Dopo le critiche dell’assessore regionale Claudia Pecoraro, che ha contestato l’uso del Salone dei Marmi al Comune di Salerno per ospitare la presentazione del libro 2E me ne vanto. Storia di Carlo Falvella”, scritto da Tony Fabrizio e pubblicato da Altaforte Edizioni, casa editrice già esclusa dal Salone del Libro di Torino per la sua vicinanza a CasaPound, arriva la replica di Italo Giuseppe Cirielli De Mola, responsabile regionale Enti Locali di Fratelli d’Italia.
Cirielli afferma di “non comprendere il senso dell’intervento dell’assessore”, sostenendo che dietro parole “apparentemente misurate” si nasconderebbe “un attacco grave alla libertà di espressione, alla libertà editoriale e al diritto di discutere pubblicamente anche pagine complesse della nostra storia”. La presentazione di un libro, aggiunge, “non può essere trattata come una minaccia per le istituzioni”.
Il nodo centrale della sua critica riguarda la memoria di Carlo Falvella, giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1972. Secondo Cirielli, contestare la presentazione del volume significa “negare dignità al ricordo di una vittima della violenza politica”, oltre che “comprimere la libertà culturale”.
Il Salone dei Marmi, sottolinea, “non dovrebbe essere usato per escludere, ma per testimoniare che le istituzioni appartengono a tutti i cittadini, non solo a chi si riconosce in una determinata parte politica”. Invocare l’antifascismo per impedire un evento culturale, conclude, “tradisce il senso stesso della democrazia: una democrazia matura non teme le parole, non teme i libri, non teme il confronto”.






