“La riforma della giustizia e’ uno di quegli impegni elettorali che abbiamo preso, non e’ un’improvvisata in campagna elettorale”. Lo dice il viceministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, a margine del convegno ‘Giustizia: tra riforme e prospettive’ organizzato dalla Camera penale al palazzo di giustizia di Salerno, cui sta partecipando anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Anzi – riprende Cirielli – a mio modo di vedere, le cose sono andate sin troppo lente e non e’ stata colpa del ministro Nordio, che invece era partito lancia in resta”. “Invece – sostiene il viceministro – un Paese che non ha una giustizia giusta, che ha una parte della magistratura minoritaria che pero’ controlla sul piano organizzativo la vita di tutti gli altri, certamente e’ un’emergenza democratica oltre che di funzionamento dello Stato”. Ai cronisti che gli chiedono, poi, delle carceri, Cirielli sottolinea che “credo che il ministro stia facendo un grande lavoro e ha una grande sensibilita’ sul tema della civilta’ delle carceri”. “Ovviamente – prosegue – l’altra esigenza e’ difendere la sicurezza dei cittadini. Gia’ oggi, con le leggi che ci sono e’, paradossalmente, difficile finire in carcere perche’, con l’affidamento in prova ai servizi sociali, bisogna avere pene superiori ai quattro anni per andare in galera-galera. Ed e’ raro che accada. Quindi, chi ci va, ci deve stare. Pero’, e’ giusto che ci stia in maniera civile e l’impegno e’ sacrosanto”





