Fonderie Pisano e Salernitana De Luca: Sono preoccupato - Le Cronache Ultimora
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Fonderie Pisano e Salernitana De Luca: Sono preoccupato

Fonderie Pisano e Salernitana De Luca: Sono preoccupato

di Erika Noschese

Da un lato la Regione Campania e le Fonderie Pisano impegnate nel dialogo per salvaguardare i livelli occupazionali; dall’altro Vincenzo De Luca che – dopo dieci anni da presidente della Giunta regionale e, prima ancora, da sindaco – torna ad occuparsi della questione, intervenendo con messaggi dal chiaro sapore elettorale. Da Fratte – dove De Luca ha tenuto l’ennesimo appuntamento con i suoi elettori per rilanciare, ancora una volta, Salerno come città dello sport – si torna a parlare delle Fonderie Pisano. Un fatto inusuale per l’ex governatore, che negli anni ha spesso scelto la via del silenzio, evitando di intervenire sulla vicenda. Oggi però, in piena campagna elettorale, torna sul tema, sottolineando la necessità di realizzare un piano industriale moderno da collocare in un’area non urbanizzata. «Chi inquina non può stare in un’area densamente abitata. Noi siamo contro la demagogia: la salute dei cittadini è la priorità assoluta. Dopodiché c’è un problema che riguarda il lavoro e decine di famiglie – ha dichiarato De Luca – Dobbiamo spingere la proprietà Pisano a presentare un piano industriale, che ancora non c’è, basato su investimenti e tecnologie moderne e non inquinanti, da collocare in una parte del territorio regionale lontana dai centri abitati. Credo che questa soluzione sia ragionevole e possa essere perseguita senza difficoltà». Il candidato sindaco conferma però quanto già emerso: in città non ci sono spazi disponibili per un eventuale insediamento. «Il Comune di Salerno ha un territorio di 59 chilometri quadrati: non mi pare ci siano possibilità qui. Tuttavia, nella regione esistono diverse realtà che, sulla base di un confronto con le amministrazioni locali e con i cittadini, potrebbero accogliere un progetto fondato su un piano industriale moderno. Non si può continuare a lavorare con processi industriali inquinanti a ridosso delle abitazioni. Qualche anno fa si ipotizzò un trasferimento nell’area di Avellino, ma si trattava di zone caratterizzate da vigneti di qualità: una soluzione incompatibile con attività industriali di questo tipo». Per De Luca «bisogna trovare soluzioni ragionevoli, ma anche comprendere che ci sono lavoratori che non possono perdere il proprio sostentamento. Trovo davvero insopportabile la demagogia: anche qui a Fratte c’è chi pensa di vivere di propaganda politica per anni, senza preoccuparsi dei risultati concreti. Intanto, la proprietà Pisano ha presentato ricorso al TAR. A metà aprile si discuterà la richiesta di sospensiva: non si entrerà nel merito, ma si valuterà se sospendere la decisione della struttura tecnica della Regione sull’autorizzazione ambientale. Tuttavia, lo ribadisco: questa non è la soluzione del problema. Dobbiamo pretendere un piano industriale serio e moderno, da realizzare in un’area non urbanizzata». De Luca ha poi rilanciato sulla Salernitana, altro tema caldo del momento. De Luca poi non nasconde i timori per le sorti del club granata: «Sono preoccupato per la Salernitana, sì». A dirlo, senza mezzi termini, l’ex Governatore a margine dell’incontro elettorale di ieri a Fratte. «Sarebbe davvero amaro avere uno stadio nuovo, frutto di un investimento di 150 milioni di euro – anzi, due stadi nuovi, perché avremo sia il nuovo stadio Volpe, con una capienza di 15.000 posti, sia il rinnovato stadio Arechi – e non avere poi una squadra – ha dichiarato De Luca, candidato sindaco a Salerno – È una prospettiva che nessuno vorrebbe neanche immaginare, soprattutto per una città che vive di calcio e che ha sempre dimostrato grande attaccamento ai propri colori. Noi andremo avanti con l’investimento, ovviamente, perché vogliamo puntare con decisione a candidare Salerno per gli Europei del 2032. Non c’è dubbio che la situazione societaria desta molte preoccupazioni». De Luca ha poi sottolineato come il quadro attuale appaia ancora incerto: «Non ho seguito gli ultimissimi sviluppi, ma mi pare che siano saltate tutte le cordate che si erano, in qualche modo, candidate a rilevare la società. Cercheremo di seguire la vicenda con grande attenzione, perché è chiaro che riguarda non solo lo sport, ma anche l’immagine e l’economia della città». Un nodo cruciale resta quello degli investitori: «Non si intravedono, al momento, imprenditori salernitani pronti a farsi avanti. Questo è un problema storico, che ci portiamo dietro da anni, fin dai tempi di Peppino Soglia. Vedremo se maturerà qualche alternativa interessante, ma – lo ribadisco – c’è davvero da essere preoccupati. Quello che può fare la politica è offrire infrastrutture moderne, adeguate a ospitare campionati importanti, allenamenti e grandi eventi. Possiamo creare le condizioni, ma non possiamo sostituirci agli investimenti privati. Serve un imprenditore forte, o magari una cordata di investitori, capace di garantire stabilità e continuità nel corso degli anni».