Ex Carminuccio. Vincolo archeologico trascritto nel 2007 dalla Soprintendenza - Le Cronache
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Ex Carminuccio. Vincolo archeologico trascritto nel 2007 dalla Soprintendenza

Ex Carminuccio. Vincolo archeologico trascritto nel 2007 dalla Soprintendenza

Ecco la prova che la struttura dell’ex palazzina che ospitava la pizzeria Carminuccio, aveva un vincolo archeologico. Lo scrive nella sua relazione, l’ingegnere Paolo Normanno, incaricato dal Giudice Brancaccio, del Tribunale di Salerno, III sezione civile -escuzioni immobiliari, di redarre la relazione della consulenza tecnica di ufficio. La struttura che comprendeva la palazzina dove al pian terreno era ospitata la pizzeria, comprendeva due livelli e un giardino. Dopo aver espletato tutti gli atti nel 2015, la struttura fu messa all’asta e il cui valore peritale era così suddiviso: il valore del lotto ammonta a € 494.495,00, cosi ottenuto: (valore abitazione
valore attività commerciale + valore terreno ) € 494.495,00.
Nella sua relazione l’ingegnere Normanno,rispondendo al quesito numero nove scriveva che “ si da atto che il compendio immobiliare è colpito da vincolo archeologico e dichiarato di interesse particolarmente
importante ai sensi del D. Lgs. n° 42 del 22 gennaio 2004”. Un vincolo archeologico che correttamente fu riportato nel bando per la vendita all’asta.
Un vincolo che nel 2007 che su richiesta della Soprintendenza di Salerno su indicazione del ministero competente (Beni culturali) fu regolarmente trascritto.
E allora questo vincolo chiama in causa direttamente la Soprintendenza che due anni fa non esercitò il diritto di prelazione e che non sono stati effettuati dei saggi. Questa mancanza clamorosa ci riporta anche a Palazzo di città e la concessione per l’abbattimento e la costruzione di un’altra torre, laddove non era possibile costruire se non rispettando le volumetrie precedenti. Anzi secondo il prof Salzano, che nel 2002 fece approvare un ordine del giorno dal Consiglio comunale che vietava questo tipo di abbattiemnti, era possibile solo ristrutturae l’esistente. Come anticipato da Le Cronache la situzione si è ulteriolmente ingarbugliata per il ritrovamento di resti di una costruzione (villa?) risalente probabilemnte all’epoca romana di cui il sottosuolo dell’intera zona è ricco. Su questi quesiti sia la Soprintendenza che il Comune non hanno ancora chiarito i temini della questione. Ovviamente con la solita complicità dell’opposizione a Palazzo di città che fa finta di niente. E non si interroga nemmeno perchè non siano ancora intervenuti i vigili urbani nè gli uomini della Procura di Salerno della sezione di ediliza pubblica. Quanto meno per verificare la situazione. Forse si attende la relazione dell’archeologo che la stessa Soprintendenza ha inviato e che attende una relazione sui ritrovamenti e su ciò che potrebbe essere ancora sotto terra e magari riportare alla luce, facendo i famosi saggi che non sono stati mai fatti.
Diventa sempre più corposo il dossier che saràallegato all’esposto che dovrebbe essere depositato nei prossimi giorni alla Guardia di Finanza. Anche perchè ci sono troppe omissioni e mancati controlli.
Così sarà chiesto anche quali siano stete le modalità dell’acquisto della palazzina all’asta e se ci siano stati passaggi di mano e come si vocifera, quale sia stato il ruolo di alcuni farmacisti.