di Alfonso Malangone*
La situazione finanziaria del Comune deve essere davvero traballante se è vero, come è vero, che il Commissario Prefettizio ha di recente ritenuto di inasprire ulteriormente l’imposizione ritoccando al rialzo alcune voci delle entrate. Per di più, sull’argomento si leggono quotidiane dichiarazioni preoccupate dei candidati alle prossime elezioni, non si sa fino a che punto pienamente consapevoli del problema, e pure di coloro che hanno governato la Città per anni e, dopo averne ufficializzato il pre-dissesto con l’adesione al decreto aiuti, propongono oggi salvifiche azioni di riequilibrio. Comunque sia, ai cittadini è consentito solo di prendere atto del dramma e rassegnarsi in silenzio. Epperò, qualcosa è pure giusto dire quando, come di recente, il contributo alla mensa scolastica viene esteso alle famiglie con ISEE 0, sì proprio ZERO, mentre ad altre si offrono spettacoli teatrali del costo di 5,5milioni di euro a fronte di un contributo biglietti di appena 500mila euro. Il 10%. Viene il dubbio che equità e coesione sociale non siano un obiettivo per l’Ente. All’atto della nomina del Commissario-traghettatore, da più parti fu espresso l’auspicio di un intervento volto alla puntuale revisione del Bilancio per verificare il rispetto della normativa e l’applicazione rigorosa dei principi contabili. In effetti, qualche perplessità non era mancata, in passato, sulla certezza delle poste più significative tra quelle utilizzate per il calcolo del Disavanzo di Amministrazione, massimo indicatore dello stato di salute dell’Ente. Ora, dopo la lettura del Consuntivo 2026, di recente deliberato dal Commissario, neppure manca qualche delusione per la conferma della sua usuale impostazione. Per questo, benché non sia agevole discutere dell’argomento in poche righe, è opportuno tentare di capirci qualcosa in termini semplici e sintetici. Ovviamente, nella veste di apprendisti, è d’obbligo fare salvo ogni errore. Va preliminarmente sottolineato che il Disavanzo è il risultato della somma algebrica tra il saldo di Cassa + i Crediti da riscuotere – i Debiti da pagare. I Crediti sono le somme dovute dai cittadini, non corrisposte nell’anno, per l’imposizione locale, i canoni, i fitti, le multe e altro, nonché quelle per i contributi concessi e non versati da Regione, Governo e da qualsiasi altro soggetto, per i mutui residui da incassare, per i recuperi di spese anticipate conto terzi e così via. I Debiti sono le spese non ancora sostenute per le attività svolte. Questo saldo, necessariamente positivo, perché sarebbe un disastro se negativo, si definisce Risultato di Amministrazione ed esprime la ricchezza in eccesso utilizzabile per la crescita dei servizi o il miglioramento della loro qualità. Epperò, essa non può considerarsi interamente destinabile poiché, se i debiti dovranno essere pagati in quanto frutto di impegni certi, non è detto che i crediti saranno puntualmente riscossi, soprattutto quelli nei confronti dei cittadini. Così, il Risultato di Amministrazione deve essere depurato da una quota di mancate entrate tributarie, calcolata con criteri che qui non è il caso spiegare, da somme da accantonare per il rimborso di debiti finanziari pregressi e da possibili esborsi connessi a rischi potenziali. Quello che resta, se positivo, costituisce l’Avanzo di Amministrazione davvero disponibile. Se, però, le quote elaborate eccedono il Risultato di Amministrazione, si è in presenza di un Disavanzo da ripianare con maggiori entrate e/o riduzioni di spese. Bene. Il Comune di Salerno ha oggi un Disavanzo residuo di -100milioni di euro che si è impegnato ad azzerare entro il 2044 con il prevalente ricorso all’imposizione e alla vendita di beni pubblici. Ad oggi, comunque, la situazione non dovrebbe essere fonte di preoccupazioni per tre precise motivazioni già oggetto di riflessione (su queste pagine il 23 scorso) e. precisamente: – la tabella del piano di rientro risulta pienamente rispettata; – il Governo ha concesso un contributo in rate annuali per residui 64milioni, fino al 2033, così che il Disavanzo effettivo è di ‘appena’ 36milioni (100-64)); – a fine 2025 nelle casse del Comune c’era un importo ‘mostruoso’ di 85.231.213,35. A questo punto, una domanda è ovvia: “quale anomalia può giustificare le apprensioni per il futuro?” Ovviamente, ci possono essere cause diverse ma, alla luce dei tre punti appena riferiti, quella che può meritare la maggiore attenzione sembra da riferire alla qualità dei Crediti, cioè dei Residui attivi, poiché, laddove non fossero incassabili in tutto o in parte, risulterebbe del tutto ‘falsato’ sia il calcolo del Disavanzo che l’intero piano di rientro. Per questo, volendo comprendere il senso delle cose, si deve analizzare questa componente a fine 2025. Prima, però, è indispensabile una premessa: la Corte dei Conti, con più sentenze, ha stabilito che i crediti dell’ultimo biennio possono essere riportati senza alcuna attestazione in merito alla loro ‘vitalità’, quelli dai tre ai cinque anni hanno bisogno della giustificazione e quelli oltre i cinque anni debbono essere cancellati senza pietà. Del resto, già l’Agenzia delle Entrate azzera in automatico le cartelle oltre i cinque anni se non azionate e, quindi, sostanzialmente prescritte. Inutile andare oltre perché la materia è davvero indigesta. A questo punto, la prima cosa da osservare è che, da un decennio e forse più, l’altezza annuale dei Residui Attivi oscilla stabilmente tra i 420 e i 470milioni di euro. Un importo straordinario che agisce in termini molto positivi sul calcolo del Disavanzo. E, questa, sarebbe già un’anomalia. Poi, entrando nel dettaglio, si rileva che il totale a Dicembre scorso era pari a 457,1milioni, di cui 155,0 in scadenza quest’anno per prescrizione. Quello che sorprende di più è la loro composizione: Tari per 92,0milioni, di cui 40,2 in scadenza; Imu per 50,0milioni, di cui 16,3 c.d.; Multe per 48,3milioni, di cui 36,0 c.d.; Fitti/sanzioni per 5,4miliioni, di cui 1,4 c.d.; Canoni pubblicità per 1,0milioni, tutti in scadenza. Sono le poste più consistenti che, comunque, se fossero incassate potrebbero spingere il Comune a offrire il caffè ai cittadini. Va aggiunto che nel 2025 sono stati già ‘cancellati’, perché inesigibili, crediti per Imu pari a 15,6milioni; per Tari pari a 20,3milioni; per Multe pari a 38,5milioni e altro ancora (fonte: Relazione al Bilancio). In totale, è stata azzerata una ‘ricchezza’ di 79,7milioni di mancati incassi. Una montagna di numeri ‘vuoti’. Ovviamente, adesso vien da chiedere se quelli rimasti sono davvero vivi, anche in relazione ad alcune informazioni di stampa su presunte criticità nell’azione di riscossione. Tuttavia, non è finita qui, perché ci sono pure Crediti inspiegabili: un mutuo impianti sportivi di 2,1milioni dal 1989(!); alcuni contributi Statali per il nuovo Tribunale di 14,3milioni dal 1993(!) al 2015; il recupero di somme anticipate a terzi per 350mila euro dal 2011 e 2013(!); i contributi della Regione per il Premio Charlot per 868mila euro dal 2018(!); due contributi Scabec per 175mila euro dal 2019-2021-2022; l’utile da partecipate per 3,5milioni dal 2023; le somme anticipate a Salerno Pulita e Autorità Portuale per 1,8milioni dal 2023; i proventi del campo fotovoltaico di Eboli per 9,9milioni dal 2023. Impossibile proseguire, perché le causali sono decine e decine in centinaia di pagine. Per questo, la ricostruzione è riportata con ogni riserva. E, in definitiva: “perché queste somme, certificate e pubbliche in massima parte, non sono state incassate?” E’ evidente che non potendo far ricorso a nuovo indebitamento per pagare le spese correnti, la mancata riscossione dei Crediti può imporre solo la crescita degli incassi, anche mettendo una ‘tassa’ sul pranzo dei bimbi per le famiglie con ISEE da 0 a 6.000euro. Redditi da fame inadeguati a pagare la fame. Nel periodo di transizione sono stati deliberati, e lo sono tuttora, provvedimenti di vario genere nell’interesse dei cittadini. Di certo, sarebbe stato giusto pure approfondire la faccenda dei Residui attivi, perché anche questo è un interesse dei cittadini. La Comunità non può essere considerata solo spettatrice pagante dalla quale attingere per ripianare le conseguenze di scelte perverse e inique fatte negli anni e pure dichiarate a suo beneficio. Dire la verità sul Bilancio sarebbe un modo per testimoniare la partecipazione emotiva ai sacrifici almeno della componente più debole. Una prova di amore. Salerno ha davvero bisogno di amore. *Ali per la Città





