Aliberti, risultato importante, ora incidere sui piccoli comuni - Le Cronache Ultimora
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Aliberti, risultato importante, ora incidere sui piccoli comuni

Aliberti,  risultato importante, ora incidere sui piccoli comuni

Un risultato non del tutto scontato, soprattutto a seguito dell’unione del centrodestra, che si è presentato compatto all’appuntamento dell’elezione del presidente della Provincia di Salerno. A spuntarla è stato il sindaco di Bellosguardo, Geppino Parente, con circa il 60% di preferenze a fronte del restante 40% ottenuto dallo sfidante sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Con quest’ultimo che ha fatto una approfondita analisi del voto.

Sindaco, partiamo dall’esito di questa votazione. Se lo aspettava?

“Non ho mai pensato, neanche per un attimo, di poter vincere le elezioni provinciali. Basta osservare i numeri: su 175 consiglieri comunali delle città di prima fascia, quanti appartengono davvero ai partiti della mia coalizione? E questo senza nemmeno considerare i piccoli comuni, ancora sotto l’egemonia delle comunità montane, e l’influenza esercitata su diversi enti, compresa l’ASL, riconducibile a Vincenzo De Luca”.

Cosa è successo secondo lei? Con il centrodestra che tra l’altro si è presentato unito e compatto.

“Siamo arrivati al 40%, nonostante uno schieramento imponente messo in campo dall’esterno della Provincia di Salerno. Con amministratori chiamati a raccolta su indicazione dei capibastone, espressione della stessa logica politica riconducibile a Vincenzo De Luca”.

Che fotografia le consegna questa votazione?

“Per scardinare il sistema di potere costruito in Provincia di Salerno serve unità, ma anche la capacità di andare oltre i confini del centrodestra. Se è vero che l’80% dei voti provenienti dai comuni di prima fascia, quelli sopra i 30.000 abitanti, arriva da amministrazioni strutturate, in gran parte guidate dal centrosinistra (fatta eccezione per Scafati), allora il dato più significativo è un altro: proprio da lì abbiamo ottenuto 1.000 voti ponderati in più rispetto all’altra parte politica. Un risultato ancora più rilevante se si considera che parliamo di consiglieri e assessori che, pur non potendo votare direttamente, rappresentano ciascuno centinaia di voti. Resta però il limite di una legge iniqua, che non garantisce un equilibrio reale di rappresentanza tra i consiglieri e il corpo elettorale”.

Un suo messaggio al neo presidente eletto.

“Spero che riesca a essere davvero autonomo dalle logiche di De Luca, capace di sganciarsi dalle dinamiche di partito come tra l’altro impone la legge Delrio e di dare risposte concrete ai 158 comuni della seconda provincia più grande d’Italia”.

Secondo lei, questa nuova amministrazione sarà in grado di dare risposte concrete ai cittadini dell’intera Provincia di Salerno?

“Non credo che cambierà molto rispetto a quanto hanno dimostrato dal 2014 a oggi, se non per qualche raro esempio di buona amministrazione da parte di presidenti con una lunga esperienza e una reale autonomia dall’ex presidente della Regione. Non mi aspetto risultati significativi sulle competenze proprie della Provincia, né risposte adeguate per i sindaci e gli amministratori, ai quali ieri come oggi andrebbero aperte le porte di Palazzo Sant’Agostino, al di là delle appartenenze politiche. Un ringraziamento va alla coalizione di centrodestra: a quei pochi che si sono impegnati fino in fondo credendoci davvero, a chi è rimasto a guardare, e anche a chi ha esultato per la sconfitta, più che per il risultato. L’unità del centrodestra va praticata, non solo dichiarata, e deve saper attrarre quel mondo civico che è stato la mia vera forza. Se ci fossimo basati esclusivamente sugli amministratori iscritti ai partiti del centrodestra soprattutto nei comuni sopra i 30.000 abitanti, quasi tutti amministrati dal centrosinistra (tranne Scafati) difficilmente avremmo raggiunto un risultato che, per queste condizioni, resta comunque straordinario”.

Le elezioni del presidente della Provincia consegnano un Aliberti consapevole del risultato che si sarebbe potuto ottenere. A ciò si aggiunge una sempre evidente avversione nei confronti dell’ex governatore della Campania, sottolineata in più riflessioni. Una sfida che sembra essere infinita.

Mario Rinaldi