Marenghi: Salerno non ha mai conosciuto alternanza - Le Cronache Salerno
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Marenghi: Salerno non ha mai conosciuto alternanza

Marenghi: Salerno non ha mai conosciuto alternanza

Ha scelto il Polo Nautico Gherardo Maria Marenghi che, ieri sera, ha chiuso la sua campagna elettorale nel quartiere Pastena. Il candidato sindaco è espressione di Fratelli d’Italia ed è riuscito a presentarsi con il centrodestra unito e quattro liste a suo sostegno: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Prima Salerno e Noi Moderati. «Il tempo è passato inesorabilmente: sono trascorsi esattamente due mesi da quel martedì 24 marzo in cui iniziò questa avventura e non posso non manifestare il mio più sentito ringraziamento ai vertici del mio partito, nella persona dell’onorevole Imma Vietri, del senatore Antonio Iannone, dell’onorevole Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri, e dell’avvocato Michele Sarno, commissario cittadino di Fratelli d’Italia, che ha fortemente voluto la mia candidatura, dimostrando che in politica con i personalismi non si va da nessuna parte, mentre lavorando in squadra si possono costruire e raggiungere risultati importanti», ha dichiarato l’aspirante primo cittadino, ringraziando anche gli alleati della coalizione. Marenghi ha poi spiegato le ragioni della sua candidatura, partendo dalla necessità di un rinnovamento politico e amministrativo della città. «Da dove nasce questa candidatura? Da un’esigenza di cambiamento che deve fare i conti anche con i dati, spesso impietosi, della realtà. In una discussione con l’avvocato Sarno abbiamo analizzato le ragioni per le quali, nonostante il malcontento crescente nei confronti di chi ha governato troppo a lungo questa città, il riscontro elettorale per la nostra area sia stato spesso negativo». Il candidato sindaco ha quindi sottolineato come, a suo avviso, a Salerno sia mancata negli ultimi decenni l’alternanza politica: «In 33 anni Salerno non ha mai conosciuto quel fenomeno fisiologico e doveroso della democrazia che è l’alternanza. Dal 1993 questa città ha avuto un solo padrone». Non è mancata, però, anche una riflessione autocritica sul percorso del centrodestra cittadino. «Probabilmente qualche errore lo abbiamo commesso. La storia consegna un dato inequivocabile: in passato ci sono stati uomini che hanno tradito il mandato degli elettori passando sotto le insegne del deluchismo. Questo, con le persone presenti qui stasera, non si verificherà», ha aggiunto Marenghi. Ampio spazio è stato dedicato anche ai problemi economici e occupazionali della città. «Perché i giovani vanno via da Salerno? Perché il tessuto produttivo è stato distrutto e mortificato. Noi non abbiamo più un’area industriale né un’imprenditoria industriale, nonostante esista un consorzio teoricamente deputato allo sviluppo industriale». Secondo Marenghi, anche il commercio vive una fase particolarmente delicata: «Ogni giorno una saracinesca chiude. Sopravvivono soltanto attività che non rappresentano la nostra storia e la nostra identità. La nostra proposta politica vuole restituire Salerno alla sua tradizione e alla sua identità di città mediterranea». Il candidato sindaco ha poi rilanciato la necessità di valorizzare il patrimonio storico e culturale cittadino, criticando alcuni modelli di promozione turistica adottati negli ultimi anni. «Noi non abbiamo bisogno di somigliare a Montecarlo; dobbiamo recuperare il meglio della nostra storia», ha affermato, ribadendo il no a «un’offerta turistica appiattita sulla suggestione delle Luci d’Artista, che blocca il traffico cittadino senza creare reali benefici per i commercianti». Infine, Marenghi ha illustrato la sua idea di sviluppo turistico per Salerno: «Immaginiamo una città capace di accogliere i turisti attraverso itinerari dedicati al Duomo, al Castello di Arechi, a San Pietro a Corte e al Forte La Carnale. Vogliamo costruire una proposta che sia davvero degna della tradizione della Scuola Medica Salernitana». Marenghi ha poi affrontato il tema dell’impiantistica sportiva, accendendo i riflettori sul degrado in cui versa lo stadio Vestuti, il PalaTulimieri e lo stadio Arechi. «E un altro punto sul quale, rischiando di essere impopolare, mi sono battuto nella campagna elettorale: il futuro dello sport non può prescindere dai privati. Non ci può essere un uomo che, per tenere tutto sotto controllo, tarpa le ambizioni degli altri! Perché un conto è la passione, e ci sono tanti amici qui tifosi della Salernitana che rappresenta forse in Europa una delle tifoserie più grandi che ci sia per il suo calore, ma l’imprenditore viene qui per ragioni di carattere economico ed è legittimo che, seguendo il solco e l’insegnamento che viene dall’Inghilterra, si pensi di realizzare uno stadio privato. La pubblica amministrazione non deve ostacolare queste iniziative per manie di protagonismo, deve favorirle! Altrimenti non c’è da stupirsi se chi è venuto decide di andare via. Paghiamo sempre il narcisismo di chi vuole comandare e di chi vuole essere l’uomo solo al comando. Nella famiglia del centrodestra questo vizio non c’è», ha detto ancora il docente universitario. «Nella campagna elettorale, nelle emozioni, nei tumulti della campagna elettorale mi sono sentito sempre primus inter pares e ho avuto una solidarietà totale da tutti i vertici del mio partito. E credo, per dare un senso alle ragioni della mia scelta, che quando un uomo riceve dal bene, da una città, deve essere anche pronto a dimostrare la sua gratitudine. Non so se sarò in grado di ripagare ma ci provo. Questa è la città dove mi sono realizzato professionalmente, dove ho costruito la mia famiglia, dove ho incontrato e consolidato i miei affetti, ed è giunto il momento di dare un contributo di libertà per risollevare le sorti di questa città, che ha un altro grandissimo problema, un problema nuovo che non le è mai appartenuto: quello della sicurezza. Salerno è stata per anni un’isola felice nella Campania. I nostri simboli sono in declino, uno dei simboli della nostra città è oggi la rappresentazione plastica di questa crisi, che è il nostro lungomare. Sfido chiunque a negare che, soprattutto per una donna, può essere pericoloso passeggiare la sera perché è un pullulare di microcriminalità, di persone che vengono da fuori e sono libere di farlo ma non se non rispettano le regole. E una proposta politica di centrodestra non può non mettere al centro della sua agenda programmatica la sicurezza e l’ordine pubblico, lavorando in costante sinergia con lo Stato, con le forze dell’ordine per garantire a Salerno di rivivere i fasti del suo passato», ha concluso il candidato sindaco del centrodestra.