Agropoli, infarto in ospedale: rischia di morire - Le Cronache Attualità
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di Arturo Calabrese

L’ospedale di Agropoli è ormai un paradosso. Quella struttura è una scatola vuota, ma continua a essere un ottimo serbatoio di voti e di promesse, nonché, stando alle ultime Regionali, anche un ottimo modo per farsi pubblicità o per fare pubblicità. E il riferimento, limitatamente alla seconda opzione, è alla vice sindaco e assessore all’ambiente, già assessore alla sanità, Rosa Lampasona, i cui manifesti elettorali sono apparsi proprio nelle corsie ospedaliere.

In questa situazione, estrema e insensata, quanto accaduto ieri è l’emblema di una vergogna cittadina, figlia di una mala gestio degli ultimi venti anni non solo locale ma anche regionale e che purtroppo continua. Un uomo che si stava sottoponendo a una visita cardiologica, in quanto malato di cuore, ha accusato un malore proprio all’interno dell’ambulatorio.

L’ospedale, per inciso, ospita gli ambulatori dell’ASL dove ci si reca per le visite. Non essendo attivo un pronto soccorso degno di questo nome, il medico in servizio in quel momento ha dovuto avvisare i soccorsi, anche perché non aveva a disposizione gli strumenti e i medicinali adatti per intervenire. La prima ambulanza giunta sul posto non aveva a bordo il medico e dunque è stato necessario l’intervento di un secondo mezzo. L’infartuato è stato stabilizzato, ma si è reso necessario il trasporto all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania.

A denunciare l’accaduto è l’attivista Gisella Botticchio, colei che ha organizzato il partecipatissimo corteo dell’8 agosto e che oggi guida il comitato “Pro Ospedale”. Nelle sue parole, come sempre nate da una rabbia dovuta all’abbandono della struttura e alle tante promesse mancate, non sono mancati gli attacchi all’amministrazione comunale e agli enti di più alto livello.

«È una vergogna – ha tuonato – qui la gente si sente male e non può essere curata, i cittadini muoiono e nessuno fa nulla. In altre parti del mondo c’è la guerra, ma in alcuni casi il diritto alla salute è garantito, mentre qui – ha aggiunto Botticchio – viviamo una situazione peggiore degli scenari di guerra, sembra di essere tornati alla Seconda guerra mondiale e ai bombardamenti. Ci hanno condannati a morte e lo hanno fatto intenzionalmente.

Il popolo, adesso, deve alzarsi e chiedere con forza il proprio diritto e soprattutto chi di dovere deve spiegare cosa stia accadendo – ha concluso – il primo cittadino e la sua vice, che ha già ricoperto il ruolo di assessore alla sanità fallendo miseramente, devono intervenire, ma senza ulteriori promesse. Adesso basta!».

L’accadimento di ieri riaccende i fari sull’ospedale di Agropoli, anche da parte dell’opinione pubblica e della stampa, non soltanto locale.