Ruggi: tumori cerebrali operati dalla palpebra senza cicatrici - Le Cronache Salerno
Salerno

Ruggi: tumori cerebrali operati dalla palpebra senza cicatrici

Ruggi: tumori cerebrali operati dalla palpebra senza cicatrici

Una chirurgia non invasiva, che utilizza la palpebra come corridoio naturale per raggiungere il cervello senza lasciare nessuna traccia esterna. È l’ultima frontiera della Neurochirurgia di precisione per i tumori cerebrali realizzata dall’Università degli Studi di Salerno in sinergia con l’Azienda Ospedaliero Universitaria “San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona – Scuola Medica Salernitana”, nell’ambito delle attività di Terza Missione di Ateneo.

Una tecnica rivoluzionaria, realizzata dal Professore Matteo de Notaris, neurochirurgo, ricercatore e docente presso il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” dell’Università di Salerno.

 «L’ultima frontiera, forse la più importante della Neurochirurgia, è l’approccio attraverso la palpebra – esordisce Matteo De Notaris – Si pratica un taglietto nella piega palpebrale e attraverso questo raggiungiamo le zone più delicate del cervello. Prima per raggiungere specifiche zone profonde del cervello dovevamo praticare una craniotomia, cioè un foro con un trapano e spostare il cervello. Con queste tecniche innovative arriviamo in profondità attraverso la faccia, ovvero dalle cavità nasali o dalla piega palpebrale e raggiungere l’obiettivo senza toccare il cervello».

La tecnica endoscopica consente di accedere a lesioni cerebrali ed orbitarie evitando ampie craniotomie ed è utilizzabile per tumori cerebrali, lesioni del basicranio anteriore e medio, fratture orbitali complesse e, non ultimo, per l’estrazione di un proiettile a contatto con il nervo ottico, intervento delicatissimo, realizzato circa un mese fa.

Tra i vantaggi la minore invasività dell’interventorecupero rapidocicatrici ridotte o invisibili e minori complicanze.

«Le nuove tecnologie che utilizziamo all’Università di Salerno presso l’ospedale Ruggi d’Aragona rivestono un ruolo fondamentale nella Neurochirurgia – continua il Professore de Notaris – Tra le principali tecniche endoscopiche, che utilizziamo già da tempo, abbiamo anche sperimentato il braccio robotico collegato ad un esoscopio. Abbiamo il navigatore, una sorta di computer che in sala operatoria ci assiste per raggiungere millimetricamente i nostri obiettivi. Con una telecamerina di 4 mm raggiungiamo l’area più profonda del cervello, per asportare successivamente solo il tumore senza toccare le strutture nobili».

La Clinica Neurochirurgica dell’Università di Salerno svolge un ruolo determinante di Terza Missione. «Siamo molto orgogliosi di rappresentare un’avanguardia nella Neurochirurgia di precisione. Non è solo una progressione tecnologica, ma ha un impatto sociale sulla vite delle persone, offrendo un orizzonte di speranza e di futuro, anche in tumori cerebrali profondi – insiste il Professore Orlando Troisi, delegato alla Terza Missione dell’Università di Salerno – La ricerca scientifica avanzata prodotta nei nostri laboratori si traduce in applicazioni pratiche attraverso il trasferimento tecnologico, in linea con la visione della nuova governance del rettore Virgilio D’Antonio. L’Università di Salerno si conferma un modello virtuoso e un attrattore internazionale avendo descritto e pubblicato tra i primi al mondo i risultati clinici e anatomici di questo approccio: tantissimi studiosi e specialisti vengono da tutto il mondo per imparare questa tecnica, per poi condividere le loro esperienze in ambito internazionale. Non più viaggi della speranza, inoltre, ma un’inversione di tendenza: dal nord vengono ad operarsi al Sud, perché qui, a Salerno, riusciamo a produrre qualcosa di straordinario che regala un orizzonte di futuro e di vita al paziente»