Estorsione, De Cesare condannato a 4 anni - Le Cronache Ultimora
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Estorsione, De Cesare condannato a 4 anni

Estorsione, De Cesare condannato a 4 anni

Ciro De Cesare, ex attaccante della Salernitana, è stato condannato a quattro anni di reclusione per estorsione. I fatti risalgono a circa dieci anni fa, quando l’ex calciatore granata era legato sentimentalmente a Cristina Pagliarulo, la donna di Giffoni Valle Piana deceduta lo scorso 25 marzo al pronto soccorso dell’ospedale di Salerno. Nel maggio 2017, l’allora pubblico ministero Roberto Penna firmò l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dell’ex calciatore e di un altro uomo che, secondo gli investigatori, avrebbe agito insieme a lui. Diversi gli episodi contestati a De Cesare. Per futili motivi, avrebbe danneggiato l’autovettura di Cristina Pagliarulo, rompendo lo specchietto retrovisore e ammaccando la portiera sinistra e il tettuccio del veicolo. Inoltre, a bordo di una moto, avrebbe affiancato pericolosamente l’auto condotta dalla donna che, per evitare di uscire di strada, sarebbe stata costretta a imboccare una traversa laterale. Secondo gli atti dell’inchiesta, insieme all’altro indagato l’ex attaccante avrebbe preso di mira anche il marito della donna. Nell’avviso di conclusione delle indagini firmato da Penna si legge infatti che i due, «in esecuzione di un medesimo disegno criminoso e in concorso tra loro, procedendo a bordo di un’auto condotta dal Balzano, costringevano Basso Francesco, che nel frattempo viaggiava a bordo di un camioncino, a fermarsi. Successivamente, dopo essere scesi dal veicolo, gli si avvicinavano, ponendo in essere atti diretti in modo non equivoco a costringerlo a convincere la moglie, Cristina Pagliarulo, a ritirare la denuncia che aveva precedentemente sporto nei confronti di De Cesare». Il tentativo, secondo la Procura, era finalizzato a ottenere il ritiro della denuncia presentata dalla donna nei confronti dell’ex calciatore, ma non si concretizzò per cause indipendenti dalla volontà degli indagati. Per il “Toro di Mariconda”, oggi tecnico dell’Under 17 della Salernitana, il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per estorsione continuata e atti persecutori. Secondo l’accusa, la donna aveva prestato all’ex compagno circa 100mila euro. De Cesare, pur di ottenere ulteriori somme di denaro, sarebbe arrivato a minacciarla, anche di morte. Non solo violenza psicologica, ma anche episodi di violenza fisica che spinsero Cristina Pagliarulo, nel gennaio 2016, a sporgere denuncia. Da quella denuncia presero il via le indagini e il successivo processo, conclusosi oggi con la condanna a quattro anni di reclusione. Se la difesa aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato, il pubblico ministero aveva sollecitato una condanna a due anni. Il giudice ha invece inflitto una pena più severa, ritenendo fondate le accuse contestate. Ora, la famiglia di Cristina attende un altro processo, quello contro i medici del Ruggi. Pagliarulo entrò al pronto soccorso alle 3.05 del 3 marzo del 2025. Dieci ore dopo venne sottoposta a una tac, i cui risultati indicavano chiaramente un’ischemia intestinale. Se operata in tempo, come rivelato poi dalla relazione tecnica dell’autopsia, poteva essere salvato. Nel registro degli indagati sono iscritte sette persone fra medici e paramedici. Da allora, mamma Giovanna non si è mai arresa e porta avanti la sua battaglia per chiedere giustizia per sua figlia, vittima di malasanità.