Sistema Pegaso, indagato Iervolino - Le Cronache Ultimora
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Sistema Pegaso, indagato Iervolino

Sistema Pegaso, indagato Iervolino

Napoli – L’ipotesi di reato è associazione a delinquere finalizzata al rilascio di titoli accademici illegali e master inesistenti. Coinvolto l’ex direttore commerciale Buonomo. Tra i testimoni anche la ministra dell’Università Bernini. La nuova governance di Multiversity si difende: «Fatti del passato, siamo noi le vittime». Un presunto meccanismo oliato per garantire l’affermazione sul mercato delle università telematiche attraverso il rilascio di titoli accademici considerati illegali, corsi di formazione privi di requisiti d’accesso e master di fatto inesistenti. È questa l’ipotesi attorno alla quale ruota la maxi-inchiesta della magistratura campana che sta scuotendo il mondo della formazione online e che vede sul registro degli indagati ben quaranta persone. I fari della Procura, come ha anticipato l’edizione napoletana di Repubblica, si sono accesi sulla gestione passata dell’Università Pegaso. Nei giorni scorsi, gli uomini della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a una serie di decreti di perquisizione locale e sequestro. Tra i decreti firmati dai magistrati figurano nomi eccellenti: su tutti quello di Danilo Iervolino, noto imprenditore ed ex patron dell’ateneo telematico, e quello di Andrea Buonomo, ex direttore commerciale del gruppo Multiversity-Università Pegaso, rimasto in carica dal 2022 fino all’ottobre del 2025. Il pool dei magistrati e l’ipotesi associativa A coordinare le delicate indagini è un pool investigativo di primo piano, che unisce le competenze della Procura di Napoli e di quella di Nola. Il fascicolo è infatti nelle mani dei sostituti procuratori partenopei Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, magistrati di lunga corsa sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione e l’economia, affiancati dalla pm nolana Francesca Paola Colonna Romano. La configurazione giuridica prospettata dagli inquirenti è pesante: si ipotizza l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata a un’illecita espansione di mercato. Secondo il teorema accusatorio, ancora interamente da verificare nelle successive fasi procedimentali, il network accademico avrebbe incrementato il proprio bacino d’utenza agevolando il conseguimento di titoli di studio a candidati che non avrebbero avuto i requisiti di legge, aggirando così le rigide normative ministeriali. Il coinvolgimento societario e l’audizione della ministra Bernini L’inchiesta non si ferma alle sole responsabilità penali individuali. Nel registro degli indagati è stato iscritto anche il gruppo Multiversity (di cui fa parte l’Università Pegaso) in base al Decreto Legislativo 231 del 2001. All’ente viene contestata una responsabilità omissiva a titolo di colpa: la Procura ipotizza, in sostanza, che i modelli organizzativi della società non siano stati sufficientemente idonei a prevenire i presunti reati commessi dai singoli soggetti legati all’ateneo. In questo quadro di accertamenti a tutto campo, i magistrati hanno ritenuto necessario raccogliere elementi anche da figure istituzionali al vertice del sistema universitario italiano. Nelle scorse settimane, infatti, è stata ascoltata in qualità di testimone (ovvero come persona informata sui fatti e non sottoposta a indagini) la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. I dettagli dell’audizione restano al momento secretati, ma il colloquio testimonia la volontà della Procura di chiarire ogni aspetto regolatorio e ispettivo legato alle attività del gruppo. La replica della difesa: «Fatti circoscritti, siamo parte lesa» Mentre gli indagati avranno la possibilità di replicare alle contestazioni e presentare le proprie memorie difensive nei prossimi passaggi del procedimento, l’attuale governance di Pegaso ha già delineato una netta linea di demarcazione rispetto al passato. Fonti vicine all’università telematica precisano che le condotte al centro delle verifiche giudiziarie risalirebbero a diversi anni fa e sarebbero rigorosamente circoscritte a specifiche e isolate aree accademiche. Non solo: l’ateneo rivendica con forza il ruolo di parte lesa all’interno dell’inchiesta. Sarebbe stata proprio la nuova gestione della Pegaso a presentare, in tempi non sospetti, un esposto formale all’autorità giudiziaria nei confronti di alcuni ex dipendenti, successivamente allontanati dalla struttura. Dalle stanze di Multiversity si ribadisce infine la massima fiducia nella magistratura e la prosecuzione di una collaborazione trasparente con gli inquirenti, sottolineando l’attuale e rigoroso rispetto della compliance, dell’integrità istituzionale e della qualità accademica.