di Erika Noschese
Il dottor Vincenzo Panico si è presentato alla città di Salerno con un metodo di lavoro improntato alla concretezza e al silenzio operativo. Laddove la politica degli ultimi anni aveva abituato i cittadini a lunghe attese per interventi minimi – si pensi alle panchine dello stadio “Vestuti”, installate (per così dire, ndr) oltre un anno dopo che il caso della squadra di rugby costretta a ospitare gli avversari sotto la pioggia era rimbalzato sulle cronache nazionali – il Commissario ha scelto una via diversa.
Senza cercare la ribalta o alimentare polemiche su criticità ormai croniche, Panico ha risposto con i fatti, come nel caso del ripristino dell’illuminazione al “Vestuti” subito dopo la denuncia dei disagi. In questa intervista, il Commissario traccia un bilancio del suo mandato, tra emergenze strutturali, risanamento dei conti e visione futura di una città che deve ritrovare il proprio prestigio.
Signor Commissario, partiamo da un bilancio di questi mesi. Lei è arrivato alla guida del Comune di Salerno in un momento estremamente delicato: crolli, impianti sportivi inutilizzabili e aree verdi degradate hanno allarmato la cittadinanza. Qual è stato il suo impatto con questa realtà?
«Diciamo che non mi è mancato nulla fin dal primo giorno. Il primo impatto è avvenuto nel giro di 48 ore, quando abbiamo dovuto organizzare la partecipazione all’AIA per il caso delle Fonderie Pisano. Grazie all’esperienza e a un approfondimento giuridico rigoroso, abbiamo agito secondo i canoni di legge. L’evoluzione della vicenda è nota ed è ora di competenza regionale, ma resta innegabile l’urgenza di fare tutto il possibile per non lasciare indietro i lavoratori: un impegno che chiama a raccolta tutte le istituzioni e in cui il Comune farà la sua parte».
Oltre alle emergenze ereditate dall’autunno scorso, su quali progetti strutturali state lavorando?
«Fortunatamente, le emergenze si sono intersecate con una procedura già avviata: i progetti del PRIUS (Programma di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile). Questo ci ha permesso di gestire un pacchetto di risorse diviso in due tronconi. La prima tranche riguarda sei interventi già cantierabili, tra cui la ristrutturazione dell’ex tipografia Volpe, il Palazzetto dello Sport, il Parco del Mercatello e il primo lotto della videosorveglianza. Per la seconda tranche, legata a premialità temporali, abbiamo anticipato i tempi della progettazione utilizzando i fondi di Cassa Depositi e Prestiti».
Tra i nodi critici ci sono il Pattinodromo e Piazza Cavour. Quali sono le tempistiche?
«Per Piazza Cavour l’iter amministrativo è concluso e l’area tornerà finalmente pubblica; i lavori di pulizia dovrebbero terminare in pochissimi giorni. Sul fronte del Pattinodromo, l’intervento è più complesso poiché coinvolge i piloni delle reti di telecomunicazione. Stiamo valutando la soluzione meno invasiva per intervenire sulla struttura colpita dal crollo. Il mio metodo è chiaro: occuparsi dell’immediato senza rimandare ciò che è urgente».
Lei ha spesso parlato di un “metodo” basato sulla squadra. Come lo sta applicando alla macchina comunale?
«È una mentalità che mi porto dietro da quarant’anni di carriera al Ministero dell’Interno. Per attuare i progetti e rispettare le scadenze, abbiamo istituito una “cabina di regia” con i dirigenti interessati, coordinata dalla dottoressa Del Pozzo, responsabile dei fondi comunitari. Effettuiamo verifiche periodiche perché entro settembre dobbiamo completare le percentuali di spesa necessarie per ottenere i finanziamenti successivi».
L’impiantistica sportiva e i giovani sembrano essere in cima alle sue priorità. Ci sono novità per le realtà storiche come la “Roller”?
«Tengo molto ai giovani e alla loro crescita attraverso lo sport. Sto seguendo personalmente le richieste del presidente del CONI, Del Mastro, concentrandomi sulle cose fattibili. Per quanto riguarda la “Roller”, società gloriosa che mi ricorda la mia infanzia e le mie origini salernitane, stiamo cercando soluzioni per le squadre giovanili. Al momento abbiamo trovato disponibilità a Pellezzano, anche se far coincidere gli orari non è semplice. I settori competenti sono al lavoro e io li seguirò finché sarà possibile trovare una sistemazione adeguata».
Passiamo al decoro urbano e alla sicurezza. Come si sta muovendo per potenziare i controlli?
«Abbiamo incontrato i vertici di Salerno Pulita per incrementare i controlli sul territorio. Sebbene il senso civico in città sia mediamente alto – con una raccolta differenziata al 75%, un dato eccellente – persistono criticità nel deposito dei cartoni fuori orario. Parallelamente, stiamo potenziando la Polizia Locale. Ho visitato il Comando subito dopo il mio insediamento perché lo considero il principale “front office” della città. Entro maggio contiamo di trasformare i contratti dei vigili da part-time a full-time per offrire al Comandante un organico più solido».
I residenti di Santa Margherita e Pastena hanno sollevato, via social, la questione del bocciodromo e dei giardini. È un tema che state affrontando?
«Posso confermare che nel piano di progettazione abbiamo trovato le risorse per i giardini di Asia e per altre aree verdi che necessitano di recupero. Sulla questione specifica del bocciodromo, mi curerò di approfondire. Ci tengo però a dire che io ricevo e ascolto tutte le associazioni che ne fanno richiesta: l’ascolto diretto è fondamentale per percepire i bisogni reali. Preferisco il confronto istituzionale ai messaggi social, perché chi viene qui porta l’interesse della collettività».
Capitolo sicurezza e videosorveglianza: ci sono dei cambiamenti nei piani originali?
«Abbiamo un’interlocuzione continua con la Prefettura e le Forze di Polizia. Se il PRIUS prevedeva inizialmente di potenziare la videosorveglianza nell’area Ovest, su indicazione del Prefetto stiamo valutando di spostare l’attenzione sulla zona Est, attualmente più scoperta. Lascerò una traccia amministrativa affinché i 433.000 euro disponibili possano essere destinati a quell’area».
Parliamo di conti pubblici. Qual è la reale situazione delle casse comunali dopo gli allarmismi dei mesi scorsi?
«Sono affiancato da un esperto di grande valore, il dottor Valentino Antonetti. Dalle verifiche effettuate con la Ragioneria emerge che il “Patto per Salerno” sottoscritto nel 2023 viene rispettato: il deficit iniziale di 170 milioni è stato ridotto a 100 milioni, esattamente come da programma. La gestione commissariale serve proprio a conferire ulteriore efficacia a questo risanamento. Non parlerei di allarme, ma di un lavoro serio e costante che porterà al rendiconto nei tempi di legge e alla corretta impostazione del bilancio 2027».
In merito alla “rottamazione” delle cartelle esattoriali e alla questione del Gruppo Marinelli, ci sono decisioni prese?
«La rottamazione è una questione delicata che stiamo ponderando con attenzione: bisogna bilanciare le necessità dei cittadini in difficoltà con le ripercussioni sul bilancio dell’ente. Sul Gruppo Marinelli, il Direttore Generale sta verificando i presupposti per la validità dei lavori alla luce dell’interdittiva antimafia. Seguiamo ogni istruttoria con il massimo scrupolo».
A maggio Salerno tornerà al voto. Che città lascerà al suo successore?
«Il mio obiettivo è lasciare un’amministrazione “in bonis”, una macchina comunale che sia all’altezza del prestigio e della storia di Salerno. Questa è una città importante e le medie città, oggi, sono il fulcro degli investimenti comunitari. Bisogna essere fieri dell’appartenenza a questo territorio. Spero che il mio metodo di affiancamento alla gestione amministrativa possa servire come traccia per il futuro».
Un’ultima battuta sullo Stadio Arechi: ci sono novità?
«Stiamo fornendo a Roma tutti gli aggiornamenti richiesti per l’inserimento dello stadio tra quelli utilizzabili per i grandi eventi. La fonte dei finanziamenti resta regionale, ma come proprietari della struttura non stiamo perdendo un giorno. I nostri funzionari sono costantemente sul posto per supportare le ditte nei collegamenti informatici e in tutte le fasi transitorie. Non vogliamo che resti l’ombra di alcuna inerzia: sull’Arechi bisogna stare sempre sul “chi vive”».





