AVELLINO- Venerdì Sonia Matarazzo, ha presieduto l’ultima udienza nel Tribunale di Avellino, dove era in funzione di giudice monocratico e presidente del Collegio B della Seconda Sezione Penale. Da oggi, accogliendo la sua domanda di trasferimento, sarà consigliere della Corte di Appello di Salerno, dove svolgerà le funzioni giudicanti di secondo grado. Un curriculum di tutto rispetto, con esperienza ultra trentennale, in aula conosciuta per la sua determinazione con uno spiccato senso dell’ironia. Si devono ricordare le sue parole al termine del Certamen dedicato al compianto avvocato Lorenzo Scafuri, il 30 novembre scorso, proprio in riferimento alla necessità che hanno i giovani penalisti nel quotidiano esercizio della loro funzione “dovete coltivare innanzitutto la forza della parola, essenziale nel vostro lavoro quando naturalmente sia sostenuta da studio e da argomentazioni che siano fondate su dati essenzialmente tecnici. Dovete avere anche voi però la capacità di ascolto, che non è solo quella dei magistrati. La capacità comportamentale è la capacità di misurarvi con l’autorità giudiziaria”. E aveva concluso: “Sarà necessario nel vostro lavoro coltivare lo stile e l’ educazione, la capacità comportamentale e quella di misurarvi con quotidianità con l’autorità giudiziaria, che consentirà di coltivare sempre un rapporto sempre di proficuo confronto e mai di contrapposizione, un rapporto di qualità, perché spesso manca, soprattutto nei giovani che arrivano in un’ aula di udienza all’arrembaggio del Tribunale. Il confronto è sempre utile, arricchisce il nostro patrimonio culturale. Non smetteremo mai di imparare e di conoscere, anche se sono tanti gli anni di lavoro che abbiamo svolto”. Tra i suoi processi bisogna ricordare che per cinque anni, insieme ai colleghi Gennaro Lezzi e Pierpaolo Calabrese ha presieduto un’istruttoria complessa e delicata come quella dell’ex Isochimica e a distanza di trenta anni dai fatti, proprio il collegio presieduto dalla presidente Matarazzo, il 28 gennaio 2022, ha letto nell’aula bunker di Poggioreale, dopo cinque ore di camera di consiglio, il dispositivo del verdetto.





