di Antonio Manzo L’Università di Salerno è costretta dal Consiglio di Stato ad annullare e rivedere l’esito di un concorso per docente ordinario di sociologia alla facoltà di scienze umane. Il concorso estromette dopo la nomina a docente ordinario il professore Giuseppe Masullo. Ora la sentenza del Consiglio di Stato con la quale i giudici accolgono il ricorso del professore Paolo Diana. Un nuovo caso nell’università di Salerno dapprima scossa per lre indagini sul Garante della Privacy ed ora dai presunti maltrattamenti sessuali denunciati da un sito studentesco in danno di allieve. L’ Unisa torna nel mirino dell’attualità, qualora ne fosse mai uscita. La presunta impunità dell’accademia dell’università di Salerno e l’acclarata immunità grazie anche a “indulgenze” ricorrenti della magistratura salernitana e nocerina disattente anche ai clamorosi esiti di documentate inchieste giornalistiche. Prime fra tutte quelle con le vicende accademiche salernitane segnate dal fenomeno dell’amichettismo e del familismo cattedratico, fino a quelle da qualche mese all’attenzione dei pm romani nell’inchieste sul Garante della privacy presieduta dal professor Pasquale Stanzione, docente emerito dell’ateneo salernitano e guida in Italia dei concorsi di diritto privato comparato. Il professore Giuseppe Masullo era stato nominato docente universitario di prima fascia di sociologa generale nel dipartimento retto dal professor Maurizio Sibilio, lo stesso dove si verificò la cacciata organizzata con un giro di commissione di valutazione del ricercatore Tommaso Indelli dopo 15 anni di servizio alla cattedra del professor Claudio Azzara. Il Tar Salerno aveva riformato la prima sentenza sui ricorsi Masullo-Diana compiendo, secondo i giudici del Consiglio di Stato un salto logico: ad essere viziata non era soltanto la valutazione della commissione bensì, più a monte, la stessa ammissione alla procedura del candidato Masullo che aveva reso una dichiarazione non veritiera tra i titoli di pubblicazione scientifica. Il concorso Diana-Masullo non offrirebbe, al momento, quegli elementi tipici dell’amichettismo noti, per ora, solo al riserbo dell’ambiente accademico. Fatto è che il concorso è stato annullato per titoli scientifici non veritieri. Il docente Masullo, in solido con l’università di Salerno costretta a rivedere il concorso, è stata condannata per le spese sostenute dal docente Masullo nei due gradi di giudizio (Tar e Consiglio di Stato). Ora la parola passa al vertice dell’ateneo e al direttore del dipartimento Maurizio Sibilio.





