di Olga Chieffi
“Nulla è permanente tranne il cambiamento”, recita il più celebre degli insegnamenti di Eraclito. L’unica costante della vita è il cambiamento, questa verità fondamentale permea ogni aspetto della nostra esistenza, dalle stagioni che si rinnovano alla continua evoluzione del nostro corpo e della nostra mente. L’energia, la materia, cambiano continuamente, si trasformano, si fondono, crescono e muoiono. Il cambiamento è l’unica sicurezza, in particolare nelle arti. “Mutazioni…i ritmi del tempo” è il tema che farà da fil rouge ai ben diciannove appuntamenti che punteggeranno il cartellone, della XXIX edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia, organizzata dal CTA Salerno aps, con il sostegno e il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Vietri sul Mare, del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci”, Coldiretti Salerno – Campagna Amica con Camera di Commercio di Salerno, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, della Fondazione Saccone e con il patrocinio morale della Provincia di Salerno, del Comune di Salerno e delle ACLI Provinciali APS. I concerti cambiano ancora una volta location per scendere dalla storica sede e svolgersi tra la Villa Comunale di Vietri sul Mare e piazza Max e Flora Melamerson, il belvedere sui Due Fratelli di Marina di Vietri sul Mare, mentre il 2 agosto, i Concerti faranno tappa a San Giovanni a Piro nella suggestiva cornice del Cenobio di San Giovanni Battista con la sua caratteristica torre merlata e sullo sfondo il monte Bulgheria. Domattina, alle ore 10.30, nella sede della Provincia di Salerno a Palazzo Sant’Agostino, si terrà l’incontro con la stampa al quale parteciperanno Enzo Maraio assessore al Turismo della Regione Campania, Giovanni De Simone, sindaco di Vietri sul Mare nonché consigliere provinciale; Daniele Benincasa, assessore alla cultura di Vietri sul Mare, Ernesto Pulignano, vice direttore del Conservatorio “G. Martucci” di Salerno; Giuseppe Gallo vice presidente della Camera di Commercio di Salerno, Ettore Belelli, presidente della Coldiretti Salerno, Francesco Paolo Innamorato, direttore della Fondazione Carisal, Daniele Manzolillo presidente Acli Salerno e Antonia Willburger, direttrice artistica, ideatrice della rassegna. Confermata anche quest’anno la formula che intreccia musica e parole, frutto della collaborazione con l’Associazione Porto delle Nebbie, Salerno Legge e il Liceo Artistico Sabatini Menna di Salerno. Si parte mercoledì 8 luglio, alle ore 21, con i Ritmi narranti del Conservatorio di Musica Giuseppe Martucci di Salerno scanditi dalla Suite Percussion Ensemble diretta da Paolo Cimmino, con Carla Genovese alla voce e Roberta Di Maio body percussion e il Quartetto d’Archi diretto da Vincenzo Meriani. La serata sarà aperta dalla proiezione del cortometraggio realizzato dagli studenti del Liceo Artistico “Sabatini-Menna” di Salerno dal titolo “Divina”. Il seguire e il perseguire la mutazione, lascia dietro di sé un senso di spaesamento, lo stesso che Heidegger esplora nella sua filosofia dell’Essere. La sua idea di “gettatezza” descrive l’uomo come un essere trascinato dal flusso della mutazione, incapace di fermarsi a riflettere sulla propria autenticità. Questo smarrimento trova eco nelle pagine di James Joyce, dove l’identità si frantuma in un flusso di coscienza, e nell’arte di Andy Warhol, che ripete ossessivamente l’immagine del quotidiano, trasformando l’effimero in icona. Ecco allora che, osservando questo percorso, emerge un messaggio chiaro: ovvero un profondo cambiamento nel modo di percepire noi stessi e il mondo. Un cambiamento che ci costringe a rimettere in discussione certezze, a cercare nuove coordinate in un universo sempre più vasto e frammentato. Ecco l’urgenza di abbandonare ogni intento di controllo del suono e tentare di scoprire i mezzi che consentano ai suoni di essere se stessi. E nel dire le cose, nel dire il silenzio presente nei suoni delle cose, la parola nel suo domandare deve riaccendere la meraviglia. Meraviglia che non è solo incanto o superamento estatico della ragione, ma è e continua ad essere riflessione: la riflessione del cogito che prova insieme l’angoscia del silenzio – ossia della morte – e la gioia della parola nel suono delle cose. E forse, come nel magnetismo o negli integrali, un ordine nascosto continua a guidarci, invisibile ma reale, nel nostro eterno tentativo di dare un senso al caos della Mutazione.






