Nocera Inferiore. Eseguita l’autopsia sul corpo della 56enne Luciana Capozzoli, trovata morta nella notte tra giovedì e venerdì nella casa in cui viveva con il marito in via Di Florio a Nocera Inferiore, convivente tuttora in carcere con l’accusa di aver ucciso la donna con un laccio. È l’ipotesi della procura sostenuta dai gravi indizi di colpevolezza, pur non essendo sussistente il pericolo di fuga (da qui la non convalida del fermo). La vittima aveva già tentato il suicidio ed era stata sottoposta alle cure in una struttura privata specializzata proprio nell’affrontare casi simili. Gli elementi recuperati dagli investigatori e dagli inquirenti hanno spostato l’asse sull’ipotesi omicidiaria.
Il problema è stabilire con esattezza la modalità con cui Iapicco poterebbe aver ucciso la 56enne seconda moglie. Si è immaginato, alla base delle indagini dei carabinieri del Reparto territoriale guidati dal tenente colonnello Gianfranco Albanese, che la donna sia stata strangolata con un laccio che aveva attorno al collo. Fino a ieri sera sul tardi, il medico legale Francesca Consalvo su incarico della procura di Nocera Inferiore, retta dal procurare capo Luigi Alberto Canale, alla presenza del collega Giovanni Zotti, incaricato dalla difesa del settantenne indagato, ha eseguito l’autopsia sul cadavere di Luciana Capozzoli, con anche prelievi per gli esami che dovranno stabilire lo stato di salute della donna. Novanta giorni per gli esiti. Conclusosi con l’esame autoptico si potrà procede alla celebrazione dei funerali che potrebbero esseri celebrati oggi o nella giornata di domani. Iapicco, operaio in pensione, divorziato e poi vedovo con figli, nel 2019 aveva conosciuto sui social Luciana Capozzoli, anche lei divorziata e con figli, impiegata come operatrice socio-sanitaria nell’assistenza agli anziani. Per Gerardo, dopo il divorzio e il pensionamento da operaio metalmeccanico, Luciana aveva rappresentato l’occasione per ricostruirsi una vita, tanto da spingerlo a rientrare dal Nord Italia, dove nel frattempo si era trasferito. A gennaio di 5 anni fa si erano sposati e la loro sembrava un’unione felice. Il marito è considerata visibilmente innamorato della moglie e lei di lui. I due vivevano insieme la passione dell’impegno per la comunità, in particolare nella gestione della cappella di Santa Maria di Costantinopoli in via Astuti, a pochi passi dalla loro abitazione. Poi il fattaccio di giovedì sera. Novanta giorni per la verità.






