Legge elettorale: Servono le preferenze - Le Cronache Ultimora
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Legge elettorale: Servono le preferenze

Legge elettorale: Servono le preferenze

Antonio D’Alessio*

Circolano le prime bozze della nuova legge elettorale. Nei prossimi mesi avremo dibattiti, confronti e anche polemiche sul sistema da adottare. Quello “perfetto” non esiste, altrimenti in duemila anni lo avremmo individuato e adottato in maniera sistematica. Invece le esigenze storiche e culturali, ma anche gli interessi dei partiti che sono al governo mutano, ed il loro mutare guida le riforme che si susseguono nel tempo. Anni fa, per le consultazioni politiche, furono eliminate le preferenze. Un duro colpo alla libertà di scelta degli elettori, si elimino’ la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Quella norma, che prevedeva la predisposizione dei cosiddetti listini bloccati, affidava ai partiti ogni decisione ed ogni scelta. Tra i tanti ed evidenti profili negativi di quel sistema c’era, tuttavia, anche qualche aspetto teoricamente positivo. Premetto che personalmente non sono mai stato d’accordo con quella riforma ma c’era da ammettere che si proveniva da una fase nella quale c’era stata molta corruzione e chi magari disponeva di potere economico riusciva a farsi valere in termini di preferenze. Si decise dunque di affidare ai partiti la scelta delle persone che dovessero andare a comporre i listini bloccati. Questa chance, che, come ho precisato, presentava tante controindicazioni ma anche qualche profilo positivo, non fu colta nei termini giusti dai partiti i quali avrebbero dovuto individuare i profili migliori. Avrebbero dovuto inserire lo scienziato, il grande professionista di un settore, il giovane davvero valido che avesse contatto con i cittadini; persone insomma che potessero rappresentare risorse per il Parlamento e che fossero effettivamente radicate sui territori e nelle comunità. Invece si abuso’ da subito di questa discrezionalità andando spesso ad inserire nelle liste bloccate l’amico, il fratello, la compagna, la persona che ti potesse fare un favore. La discrezionalità che avrebbe dovuto incontrare paletti legislativi, etici e morali non doveva sfociare nell’arbitrio totale. A questo ha fatto seguito, man mano, il profondo distacco dei politici dai territori e dai cittadini, con i salotti della politica romana che hanno deciso tutto. Di conseguenza il parlamentare rischia sempre di avere più a cuore i rapporti con le stanze dei bottoni della capitale che gli garantiscono la candidatura piuttosto che la rappresentanza, l’ascolto delle esigenze della propria comunità. A tutto ciò dobbiamo porre un argine e sono assolutamente convinto che, a tutti i livelli, dobbiamo perorare la causa della reintroduzione delle preferenze.

* Deputato di Azione