Pisano, Fico: "tutela della salute prima di ogni cosa" - Le Cronache Ultimora
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Pisano, Fico: “tutela della salute prima di ogni cosa”

Pisano, Fico: “tutela della salute prima di ogni cosa”

di Erika Noschese «

La tutela della salute e dell’ambiente viene prima di ogni cosa. Per questo, come Regione Campania, abbiamo detto no all’Autorizzazione Integrata Ambientale per le Fonderie Pisano. Una decisione presa per senso di responsabilità, dopo anni di problemi e senza più margini per soluzioni sostenibili che avrebbero garantito la sicurezza dei cittadini». A dirlo è il presidente della Giunta regionale della Campania, Roberto Fico, annunciando attraverso i social lo stop alle Fonderie Pisano. «Abbiamo scelto di intervenire sulla base di valutazioni tecniche rigorose e nel rispetto delle indicazioni arrivate anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha riconosciuto un danno alla vita privata e familiare delle persone residenti nei territori interessati, richiamando le istituzioni al dovere di agire. Ed è quello che abbiamo fatto oggi, sulla base di un’istruttoria approfondita e dell’impegno dell’assessora Claudia Pecoraro e degli uffici regionali – ha aggiunto il presidente Fico – Sappiamo che questa scelta ha conseguenze sull’occupazione e accompagneremo questo momento con attenzione, mettendo in campo tutte le misure possibili per non lasciare indietro nessuno. Difendere la salute dei cittadini e la qualità dei territori resta per noi un dovere. E su questo non si torna indietro». A parlare di «passo importante» è anche l’assessora regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, che chiarisce come la «Regione Campania scelga di agire con responsabilità, nel rispetto delle istituzioni e dei diritti fondamentali, per restituire qualità della vita ai territori e costruire un futuro finalmente compatibile con la salute delle comunità». «Come Regione ci siamo messi all’opera, rappresentando la necessità di tutelare la salute della cittadinanza e di dare rispetto e risposte adeguate alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Purtroppo, allo stato, dalla documentazione e dagli atti presentati dalla società Pisano, non è possibile considerare rispettate le nuove BAT richieste, dal novembre 2024, dall’Unione europea e, quindi, non abbiamo avuto altra alternativa se non disporre la chiusura dell’opificio», ha dichiarato l’assessora Pecoraro. L’assessora ha inoltre rinnovato il suo impegno a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici: «Insieme alla collega Angelica Saggese, che si occupa di lavoro e formazione, e al collega Fulvio Bonavitacola, delegato alle attività produttive, abbiamo già aperto un tavolo con i sindacati, con la Fiom Cgil e con le RSU aziendali, proprio al fine di individuare le migliori strategie possibili per tutelare l’asset lavorativo e i livelli occupazionali. Abbiamo già avviato verifiche sull’età dei lavoratori, per valutare eventuali strumenti di accompagnamento al pensionamento anticipato». Per i lavoratori si parla anche di riqualificazione e di ricollocamento mirato, ma «la soluzione principale, quella auspicata, resta la delocalizzazione dell’opificio, che consentirebbe di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. Come Regione Campania, oltre a impegnarci per la tutela dei lavoratori, abbiamo dato la nostra massima disponibilità agli imprenditori e alla società Pisano per accompagnarli nel percorso di delocalizzazione, cosa che finora non è mai avvenuta. Naturalmente, sarà l’imprenditore a dover individuare una nuova area dove trasferire le Fonderie Pisano, ma, una volta scelta la zona, non sarà lasciato solo: garantiamo la nostra piena disponibilità ad accompagnare il percorso, ad aprire un dialogo con i territori interessati e a favorire un insediamento dell’opificio in maniera serena, pacifica e ben accolta». Dal canto suo, la Fiom Cgil parla di «un provvedimento che non può che segnare, ancora più drammaticamente, il futuro delle 100 maestranze e delle loro famiglie impegnate nello stabilimento di Fratte. La preoccupazione è al limite estremo! Mentre, proprio in queste ore, attendevamo di conoscere la data di convocazione di un tavolo di crisi al Ministero, richiesto dalla stessa azienda tramite Confindustria Salerno, per un confronto il più ampio possibile sul futuro dell’intero gruppo industriale Pisano». La segreteria provinciale ricorda, infatti, che «già da tempo la proprietà aveva evidenziato il rischio che una possibile discontinuità produttiva a Fratte potesse avere ricadute su tutti gli stabilimenti correlati, operanti dentro e fuori il nostro territorio (Napoli, Luogosano – AV -, Foggia), con una voragine di oltre 140 posti di lavoro. Oggi questa prospettiva può diventare gravemente attuale, a partire, nell’immediato, dallo stabilimento di Fratte a Salerno, che avrà solo il tempo di mettere in sicurezza gli impianti e chiudere i battenti, salvo un eventuale ricorso della proprietà nelle sedi competenti. Affronteremo, dunque, dalle prossime ore una dolorosa emergenza occupazionale, economica e sociale, ma non possiamo ritrovarci soli!». Da qui la chiamata a una responsabilità collettiva: «Anche il diritto al lavoro esige risposte concrete e di prospettiva. Ed esige la massima attenzione e imparzialità nelle soluzioni, perché l’intera vertenza non può essere scaricata solo sulle spalle dei lavoratori. Rivendicheremo, dunque, responsabilità in sede territoriale, a partire da iniziative che verranno organizzate in prosieguo e da un incontro urgente che chiederemo all’azienda in sede confindustriale; la ribadiremo in sede regionale, dove circa venti giorni fa ci fu assicurato che nessuno sarebbe stato lasciato senza futuro, e la richiameremo in sede ministeriale, sollecitando la definizione di una data di incontro. Restiamo convinti che un futuro sia ancora possibile, con nuovi investimenti in area industriale e con soluzioni di continuità economico-lavorativa per le maestranze. Ci aspettiamo il massimo e necessario impegno da parte di tutti gli attori coinvolti!». Ad intervenire anche il presidente del Codacons Campania, Matteo Marchetti: «Questo decreto sarebbe dovuto arrivare almeno quarant’anni fa. Il Codacons Campania è stato per anni impegnato nei processi penali nei confronti delle Fonderie Pisano per la salvaguardia dell’ambiente nella città di Salerno e nella Valle dell’Irno. Le nuove generazioni hanno ottenuto questo importante risultato, che costituirà un rilevantissimo precedente in tutta Italia per la lotta all’inquinamento ambientale. Compito della politica, adesso, è salvaguardare i lavoratori». Ad esultare anche il comitato Salute e Vita: «Con l’ufficialità del decreto di chiusura termina uno dei capitoli più tragici del nostro territorio. Con la condanna della CEDU e il decreto emanato dalla nuova Giunta regionale presieduta dal presidente Fico, grazie anche all’impegno dell’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, si è fatto ciò che doveva essere fatto vent’anni fa: osservare e applicare la legge!», ha dichiarato il presidente Lorenzo Forte, che ha convocato per questa mattina una conferenza stampa chiedendo la bonifica del sito e il ricollocamento degli operai, «perché solo la proprietà Pisano deve pagare per il crimine commesso», ha aggiunto.