di Arturo Calabrese
Consigliere comunale di Serramezzana e riconfermato nel consiglio provinciale, Modesto Del Mastro è rappresentante di Fratelli d’Italia sul territorio. Diverse le battaglie portate avanti dalla sanità alla viabilità, passando per la legalità.
Consigliere Del Mastro, Lei amministra un piccolo comune: come stanno i centri del Cilento?
“Se dico che Serramezzana è in controtendenza rispetto a quanto si pensa potrei essere tacciato di essere di parte, ma è così. Ci sono anche altri centri dell’interno e borghi che sono tenuti benissimo, dobbiamo riconoscerlo. Le difficoltà sono enormi e quotidiane, ma impegnandosi e lavorando bene si può fare in modo di superare alcune criticità. Lo si può fare intercettando fondi, collaborando con gli uffici, aggiornandosi sulle possibilità e così via”.
Tra le Sue battaglie c’è quella per la sanità…
“Nel Cilento si muore e di esempi ne abbiamo purtroppo numerosissimi. Ricordo l’anno scorso la donna di San Mauro Cilento spirata dopo aver atteso delle ore un’ambulanza e tante altre tragedie. Nei giorni scorsi, invece, abbiamo letto la notizia della impossibilità di trasportare un paziente malato di cuore all’ospedale di Salerno perché mancavano ambulanze ed elicotteri. Solo per un caso non ci troviamo a parlare di un’altra tragedia, di un’altra morte per sanità. Ma tutto questo quanto durerà, mi chiedo. Quante altre volte, saremo così fortunati da non avere altre morti. È necessario che si intervenga, che si faccia qualcosa affinché il diritto alla salute sia finalmente garantito. Nell’intera provincia, ma nello specifico nel Cilento, si vive una situazione molto complessa nella quale non è rispettato un diritto sacrosanto previsto nella nostra Costituzione. Il 19 aprile sarò al corteo organizzato dall’attivista Gisella Botticchio per chiedere la riapertura, doverosa e necessaria, dell’ospedale di Agropoli. Dobbiamo voltare pagina e chiudere una parentesi che per troppi anni ha bloccato il territorio. Qui la gente muore e non possiamo continuare ad andare avanti così tra promesse e tagli del nastro. Si mettano da parte le bandiere politiche e si faccia in modo di lavorare seriamente per la sanità in questa parte di comprensorio”.
Adesso, però arriva la telemedicina…
“Presa in giro. Si potrebbe anche pensare che sia un qualcosa di positivo, ma non può passare il messaggio che sia un modo per sostituire ciò che non abbiamo. L’ospedale di Agropoli di fatto non c’è e non possiamo avere il contentino dell’ambulatorio virtuale di telemedicina. Quest’ultimo, un’idea certamente valida, deve essere un di più, un servizio ulteriore per i cittadini, magari compresi nelle categorie fragili come gli anziani, ma non una sostituzione. I contentini non ci servono, non servono al territorio. Noi vogliamo una sanità giusta per tutti”.
Da oltre un anno è consigliere provinciale. A gennaio una ottima riconferma…
“Sono stato orgoglioso di aver avuto un consenso così ampio da parte degli amministratori della provincia. È fuor di dubbio che questa legge sia da cambiare come anche siano da cambiare i poteri per l’Ente, oggi depauperato anche di risorse. Nonostante ciò, il mio impegno è sempre massimo. Faccio mie le istanze dei territori senza guardare all’appartenenza politica perché quella si mette da parte il momento immediatamente successivo al voto. In questo credo di essere stato rispettoso di tutti e l’esito delle urne dell’11 gennaio (giorno del voto per il consiglio provinciale, ndr) mi ha premiato. Continuerò a lavorare in questo modo, facendomi portavoce dei problemi dei cittadini e degli amministratori. La porta del mio ufficio è sempre aperta, tutti hanno il mio numero di telefono e rispondo sempre. Questa è la mia visione di un buon amministratore e spero di esserlo”.






