E’ morto Filippo Civale, l’innamorato della chiesa di Maria Santissima dell’Avvocata, santuario a circa 900 metri sul Falerzio a Maiori, un monte che imparò a conoscere nella sua asprezza inerpicandosi per i sentieri fino in cima da quando era bambino, con la madre che gli trasferì la fede in Dio e l’amore per la Madonna, quella Madonna in particolare, che stava così in alto. Filippo per l’intera sua vita è salito e risalito verso l’Avvocata, fatica più sopportabile in presenza di certe motivazioni, e lo ha fatto fino a poco tempo fa, fin quasi a 90 anni, prima che un’auto lo investisse mentre attraversava la strada, portandolo alla morte dopo alcuni giorni di tentativi e speranze in ospedale a Salerno. Filippo camminava sempre, lunghissime passeggiate infra e extra comunali, lo faceva ancora a 89 anni, insieme a regolari esercizi fisici, mangiava con attenzione, curava se stesso perché aveva capito che la mente, anzi l’anima è più sana, sicuramente più libera se la materia del corpo è curata, in fondo, per lui questo era il disegno divino, l’equilibrio che regola la nostra esistenza. In altra ottica, oggi sarebbe arruolato tra i cosiddetti salutisti, qualcosa del genere, ma depurare la sua figura della profonda radice religiosa significherebbe sofisticarla. Ha raccolto il suo mondo in due libri, rigorosamente autofinanziati, e i suoi amici Gerardo Russomando e Stefano Della Pietra ne hanno curato alcune fasi dell’edizione e della promozione, volevano entrambi molto bene a Filippo, non uno splendido novantenne come tanti, ma uno che aveva qualcosa in più. E quel qualcosa era sicuramente nascosto nel mistero di quelle scalate verso la Madonna dell’Avvocata di cui parlava incantato e incantando, con giovani e vecchi. Si dedicò con lo stesso spirito alla famiglia e al lavoro, che oggi lo piange insieme a tanti. I funerali si terranno domani, venerdì 29 maggio alle 17,00 nella Collegiata di Santa Maria a Mare a Maiori. (foto il Vescovado)





