Agropoli, l'annuncio di un cittadino: "Mi incatenerò davanti all'ospedale" - Le Cronache Provincia
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Agropoli, l’annuncio di un cittadino: “Mi incatenerò davanti all’ospedale”

Agropoli, l’annuncio di un cittadino: “Mi incatenerò davanti all’ospedale”

di Arturo Calabrese

Ad Agropoli si prepara il nuovo corteo per l’ospedale fissato per il 19 aprile. Lo sta facendo il popolo, con in primis l’attivista Gisella Botticchio, organizzatrice del primo corteo, quello dell’8 agosto. Le storie di malasanità ad Agropoli sono tante, di certo troppe, e tra esse c’è quella raccontata da Antonio Corrado Mancino, il cui figlio ha dovuto affrontare un’odissea mentre aveva in corso una embolia. Solo dopo diverse ore e centinaia di chilometri macinati è riuscito ad avere delle cure.

Quell’esperienza Antonio non la dimentica e il suo impegno è finalizzato a far in modo che fatti del genere non accadano più. Mentre il corteo si dipanerà per le strade cittadine, lui ha deciso di manifestare diversamente, pur rispettando e sostenendo gli altri cittadini, e di farlo in maniera assolutamente pacifica.

«Ho deciso di legarmi davanti al cancello dell’ospedale di Agropoli – spiega l’uomo – non dimenticherò mai quelle ore di apprensione trascorse in auto alla ricerca di cure per mio figlio, anzi di un medico che lo visitasse dato che negli ospedali della zona non ha avuto nemmeno l’onore di essere visitato da un medico».

Il pensiero di Mancino è all’attualità: «Vedere questa grande struttura chiusa e senza un pronto soccorso – ragiona – fa male al cuore. L’8 agosto ero in strada con gli agropolesi e i cilentani, portavo addosso l’articolo in cui si raccontava la storia di mio figlio affinché non fosse dimenticata. Lui era con me, ma solo un grande un medico, non in questi ospedali, lo ha salvato. Se fossimo rimasti qui, forse, lui non sarebbe più con noi. Per questo motivo, perché non si può morire senza avere cure, in memoria dei tanti che hanno perso la vita a causa dell’assenza di un’ambulanza, e penso anche al piccolo Tommaso Gorga, ho deciso di compiere questo gesto». Non è la prima volta che Mancino si fa notare per gesti forti.

Come detto da lui stesso, ha attraversato le strade agropolesi ad agosto con indosso un cartone sul quale era stampato il contributo giornalistico che parlava del figlio. Qualche mese dopo, a ridosso delle Regionali, ha provocatoriamente scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella al quale ha consegnato la sua tessera elettorale, dichiarando di non voler più esercitare il suo diritto al voto finché l’ospedale di Agropoli non sarebbe stato riaperto. Quella protesta pacifica, ovviamente, continua e presto se ne aggiungerà un’altra.

«Non farò del male a nessuno, né darò fastidio, ma mi incatenerò lì davanti e chi vorrà potrà farlo con me. Sono necessarie azioni forti – conclude – altrimenti chi di dovere continuerà a rimanere sordo e cieco davanti a questa situazione. Ora la misura è colma». Per il 19 aprile si attendono migliaia di persone in strada con la presenza anche di personalità.