Trent’anni di bandiere che fendono l’aria, di tamburi che scandiscono l’identità di un territorio e un’evoluzione costante che ha trasformato un gruppo di giovani sognatori in un’eccellenza internazionale della rievocazione storica. L’Ente Culturale “Città Regia”APS taglia il traguardo dei suoi primi 30 anni di vita (1995-2025) e si prepara ad un 2026 ricco di eventi (che godono del patrocinio del Comune di Cava de’Tirreni) inseriti in una particolare operazione culturale di fusione della memoria storica con le più moderne tecnologie immersive. Il Trentennale: tra futuro digitale e Vaticano. Eventi da aprile a dicembre 2026 Le celebrazioni si apriranno ufficialmente ad aprile 2026 nella sala “Gino Avella” della sede di Città Regia (via Caliri, Cava de’Tirreni) con la presentazione del MUDS (Museo Digitale degli Sbandieratori Città Regia), nato dall’ideazione di Alex Giordano e realizzato da Eugenio Pisani e Luana Tortora della società “SPUN”. Si tratta del primo museo immersivo in Italia dedicato a quest’arte: un ecosistema tecnologico che, attraverso visori VR e contenuti in 12K, prodotti in loco con tecnologia VR360, integrati da elementi interattivi e da contenuti video-documentaristici, permetterà al pubblico di vivere le esibizioni storiche all’interno della Badia di Cava o nel Borgo medievale con una prospettiva a 360 gradi. In dettaglio, sono stati realizzati: un documentario immersivo in VR360 8K 3D HDR che introduce lo spettatore alla storia del MUDS e dell’identità cavese; esperienze VR360 immersive stand-alone dedicate alle esibizioni integrali degli sbandieratori in tre location simboliche: la Badia di Cava de’ Tirreni, il Borgo medioevale della Città, l’Ippodromo di Agnano; approfondimenti tematici su storia, costumi, musica e coreografie; un trailer interattivo, pensato per promuovere l’accesso in loco al museo; giornate di shooting VR on-site, svolte in ambienti interni ed esterni, con regia, troupe specializzata e strumentazione a 360° per la creazione degli ambienti 3D e delle riprese a immersività totale. Tutti i contenuti sono originali, non presenti sul mercato, realizzati ad hoc per l’ente promotore, e rappresentano asset digitali a lungo termine per l’esperienza museale. Il calendario toccherà vette istituzionali e spirituali a maggio 2026, quando il gruppo volerà a Roma in Piazza San Pietro per l’Udienza Generale di Sua Santità Papa Leone XIV, dove riceverà la benedizione del Gonfalone celebrativo del trentennale. In estate e autunno, la festa tornerà nelle piazze con l’evento spettacolo “90 Bandiere (e un Tuono) nel Borgo”: un’installazione umana dinamica lungo il corso porticato di Cava de’ Tirreni, dove una catena ininterrotta di sbandieratori darà vita a un’unica, immensa onda cromatica. A settembre, le celebrazioni si chiuderanno con un grande Gemellaggio Nazionale che vedrà il ritorno a Cava dei gruppi storici facenti parte della Federazione Italiana Antichi Giuochi e Sports della Bandiera, legati all’Ente sin dall’inaugurazione della storica sede di via Caliri dedicata a Gino Avella. Innovazione e Storytelling Oltre alle esibizioni live, il trentennale sarà celebrato attraverso la produzione cinematografica. Il cortometraggio “Il Peso del Vento” e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per l’animazione delle foto d’archivio mostreranno come la tradizione possa dialogare con i linguaggi della Gen Z, trasformando la “fabbrica dei sogni” di via Caliri in un modello di rigenerazione culturale unico nel suo genere. Convegni e libri: Tra gli eventi anche convegni e presentazioni di libri. In particolare, il 6 ottobre nella sede dell’Ente Città Regia sarà presentato il volume “Cava ed il Regno di Napoli nella rivolta di Masaniello 1647/1648” di Pino Foscari. Si affronterà il tema della rivolta di Masaniello nei suoi effetti “nazionali” e in quelli relativi alla Città de la Cava. Il presupposto è il forte legame tra Napoli e la Città de la Cava dove la rivolta fu più stratificata e decisamente più riformatrice, a causa della sua spiccata identità dovuta al sentimento filomonarchico, al legame con Napoli e soprattutto alla condizione di città demaniale. Lo status di “demanio regio” conveniva al ceto medio che non avevano in animo di inimicarsi la Corona, ma il patriziato fu protagonista della sollevazione cavese fino ad ottenere, nel luglio del 1647, la sua fetta di potere con la rotazione dei sindaci per distretto. Tutto ciò sarà argomento di approfondimento nel convegno. Alla fine della serata si terrà una cena con piatti tipici del ‘600 napoletano.«Trent’anni non sono solo un traguardo numerico – dice il sindaco di Cava de’Tirreni, Vincenzo Servalli – ma rappresentano un lungo viaggio fatto di passione, dedizione e amore per l’arte della bandiera. In questi anni siete stati i custodi di una tradizione trasformando il volteggio di una bandiera in un linguaggio universale che parla di identità, di appartenenza e di eccellenza, ma soprattutto scuola di vita. Avete accolto generazioni di giovani, insegnando loro il valore del sacrificio, della disciplina e del lavoro. Grazie per essere ambasciatori della nostra città e per la bellezza che continuate a regalare alle nostre piazze. Che il vento continui a gonfiare le vostre bandiere e che la vostra energia possa ispirare ancora tante generazioni di cavesi». «Esprimo con entusiasmo il mio plauso per il trentennale dell’Ente Culturale “Città Regia”, un esempio virtuoso di come la memoria storica possa trasformarsi in un asset strategico per il futuro – afferma il presidente della Camera di Commercio Andrea Prete – La storia di questo Ente dimostra che la cultura e le tradizioni non sono solo eredità del passato, ma motori pulsanti, non solo di coesione sociale, ma anche di sviluppo economico». «Nel festeggiare l’associazione, oltre a presentare il libro, vogliamo mettere assieme alcuni eventi fondamentali per Cava e la Città Regia – spiega Pino Foscari, docente e tra i fautori del convegno – Durante la rivolta, il patriziato e la plebe si uniscono per mandare a casa il vecchio potere, un accordo tra l’alto e il basso della società, contro un’oligarchia che durava da decenni. C’è una documentazione che pubblicai e che verrà rianalizzata, un documento che attesta questa alleanza e parla di insegne spiegate da parte dei rivoltosi. Lo fanno con i vessilli degli Asburgo. Una rivolta che contiene aspetti di lotta sociale, esaminati con molta attenzione anche dalla storiografia. Il territorio di Cava era molto legato a tradizioni militari. Come mai Cava riesce a diventare una città media del Mezzogiorno? Perché cura molto l’aspetto della sicurezza e la tutela dei sudditi. Con l’associazione Città Regia ricorderemo quei privilegi, la demanialità, il concetto di sicurezza, l’espansione economica e demografica. La stessa associazione farà una ricostruzione con le scuole di bandiera che rappresenta il vessillo della città e l’identità della comunità».«La mia sfida è stata quella di costruire un percorso narrativo che rompesse con la celebrazione nostalgica per abbracciare quella che definisco la “Visione del Paradosso del Vento” – racconta Giovanni Basile, direttore artistico della mostra di ottobre – Ho osservato l’Associazione Città Regia non come un archivio storico, ma come un organismo vivo: la sua identità non risiede nella staticità di un simbolo, ma nel suo movimento.





