Sicignano. Morte di Romano, le reazioni - Le Cronache Provincia
Provincia Sicignano degli Alburni

Sicignano. Morte di Romano, le reazioni

Sicignano. Morte di Romano, le reazioni

Ancora un incidente mortale sul lavoro. A distanza di pochi giorni dal decesso di un operaio di Bellizzi, la provincia di Salerno fa i conti con l’ennesima morte bianca. Vincenzo Romano, 38 anni è morto a Sicignano degli Alburni, in un incidente sul lavoro verificatosi in un cantiere nell’area dei Monti Alburni. La vittima era originaria del paese di Vibonati ma viveva a San Giovanni a Piro. Secondo una prima ricostruzione, l’operaio sarebbe stato colpito al collo da una lastra d’acciaio per cause ancora in corso di accertamento. Inutili i soccorsi: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i volontari della Croce Rossa, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il 38enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Eboli, dove è giunto privo di vita Sulla vicenda indagano i Carabinieri della compagnia di Eboli, coordinati dal capitano Greta Gentili, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e a verificare il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Romano lascia la compagna e due figli, con una piccola nata da pochi mesi. Quello di ieri, come detto, è il secondo infortunio mortale sul lavoro in 48 ore in provincia di Salerno. Lunedì scorso, in uno stabilimento industriale a Bellizzi, è deceduto un operaio di 49 anni dopo essere rimasto schiacciato da un macchinario. Intanto, il Consorzio Xenia esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa dell’operaio Vincenzo Romano. In merito all’accaduto, il Consorzio precisa che l’incidente si è verificato presso un sito produttivo di un fornitore terzo, esterno al cantiere del Lotto 1 A dell’Alta Velocità/Alta Capacità Salerno-Reggio Calabria, e che il lavoratore coinvolto non era alle dipendenze del Consorzio. Il Consorzio Xenia, confermando che la sicurezza dei lavoratori è la priorità assoluta, rinnova la propria sentita vicinanza alla famiglia della vittima e al fornitore in questo momento di profondo dolore. Le reazioni. «Siamo di fronte a una situazione che non può più essere tollerata: il lavoro, che dovrebbe garantire dignità e futuro, sta diventando morte. Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia, ma non possiamo limitarci al dolore. Come Feneal Uil diciamo con forza che queste tragedie non sono fatalità, ma il risultato di un sistema che continua a non mettere la sicurezza al primo posto. Non si può continuare a morire per lavorare. Servono controlli veri, responsabilità chiare e un cambio radicale di approccio. La vita dei lavoratori deve valere più di qualsiasi risparmio o profitto», ha dichiarato Patrizia Spinelli, segretario generale FenealUil. Parole di cordoglio sono giunte anche dal leader della Uil campana Giovanni Sgambati: «Un altro lavoratore morto sul cantiere, è una tragedia che non sembra trovare fine quella dei morti sul lavoro. A quanto pare non bastano i protocolli sulla sicurezza, ne abbiamo siglati tre, Napoli, Ischia e in ultimo Bagnoli, non basta denunciare, sensibilizzare, servono interventi mirati, azioni efficaci di prevenzione per quelli che sono omicidi sul lavoro – ha detto – In meno di 48 ore due morti sul lavoro, continua Sgambati, torniamo a ribadirlo: serve prevenzione, servono controlli, ma soprattutto serve riconoscere l’omicidio colposo e insediare una procura speciale per i morti sul lavoro, come da tempo sta dicendo la Uil anche attraverso la sua campagna di sensibilizzazione #zeromortisullavoro». «In attesa di conoscere l’esatta dinamica di questo nuovo, inaccettabile lutto in edilizia, esprimiamo il nostro dolore e siamo vicini ai familiari e ai colleghi. Noi ribadiamo l’impegno del sindacato sul fronte della sicurezza sul lavoro, e in edilizia in particolare. Noi ribadiamo che la sicurezza nei cantieri si garantisce con la formazione e l’informazione, la prevenzione, investimenti sull’innovazione, più controlli e una maggiore cultura della sicurezza, già a partire dalle scuole. In Italia muore in media un operaio edile ogni due giorni, e il nostro territorio non fa eccezione: bisogna unire le forze, istituzioni, sindacato e imprese, per mettere in campo tutte le misure idonee a fermare questa drammatica scia di sangue nei cantieri», ha dichiarato Giuseppe Marchesano, segretario generale della Filca-Cisl Salerno. Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria della Cisal Metalmeccanici, ribadisce che la sicurezza nei luoghi di lavoro non può restare un principio teorico, ma deve tradursi in misure concrete, costantemente monitorate e applicate. «Quello che è successo negli ultimi giorni è inaccettabile. Due morti in meno di 48 ore sono un campanello d’allarme che deve scuotere aziende, istituzioni e controllori. Non si tratta di numeri, ma di vite umane, di famiglie distrutte e di comunità segnate per sempre», ha detto. Vicinanza sottolinea che «la sicurezza sul lavoro non può essere ridotta a un adempimento burocratico. Serve un cambio di paradigma, dove la prevenzione, la formazione e i controlli siano reali, continui e vincolanti per tutte le aziende, grandi o piccole che siano». Lo storico sindacalista salernitano chiede dunque “interventi immediati e stringenti: potenziamento dei controlli nei cantieri e nelle aziende, sanzioni più severe per chi non rispetta le norme e formazione obbligatoria e costante per tutti i lavoratori. Solo così possiamo ridurre drasticamente il rischio di nuove tragedie». Vicinanza conferma la propria disponibilità a collaborare con enti, istituzioni e parti sociali per elaborare piani di sicurezza efficaci e condivisi, con l’obiettivo di garantire che ogni lavoratore possa svolgere il proprio lavoro in condizioni di reale protezione e tornare a casa sano e salvo. «La vita dei lavoratori non è un optional. La sicurezza deve essere priorità assoluta, e non un adempimento formale», conclude Vicinanza, lanciando un appello alle istituzioni a tradurre le norme in pratiche concrete, prima che altre tragedie possano verificarsi.