Gemma Criscuoli
Giunge al traguardo del decimo anno “Mutaverso Teatro”, il progetto artistico di Vincenzo Albano, sostenuto dall’organizzazione Ablativo, presso il Piccolo Teatro del Giullare. La nuova stagione si è aperta con il ritorno di uno spettacolo molto caro al pubblico e che ha conosciuto un successo ininterrotto in oltre vent’anni, “Mari”, di e con Tino Caspanello al fianco di Cinzia Muscolino. Il dialogo scabro tra un uomo in riva al mare e la donna che lo vorrebbe a casa diventa occasione per misurarsi con il concetto di libertà e con il valore dell’empatia. Il limite tra assodato e ignoto, tra vicinanza e distanza diventa sempre più labile, mentre le due figure in scena si (ri)scoprono in una luce nuova, che li spinge a non temere ciò che a prima vista non si lascia comprendere fino in fondo. La distesa notturna del mare, di conseguenza, assume una sfumatura metaforica: è il tempo che ritorna su se stesso, la vita che espone a nuovi confronti. L’interpretazione dei due attori è emozionante nel pudore dei sentimenti e nella capacità di far emergere il rimosso, il non detto, le pulsioni annidate in una stanca routine. Dopo il successo di “Opera didascalica”, applaudita dal pubblico salernitano, il 13 marzo sarà nuovamente in scena il collettivo Ctrl + Alt + Canc con “Afanisi”, in cui Alessandro Paschitto sarà regista e interprete al fianco di Raimonda Maraviglia e Francesco Roccasecca di uno spettacolo sulla fuorviante e ineludibile ricerca di senso, in cui il vuoto della scena diventa agone di una sensibilità nuova, che conduca a un nuovo segno l’atto performativo. Il 27 marzo la compagnia Mutamenti/Teatro Civico 14 proporrà “Costellazioni”, dove Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli oscilleranno tra fisica quantistica e ascolto emotivo, interrogandosi sul campo infinito delle possibilità, delle strade che avrebbero potuto aprirsi dinanzi a una scelta. Con i se non si fa la storia, ma chiedersi cosa sarebbe accaduto in circostanze diverse è un dubbio che diventa nuova chiave per accedere al reale. Il 3 aprile, Diego Frisina con Fortezza Est sarà all’opera con “Ho rapito Paolo Mieli”, un caustico attacco alla faziosità intollerabile dei mezzi di informazione, pronti a deformare ogni dettaglio in nome dell’ossequio al sistema. Il rapimento del noto giornalista avviene al culmine dell’indignazione: la sete di giustizia e libertà si fa impellente, mentre lo spettro di una nuova guerra mondiale assume fattezze sempre più concrete e solo la satira può indicare una via d’uscita. Il problema nasce, però, dal fatto, che il rapitore non ha certo la malafede del contesto che vuol combattere, per cui l’ironia si mescola all’urgenza di erigere barricate. La compagnia Le scimmie sarà presente il 17 aprile con “Cantanti”, ideato e diretto da Carlo Geltrude su testo di Mario Gelardi e interpretato da Giuseppe Brunetti e Luigi Bignone. Ispirato alla vita dei fratelli Brusca, l’allestimento riflette sulle condizioni dei collaboratori di giustizia con uno sguardo che non indulge a moralismi o a facili categorie. Chi si trova sul confine tra lecito e illecito, in effetti, non può essere liquidato in modo superficiale, ma va compreso sia pur senza intollerabili assoluzioni. Il 24 arile, l’appuntamento sarà con “Due passi sono”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi in cui il desiderio di amore e di autorealizzazione dei protagonisti deve sfidare le anestetizzanti e ingiuste coordinate imposte da un mondo cieco, che sembra aver dimenticato il nucleo incandescente dei sentimenti. L’8 maggio Mariasilvia Greco e Giuseppe Brunetti daranno vita allo spettacolo di Carlo Galiero “Spleen records”, una storia d’amore che nasconde una riflessione amara sui conti mai pareggiati nella vita e sul pericolo che tutto sia inutile nei tempi asfittici che stiamo vivendo. Separati dal muro di Berlino e decisi a mantenere vivo un legame ostacolato in ogni modo, le due figure principali si inviano messaggi tramite palloncini, ma scopriranno che comunicare davvero è un cimento non da poco. La conclusione del percorso ideato da Albano è prevista per il 15 maggio, quando Dario Natale porterà in scena il suo spettacolo “Di tutti i colori”, in cui le diverse cromie corrispondono ad altrettanti approcci alla vita e al passato, che torna a innervare il presente e rimescola le carte degli anni trascorsi e futuri. Misurandosi con un’epoca che sembra poter fare a meno dell’umano, il protagonista cerca la ragione segreta delle cose, spingendosi oltre ogni vuota apparenza.





