8 marzo. Il sindaco Scelza di Salvitelle - Le Cronache Provincia
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8 marzo. Il sindaco Scelza di Salvitelle

8 marzo. Il sindaco Scelza di Salvitelle

Su 158 comuni in provincia di Salerno, solo 12 hanno un sindaco donna. Una percentuale di poco sotto all’8% che ben descrive una disparità tra i due sessi molto accentuata in politica. Tra esse, c’è la prima cittadina di Salvitelle: Maria Antonietta Scelza, classe ’80, dal 2019 indossa la fascia tricolore. Un percorso non facile il suo, reso più accidentato proprio dal suo essere donna. Difficoltà che, però, non l’hanno mai impressionata: “Quando si crede nel proprio impegno e nella propria comunità – dice – le difficoltà diventano uno stimolo a fare meglio e a dimostrare sul campo il proprio valore. I dati confermano che la strada da fare è ancora lunga. Le donne spesso devono fare qualcosa in più per ottenere gli stessi risultati. Tuttavia non credo che bastino norme o strumenti formali: serve soprattutto una rivoluzione culturale, fatta di consapevolezza, determinazione e cambiamento nei luoghi di lavoro e nella società”. Il primo cittadino Scelza si dice contraria alla norma sulle quote rosa: “Preferisco si premi il merito e non riservare un posto nelle amministrazioni in base al sesso”. Salvitelle è un piccolo comune e proprio come tante realtà in Italia e nel Mezzogiorno soffre particolarmente: “ha chiuso l’ultimo negozio di alimentari, lasciando il paese senza un punto vendita di beni di prima necessità. Per questo ho scritto ai principali gruppi della grande distribuzione invitandoli a guardare ai piccoli comuni non solo come mercati, ma come veri presìdi sociali e territoriali. In realtà come queste, un negozio non è solo un’attività economica: è un servizio essenziale, un punto di incontro, un pezzo di vita della comunità”.

Sindaco, cosa vuol dire essere oggi un sindaco donna?

“Essere oggi un sindaco donna significa sicuramente affrontare un impegno doppio, ma anche vivere una grande soddisfazione. Vuol dire metterci sempre una marcia in più, dimostrare ogni giorno competenza, determinazione e capacità di ascolto. È una responsabilità importante, ma anche un segnale positivo di cambiamento nelle comunità”.

Ha dovuto faticare o sta faticando di più rispetto ai colleghi uomini?

“Probabilmente sì, ma non è qualcosa che mi ha mai impressionato o fermato. Quando si crede nel proprio impegno e nella propria comunità, le difficoltà diventano uno stimolo a fare meglio e a dimostrare sul campo il proprio valore”.

Dagli ultimi dati INPS emerge una disparità importante tra uomo e donna per le posizioni apicali e per i contratti…

“I dati confermano che la strada da fare è ancora lunga. Le donne spesso devono fare qualcosa in più per ottenere gli stessi risultati. Tuttavia non credo che bastino norme o strumenti formali: serve soprattutto una rivoluzione culturale, fatta di consapevolezza, determinazione e cambiamento nei luoghi di lavoro e nella società. Personalmente non ho mai amato la logica delle quote rosa: preferisco parlare di battaglie per il merito e per le pari opportunità reali”.

Il Suo è un piccolo comune che sta perdendo il servizio fondamentale di un negozio di prossimità: qual è la situazione?

“Purtroppo anche nel nostro territorio stiamo vivendo una difficoltà che riguarda tanti piccoli comuni italiani. A Salvitelle ha chiuso l’ultimo negozio di alimentari, lasciando il paese senza un punto vendita di beni di prima necessità. Per questo ho scritto ai principali gruppi della grande distribuzione invitandoli a guardare ai piccoli comuni non solo come mercati, ma come veri presìdi sociali e territoriali. In realtà come queste, un negozio non è solo un’attività economica: è un servizio essenziale, un punto di incontro, un pezzo di vita della comunità. Siamo disponibili a collaborare per individuare soluzioni anche innovative e sperimentali”.

“Con ANCI come si arriverà a una soluzione?

“Su questi temi l’ANCI Campania sta facendo un lavoro molto importante. Il presidente Francesco Morra sta portando avanti un confronto costante, in intesa con l’ANCI nazionale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi e con tutte le istituzioni coinvolte. Il lavoro di squadra tra livelli istituzionali è fondamentale per dare risposte concrete ai territori”.

La narrazione nazionale esalta i piccoli paesi, ma viverci è difficile. Cosa si può fare?

“I piccoli comuni sono una grande ricchezza del Paese, ma non basta raccontarli: bisogna renderli vivibili. Serve rafforzare le aree interne, investire nei servizi, nella mobilità, nella sanità di prossimità e nelle opportunità di lavoro. È fondamentale coinvolgere anche i privati, il mondo delle associazioni e del terzo settore. I piccoli paesi non sono solo una questione locale: sono un equilibrio necessario per tutto il sistema territoriale, anche per le grandi città”.