacenza, dove in alcuni anni sono state salvate più di duecentocinquanta vite di persone colpite da arresto cardiocircolatorio in luoghi pubblici. «I colleghi di Piacenza ai quali ho parlato del nostro imminente progetto-Salerno – conferma il cardiologo Carmine Landi – saranno la nostra bussola di orientamento e non faranno mancare il loro sostegno nella fase di realizzazione del grande disegno strategico e strutturale, condiviso e approvato dal sindaco Vincenzo De Luca». Il progetto salernitano, che potrebbe già scattare alla fine dell’estate, prevede l’installazione di defibrillatori semiautomatici esterni, in luoghi pubblici e strategici, una articolata diffusione della cultura del primo soccorso, l’organizzazione di corsi BLSD rivolta a tutti i cittadini interessati, il pieno coinvolgimento delle scuole, delle società e associazioni sportive, delle imprese e degli enti del territorio, lo sviluppo di una rete di soggetti formati all’utilizzo del DAE. «Ovviamente sarà necessario – spiega Landi – incrementare il numero dei DAE attualmente esistenti sul territorio, anche al fine di migliorare i tempi di intervento nel caso di arresto cardiaco». Il Comune patrocinerà il progetto, metterà a disposizione i locali necessari e i propri mezzi di comunicazione e, oltre a cooperare all’individuazione dei siti strategici, valuterà l’inserimento del progetto nella programmazione comunale in materia di salute, sicurezza e protezione civile. Il coordinamento delle iniziative sarà dell’Associazione Grazie di Cuore che farà confluire nel modello salernitano tutti i rapporti e le cooperazioni nazionali strette negli ultimi anni nel discorso della cardio-protezione. Nei prossimi giorni sarà nominato il tavolo tecnico per passare alla fase operativa da ultimare in poche settimane. «Sono sicuro – afferma il cardiologo Carmine Landi – che il sindaco De Luca continuerà a seguire personalmente il progetto, che ha avuto una grande accelerazione proprio grazie al suo impegno in prima persona. Il rischio, infatti, è che la necessaria fase burocratica (approvazioni, delibere ecc.) possa ritardare l’attuazione dell’iniziativa che il sindaco, come è emerso dai nostri incontri, vuole realizzare in tempi rapidissimi, anche in considerazione dei ritardi che in questo settore la città di Salerno ha accumulato negli ultimi anni».






