di Erika Noschese
Nessun pericolo per la salute umana, nessuna possibilità di trasmissione attraverso il consumo di carne o latticini e piena trasparenza istituzionale per proteggere la filiera zootecnica campana. Questo il messaggio di rassicurazione emerso ieri durante la conferenza stampa tenutasi nella sede dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno a Portici, convocata per fare il punto sulla diffusione del virus Shamonda (SHAV), un’infezione virale trasmessa da insetti vettori che nelle ultime settimane ha fatto registrare focolai e riscontri diagnostici sul territorio regionale. Se da un lato le autorità sanitarie ed epidemiologiche hanno confermato la totale sicurezza dei prodotti alimentari destinati alle tavole dei consumatori, dall’altro l’incontro ha portato alla luce le concrete difficoltà operative ed economiche vissute sul campo dagli operatori del settore. In particolare, nel corso del dibattito è emersa la testimonianza diretta delle aziende agricole attive in diversi comuni della provincia di Salerno – tra cui Capaccio Paestum, Albanella, Altavilla Silentina ed Eboli – dove la presenza del patogeno ha causato pesanti deficit produttivi, con crolli nella resa del latte che hanno raggiunto picchi del 20% e manifestazioni febbrili a carico dei capi allevati. A destare forte rammarico tra le aziende del Salernitano è stata la gestione dei flussi informativi preventiva: secondo quanto riferito da fonti di settore durante l’incontro, le strutture della sanità pubblica e veterinaria sarebbero state al corrente della potenziale diffusione e circolazione del virus già a seguito delle allerte ministeriali, ma non avrebbero provveduto ad avvisare tempestivamente gli allevatori. Gli imprenditori agricoli si sono così ritrovati a gestire improvvisamente i primi casi di positività e i conseguenti tagli alla produzione di latte senza un’adeguata preparazione o indicazioni preventive, lamentando come un preavviso avrebbe consentito di adottare subito accorgimenti nutrizionali o gestionali utili a mitigare l’impatto economico aziendale. L’orientamento della Regione Campania resta tuttavia improntato alla massima collaborazione e al supporto dei produttori, come sottolineato dall’assessora regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, intervenuta per ribadire la linea dell’amministrazione. “Abbiamo voluto organizzare questa conferenza stampa insieme all’Istituto Zooprofilattico per una precisa scelta di trasparenza e responsabilità” ha dichiarato l’assessora Serluca. “Ci troviamo di fronte a un virus emergente, il virus Shamonda, che impareremo a conoscere e che è presente sui nostri territori così come in altre regioni d’Italia e d’Europa” ha spiegato l’esponente della giunta regionale, aggiungendo che “era doveroso fornire informazioni corrette provenienti da un istituto scientifico qualificatissimo che analizza la situazione e fornisce le giuste indicazioni, evitando in questo modo inutili strumentalizzazioni o notizie inesatte in una fase iniziale della diffusione del virus”. Serluca ha poi riaffermato la vicinanza dell’ente al comparto: “Come assessorato all’Agricoltura siamo presenti e attenti, in constante sinergia con la sanità animale e con le ASL del territorio” ha proseguito l’assessora. “Vogliamo essere vicini al mondo della zootecnia, che rappresenta un patrimonio fondamentale per la Campania, e dare le giuste indicazioni sia agli allevatori che ai consumatori” ha evidenziato Serluca. “In queste circostanze possono infatti innescarsi speculazioni ingiustificate sui prodotti, sugli animali o sul latte” ha chiarito l’assessora, concludendo che “rassicuriamo tutti sul fatto che non vi è alcun allarmismo e nessun pericolo per la salute umana: il virus riguarda esclusivamente la salute dell’animale e non produce alcun effetto sui prodotti alimentari che vanno sulle nostre tavole”. A fare il punto sul quadro scientifico e sulle attività di sorveglianza è stato il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, il professor Giuseppe Iovane, che ha dettagliato le caratteristiche del patogeno e gli interventi diagnostici dell’ente. “L’Istituto Zooprofilattico si occupa prioritariamente di sicurezza alimentare, di controllo delle zoonosi e di prevenzione delle malattie” ha premesso il direttore generale Giuseppe Iovane. “In questo caso ci troviamo di fronte a un virus veicolato dal riscaldamento climatico e trasportato da insetti vettori, i Culicoides, piccolissimi moscherini che possono percorrere lunghe distanze trasportati dalle correnti d’aria” ha illustrato il professor Iovane. Ripercorrendo le fasi del primo isolamento, il direttore generale ha spiegato come l’istituto si sia attivato immediatamente: “Siamo stati allertati da alcune segnalazioni degli allevatori che registravano un calo insolito e significativo della produzione di latte negli animali, accompagnato da stati febbrili” ha ricordato Iovane. “Abbiamo attivato immediatamente i nostri laboratori ed eseguito le analisi necessarie, giungendo in sole quarantotto ore alla conferma diagnostica della presenza dello Shamonda, isolato per la prima volta anche nella specie bufalina” ha sottolineato il direttore generale dell’IZSM. Il professor Giuseppe Iovane – accompagnato in questa conferenza stampa dal direttore sanitario Orlando Paciello, dal direttore amministrativo Luciano Burraccione e da due membri neoeletti del Cda facenti riferimento alla Regione Campania – ha quindi ribadito con fermezza la piena edibilità e salubrità delle produzioni agroalimentari della regione. “Ci tenevamo a dare una notizia scientifica e tecnica chiara per rassicurare l’opinione pubblica: pur in presenza di sintomi febbrili o di un calo produttivo momentaneo negli animali, i prodotti della nostra filiera casearia, a partire dalla mozzarella, sono assolutamente sicuri e tranquillissimi” ha affermato il direttore generale. “Non vi è alcun rischio di trasmissione dell’infezione all’uomo né attraverso il contatto né attraverso il consumo di latte o carne” ha aggiunto Iovane. Riguardo alle misure pratiche da adottare nelle stalle per contrastare il vettore, il vertice dell’IZSM ha richiamato l’attenzione sulla biosicurezza: “Per contrastare la diffusione del virus è fondamentale agire sui siti di riproduzione degli insetti, garantendo un’estrema pulizia negli allevamenti, evitando i ristagni d’acqua e gestendo correttamente le lettiere e il letame” ha specificato Iovane, ricordando che “le disinfestazioni vanno programmate per tempo e mirate alle fasi larvali”. “L’istituto prosegue con la sorveglianza clinica, la diagnosi differenziale e il sequenziamento genomico per monitorare eventuali mutazioni del virus” ha garantito il professor Giuseppe Iovane. “Lavoriamo in stretta collaborazione con la Regione, la Sanità animale e i veterinari aziendali per offrire supporto costante agli allevatori e garantire la massima trasparenza alle comunità” ha concluso il direttore generale dell’IZSM. Le linee guida diffuse dall’IZSM consigliano agli allevatori di avvisare subito il veterinario di riferimento in caso di febbre, calo del latte, diarrea o scolo nasale, monitorando costantemente i dati di stalla e limitando l’esposizione ai moscherini. Trattandosi di un’infezione non soggetta a eradicazione obbligatoria dell’Unione Europea, la positività allo SHAV non comporta abbattimenti o blocchi dell’attività, permettendo al comparto di continuare la produzione in sicurezza.







